Home, Imperia — 14 novembre 2017 alle 07:43

IMPERIA. “FALLIMENTO” RIVIERACQUA. VOLANO GLI STRACCI IN MAGGIORANZA, A RISCHIO L’AFFIDAMENTO DEL DEPURATORE. DE BONIS:”NON RESTERÒ CON IL CERINO IN MANO”/ IL CASO

La prossima settimana, infatti, la giunta Capacci avrebbe dovuto approvare la bozza di convenzione tra il Comune e Rivieracqua ma la pratica, a questo punto…

di Redazione

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“Porterò la convenzione in giunta, è più di un anno che lavoro sul passaggio del depuratore a Rivieracqua, non resterò con il cerino in mano”. È un fiume in piena l’assessore all’ambiente Giuseppe De Bonis che a seguito della decisione del consiglio di amministrazione di AMAT. S.p.A. di chiedere il fallimento  di Rivieracqua rischia di veder andare in fumo la convenzione tra il comune e la società consortile provinciale per la gestione del depuratore, oggi gestito da Siba-Veolia per mezzo di un’ordinanza sindacale. 

La prossima settimana, infatti, la giunta Capacci avrebbe dovuto approvare la bozza di convenzione tra il Comune e Rivieracqua ma la pratica, a questo punto, potrebbe saltare in quanto il futuro di Rivieracqua è più che mai incerto.

“L’organo sovrano, il consiglio comunale, ha deliberato già nell’aprile scorso l’affidamento del depuratore a Rivieracqua e dopo 10 mesi siamo ancora qua. Noi siamo pronti a dare in gestione dal 1° dicembre il depuratore a Rivieracqua. Vedremo che succederà in giunta, in quell’occasione si capirà quale sarà il vero obiettivo dell’amministrazione. Se dovesse passare la pratica, il giorno stesso darò indicazione agli uffici di procedere con l’acquisizione delle quote della società con il versamento della quota di competenza (circa 64 mila euro, ndr)”. 

La richiesta di fallimento avanzata da Amat, società controllata dallo stesso Comune di Imperia,  nei confronti di Rivieracqua potrebbe trasformarsi in un boomerang per l’amministrazione Capacci che da una parte chiede, attraverso il suo presidente il fallimento della società e dall’altra intende affidargli lo spinoso e costoso problema del depuratore. 

Gli esponenti del Partito Democratico in consiglio comunale, infatti, non avrebbe preso bene quello che il sindaco ha definito “un atto dovuto” da parte di Amat che avrebbe minato il futuro della gestione pubblica della risorsa idrica. 

 

 
 
 
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