Home, Politica — 14 marzo 2014 alle 15:19

TIRRENO POWER – INTERROGAZIONE DEL CAPOGRUPPO DI F.I. MELGRATI

Melgrati: “Chi ha sbagliato deve pagare. Non si può barattare il lavoro con la salute dei cittadini, nemmeno se l’imprenditore di riferimento è la tessera n. 1 del Partito Democratico!”.

di La Redazione

melgrati

 

Imperia – “Presentata interrogazione dal capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati sulla situazione di presunto disastro ambientale, con gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini di una vasta area, che comprende Vado e Quiliano, ma anche Savona.

Il Capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati nella sua interrogazione chiede alla Giunta Regionale guidata da Burlando come sia stato possibile consentire l’ampliamento e il potenziamento dei gruppi a carbone, mentre il precedente accordo Stato-Regione prevedeva la riconversione di almeno due gruppi esistenti col passaggio dal carbone al metano. Spiega Melgrati: “Come gruppo di Forza Italia vogliamo capire quali possano essere le responsabilità della Regione circa le ipotesi che hanno portato ad un provvedimento grave e motivato come il sequestro da parte della procura di Savona dei gruppi a carbone della centrale di Vado Ligure. Nella delibera del dicembre 20012 infatti la Giunta Regionale della Liguria approvava lo schema di protocollo d’intesa per la massimizzazione e valorizzazione delle ricadute sull’economia ligure dell’intervento di Tirreno Power sulla centrale di Vado Ligure tra Regione Liguria, Provincia di Savona, la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Savona e la Società Tirreno Power S.p.A, senza fare cenno al presidio ambientale o a controlli alle emissioni potenzialmente nocive per la salute dei cittadini, che avrebbe dovuto essere la prima preoccupazione per chi esercita la potestà di controllo. Invece nella delibera si insiste sul ruolo economico di questo intervento, che è importante ma non può essere disgiunto dall’impatto ambientale”.

E le motivazioni del dispositivo del sequestro, secondo Melgrati, non lasciano dubbi. Infatti scrive il Giudice Giorgi:la società non avrebbe potuto ottenere il rilascio dell’AIA con la previsione delle condizioni in essa contenute, se non avesse prospettato la realizzazione di un nuovo gruppo a carbone, VL6, con caldaia supercritica, della cui realizzazione non vi è peraltro alcuna garanzia”. “il gestore ha sistematicamente violato le prescrizioni impostegli sulle emissioni e non ha nemmeno adottato un’altra misura, l’unica veramente adeguata a contenere l’inquinamento diffuso derivante dal traposto e dallo stoccaggio del carbone, e cioè la copertura del parco carbone, informalmente e pressantemente richiesta dalle amministrazioni locali e regionali”. Una struttura che sarebbe stata da realizzare entro il marzo 2015 (“Termine che non potrà essere rispettato – scrive il gip – non risultando ancora iniziati i lavori”). Dagli studi effettuati, dai rilevamenti dell’aria, secondo il gip, l’azienda era certamente a conoscenza del danno che stava arrecando e, nonostante un provvedimento AIA “estremamente vantaggioso”, Tirreno Power ha più volte violato l’autorizzazione. “Appare dimostrato che il gestore, in tutti questi anni e fino alla data odierna, ha sempre fatto quello che gli tornava più vantaggioso, il tutto nella neghittosità degli organi pubblici chiamati a svolgere attività di controllo, e che, lungi dal sanzionare le inottemperanze, hanno ritardato in modo abnorme l’emissione dei dovuti provvedimenti ed emesso alla fine un’AIA estremamente vantaggiosa e frutto di un sostanziale compromesso in vista della costruzione di un nuovo gruppo a carbone che si presenta come meramente ipotetica”.

In conclusione Melgrati dichiara: “parole gravi che se fossero confermate dalle risultanza tecniche fanno chiaramente intravedere una pesantissima responsabilità dell’ente di controllo Regionale, e una contiguità della parte politica, nonostante le ripetute denunce dei Sindaci di Quiliano e Vado, peraltro ideologicamente vicini alla parte politica che governa la Regione e all’interrogazione già presentata nel passato dal consigliere di maggioranza della sinistra estrema Giacomo Conti, che aveva avuto una non-risposta dall’assessore Guccinelli (e non inspiegabilmente dall’assessore all’ambiente Briano). Se qualcuno ha sbagliato in Regione se ne deve assumere la responsabilità, e nel caso deve pagare!”

 C.S.

 
 
 
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