Cronaca, Home — 6 dicembre 2017 alle 13:32

ATTIRANO DUE GIOVANI DONNE IN UN LUOGO ISOLATO E LE STUPRANO. LA POLIZIA ARRESTA UN 23ENNE PER VIOLENZA SESSUALE AGGRAVATA. RICERCATO IL COMPLICE/L’OPERAZIONE

Gli Agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto per violenza sessuale di gruppo uno straniero di nazionalità afghana

di Redazione

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Gli Agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Ventimiglia, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto per violenza sessuale di gruppo uno straniero di nazionalità afghana.

Due le donne attirate con uno stratagemma in un luogo molto isolato della periferia cittadina, minacciate e costrette a subire lo stupro, il delitto più emblematico della violenza cieca e brutale contro la donna.

Entrambe le vittime sono di nazionalità nigeriana e hanno riconosciuto con certezza l’uomo individuato dalla Polizia solo dopo poche ore dal fatto criminale.

Le indagini erano state attivate istantaneamente, domenica scorsa, dopo che un passante aveva segnalato al numero d’emergenza 112 la presenza di due persone in lacrime, riverse al suolo, vicine al margine della carreggiata, in un area isolata del quartiere Peglia. Le vittime sono state immediatamente soccorse e trasportate presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Sanremo.

I rilievi della Polizia Scientifica, le prime testimonianze analizzate e le iniziali risultanze investigative hanno consentito di confermare la veridicità del tormentato racconto fornito dalle giovani vittime, ancora in stato di shock.

Entrambe venticinquenni riferivano in lingua inglese agli Agenti di essere state minacciate da due uomini stranieri che le medesime avevano contattato poiché ritenuti in grado di accompagnarle alla meta tanto agognata da tutti i migranti in transito a Ventimiglia, la vicina ma lontana Francia.

Ancora spaventate raccontavano della violenza subita dai due uomini che brandeggiando pietre e bastoni le avevano minacciate e costrette a subire un rapporto sessuale consumato all’interno di un tunnel ferroviario.

Probabilmente i due passeurs, improvvisamente trasformatisi in stupratori, erano anche a conoscenza della temporanea sospensione del traffico ferroviario per lavori in corso sulla linea.

Nonostante l’esiguità e la genericità dei dati in possesso circa la descrizione degli autori del reato la Polizia organizzava una meticolosa e diffusa azione di ricerca e controllo, progressivamente estesa a tutte le aree cittadine, centrali e periferiche, finalizzata alla loro individuazione.

Nel corso delle impegnative e massicce operazioni attivate, con un dispiegamento di forze davvero ingente, venivano sottoposti a controllo, su strada, oltre 80 soggetti ritenuti, direttamente o indirettamente, possibili sospetti.

Le ricerche venivano gradualmente estese anche ai comuni confinanti, a tutti i luoghi di ritrovo e di passaggio utilizzati dagli stranieri migranti e a molte delle comunità locali ospitanti stranieri richiedenti asilo.

Dopo nemmeno 20 ore dal fatto gli operatori della Polizia di Stato individuavano un possibile sospetto, di nazionalità afghana, nella frazione di Grimaldi Superiore, a poche decine di metri dal confine internazionale.

Il giovane uomo, un ventitreenne, titolare in Italia di un permesso di soggiorno per protezione internazionale e formalmente residente in una provincia del Nord Est, veniva successivamente riconosciuto senza ombra di dubbio da entrambe le vittime come uno dei due responsabili del reato.

L’uomo dapprima negava ogni addebito ma successivamente ammetteva di conoscere le vittime e di avere avuto con una di loro un rapporto sessuale, proprio nel luogo e nell’ora dalle stesse indicate.

Tutti i riscontri e gli elementi raccolti dalla Polizia di Stato contrastavano con le dichiarazioni rese dal sospetto che veniva pertanto sottoposto a fermo di indiziato di delitto. Violenza sessuale di gruppo il capo d’imputazione per l’afghano già trasferito nell’istituto penitenziario di San Remo.

L’imponente lavoro di ricerca intrapreso dagli Agenti con forte convinzione, nonostante l’evidente difficoltà di rintracciare un uomo la cui descrizione era purtroppo vaga, confusa e molto generica, ancora una volta ha dato i frutti sperati e in tempi rapidissimi.

E’ l’ennesima riprova della misura dell’impegno senza sosta profuso nel presidiare la città con un poderoso dispositivo di controllo, predisposto dal Questore di Imperia dr. Cesare Capocasa, che proprio recentemente ha ulteriormente rinforzato,
Gli investigatori sono tuttora fortemente impegnati nella ricerca di riscontri aggiuntivi e del complice dell’uomo già fermato.

 
 
 
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