Attualità, Home, PROCESSO "LA SVOLTA" — 19 marzo 2014 alle 18:15

PROCESSO “LA SVOLTA” – ARMI E DROGA NEI CONTROLLI TRANSFRONTALIERI:”DAMMENE UNA NON SI SA MAI. IL COLPO IN CANNA CE L’HA?”

Imperia – “Silenzio!” E’ costretto ad urlare il Presidente Luppi per farsi sentire e rispettare dall’imputato Giuseppe Gallotta durante il processo “La Svolta” ripreso, dopo la pausa pranzo, nel pomeriggio di oggi, 19 marzo: “Stavo dicendo solo una parola” cerca di giustificarsi Gallotta , ma il Presidente intravede dietro a questo rumoroso chiacchiericcio un tentativo di disturbo. La deposizione, con […]

di Selena Marvaldi

svolta

Imperia – “Silenzio!” E’ costretto ad urlare il Presidente Luppi per farsi sentire e rispettare dall’imputato Giuseppe Gallotta durante il processo “La Svolta” ripreso, dopo la pausa pranzo, nel pomeriggio di oggi, 19 marzo: “Stavo dicendo solo una parola” cerca di giustificarsi Gallotta , ma il Presidente intravede dietro a questo rumoroso chiacchiericcio un tentativo di disturbo.

La deposizione, con un riassunto da parte del teste il Maresciallo Dal Piva, riprende, ma dopo svariati richiami, Luppi è costretto ad intervenire nuovamente con forza:Parlando ad alta voce durante lo svolgimento del processo Gallotta Giuseppe disturba impedendo una corretta deposizione del teste. Viene ammonito formalmente ad astenersi dal reiterare tale condotta“.

Il pm Arena introduce poi il discorso delle armi : “Registriamo un viaggio di Pellegrino Maurizio nella zona di Varese – inzia a spiegare il Maresciallo – il 9 ottobre del 2006 dove ha la residenza anche Oliveri Angelo. Nel pomeriggio Pellegrino Maurizio, De Marte Francesco e Oliveri Angelo si ritrovano tutti sulla stessa auto a commentare le qualità di un’arma da fuoco che hanno davanti: “Dammene una, non si sa mai, il colpo in canna ce l’ha?/ No, non lo metto mai/ C’è la sicura Maurizio, togli il caricatore che scatta da sola…/Passa passa Angelo che questo è un dolore che passa“.

Altro episodio importante avviene tra Pellegrino Maurizio e Giovinazzo Marcello, ma interviene anche Condina Rocco, il corriere. Abbiamo effettutato dei servizi in transfrontaliera in cui documentavamo gli incontri e le trasferte – spiega poi il Maresciallo – Viene effettuato un primo incontro a Mentone, dove viene prelevato un sacchetto che consegna a Condina con, all’inerno probabilmente del denaro. Nei giorni successivi con due auto separate arrivano a Vallouris in rue Sicard vicino a un edificio “Cote Construction” dove si erano già recati nei giorni precedenti“.

In seguito ai vari movimenti particolari effettuati con due automobili per destinarne una al ruolo di staffetta e lo scambio del sacchetto avvenuto in zona appartata hanno poi portato ad effettuare un controllo nella vettura di Condina – conclude il Maresciallo – al cui interno è stata ritrovata una valigia contenente circa 57.5 kg di hashish. Si è arrivati così all’arresto di Rocco Condina  e, grazie alle conversazioni intercettate si è capito che Giovinazzo abbia risposto alle richieste di fornitura di droga di Pellegrino e Condina facendo trovare la quantità pattuita nel cantiere di Rue Sicard”.