Attualità, Home — 17 gennaio 2018 alle 15:06

IMPERIA. PROCESSO A CLAUDIO SCAJOLA PER I LAVORI A VILLA NININA. CHIESTA L’ASSOLUZIONE. I LEGALI:”MINIMI TERMINI A LIVELLO INVESTIGATIVO. AL PM INFORMAZIONI ERRATE”/VIDEO

Assoluzione perché il fatto non sussiste. Questa la richiesta avanzata oggi, mercoledì 17 gennaio, in Tribunale a Imperia, al termine delle proprie arringhe difensive, dai legali di Claudio Scajola (Elisabetta Busuito e Giorgio Perroni) e Ernesto Vento (Alessandro Moroni)

di Mattia Mangraviti

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Assoluzione perché il fatto non sussiste. Questa la richiesta avanzata oggi, mercoledì 17 gennaio, in Tribunale a Imperia, al termine delle proprie arringhe difensive, dai legali di Claudio Scajola (Elisabetta Busuito e Giorgio Perroni) e Ernesto Vento (Alessandro Moroni) nell’ambito del processo per finanziamento illecito relativo ai lavori di ristrutturazione di Villa Ninina, dimora imperiese dell’ex Ministro.

ELISABETTA BUSUITO

“Scajola sapeva che stava ricevendo un illecito finanziamento? Come fa un committente a sapere che deve pagare di più di quello che sta pagando? Se io sto facendo lavori di ristrutturazione, come faccio a sapere che mi stanno chiedendo meno del dovuto? Se mi chiedono 20 io pago 20. Ernesto Vento avrebbe lavorato per fare un danno alla propria società secondo l’accusa. E a quale fine?  E ancora, lo avrebbe fatto senza dire nulla al committente, a Scajola?
Scajola ha resistito a tutti questi processi perché sicuro della sua buona fede, di non aver fatto niente. Una volta mi fece una battuta bellissima. Mi disse, ironicamente, se mia moglie mi dovesse lasciare, la casa resterebbe a lei e il finanziamento illecito a me? Questo rende l’idea dell’assurdità di questo processo”.
GIORGIO PERRONI
“Nel reato di finanziamento illecito, quando si parla di risparmio di spesa si parla di corrispettivi non congrui. Il pagamento dilazionato dei lavori è una semplice logica imprenditoriale. Può essere giusto fare un processo, giusto fare una verifica, ma una volta che gli importi risultano congrui basta, andiamocene a casa.
Allora un parlamentare che va al ristorante con moglie e figlia e non paga o paga meno perché magari conosce il ristoratore, commette il reato di finanziamento illecito? Lui come il ristoratore?

Io ho conosciuto Scajola in occasione del processo per la casa di Roma. Lui mi disse, io mi dimetto. Io gli dissi, manco per niente. Quando mai un politico si dimette? Abbiamo anche dei parlamentari condannati. Lui mi disse, non voglio continuare a fare politica con delle macchie verso mio elettorato. Ecco, questo è Claudio Scajola”.

Il PM Alessandro Bogliolo poco prima aveva chiesto per entrambi gli imputati l’assoluzione perché il fatto non sussiste per quel che concerne il presunto pagamento ridotto dei lavori di ristrutturazione di Villa Ninina e il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione per quel che riguarda il ritardo di circa 4 anni nel pagamento dei lavori di ristrutturazione, in particolare costi del cantiere, oneri previdenziali, retribuzione dei dipendenti e costi di trasporto in discarica.

L’udienza è stata rinviata dal giudice Caterina Lungaro al prossimo venerdi 16 febbraio alle ore 12.

Al termine del processo, usciti dell’aula, Claudio Scajola e i legali si sono soffermati  alcuni minuti con i giornalisti presenti.

AVVOCATO ELISABETTA BUSUITO

“Speravamo di uscire con la sentenza, però siamo confidenti che alla fine le nostre tesi vengano apprezzate dal Giudice e che si possa chiudere positivamente anche questa, l’ennesima, vicenda che si aggiunge alle tante altre chiuse positivamente.

Noi abbiamo sviluppato tutte le nostre tesi per le quali quel reato non cè. Questo processo è iniziato soltanto perchè al Pubblico Ministero sono state fornite delle informazioni che non erano, proprio dal punto di vista fattuale, corrette. Nè nella valutazione, nè nell’aspetto patrimoniale. Non si è mai visto un illecito finanziamento alla suocera del parlamentare. Sono dati che non erano stati in alcun modo apprezzati a livello investigativo.

Non sapevano nemmeno che la casa non fosse la sua, siamo veramente ai minimi termini a livello investigativo, oltre al tema della ratio che ha sviluppato, si arriva al paradosso di pensare che sono un parlamentare e non sono neanche in grado di capire se commetterò un reato o non lo commetterò. Ad esempio scegliendo il preventivo minore. A quel punto ho la prova provata che quei lavori valevano di più e commetto un reato, non è concepibile. Non gira sotto il profilo della logica questo tipo di imputazione. Non esiste un precedente analogo.

Speriamo finalmente di chiudere queste vicende che sono iniziate con la vicenda della casa di Roma, che si è conclusa brillantemente. L’onorevole Scajola si è dimesso da Ministro perchè ha ritenuto che quella carica fosse incompatibile con delle accuse che riteneva infondate, come poi sono state dimostrate. Stiamo facendo i nostri processi con molta serenità. Li stiamo vincendo tutti, in modo che un domani si possa riprendere una vita normale, nessuno risarcirà i danni che l’onorevole Scajola sta subendo, ma non per colpa della Magistratura, attenzione, che anzi è stata sotto questo profilo molto attenta e scrupolosa e ci sta seguendo su tutte le nostre argomentazioni. Qualche sassolino nella scarpa quando tutto questo sarà finito, nei confronti di altri, lo abbiamo”.