Cronaca, Home — 12 febbraio 2018 alle 13:45

IMPERIA. MIGRANTE VINCE RICORSO AL TAR, ANNULLATA REVOCA MISURE DI ACCOGLIENZA. LA COOPERATIVA: “SOGGETTO VIOLENTO, HA MINACCIATO OPERATORI. E SUL CIBO…”/LA REPLICA

“Non voleva usare la stufa a pellet perché non la conosceva. Non era certo una nostra mancanza. Per
quanto riguarda gli alimenti, si lamentava della scarsa varietà del cibo e non della qualità o della quantità”

di Redazione

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“È un soggetto violento che va allontanato, faremo ricorso”. Queste le prime parole di Liliana Gladuli, direttrice della Cooperativa La Goccia, dopo la pubblicazione, da parte del nostro giornale, della sentenza del Tar Liguria che ha accolto il ricorso di un migrante nigeriano, annullando il provvedimento di revoca delle misure di accoglienza predisposto dalla Prefettura di Imperia.

Nel dettaglio, la Prefettura aveva revocato le misure di accoglienza a seguito delle segnalazioni della Cooperativa La Goccia in merito ad atteggiamenti violenti, minacciosi e ingiuriosi da parte del 45enne richiederete asilo.

“Si lamentava delle condizioni dell’appartamento e del cibo – spiega Liliana Gladuli a ImperiaPost – Premesso che le lamentele erano ingiustificate, in quanto i locali avevano ottenuto il nulla osta sia della Prefettura che dei servizi sociali e gli alimenti erano assolutamente idoneo, è il modo in cui ha espresso i propri malumori. Ha minacciato gli operatori arrivando ad attaccarli al muro. Un atteggiamento violento ripetuto quotidianamente. Ci sono persone esterne alla Cooperativa che hanno assistito a violenze e minacce e che possono testimoniare. Siamo stati costretti anche a chiedere l’intervento dei Carabinieri”.

“Il freddo? Non voleva usare la stufa a pellet perché non la conosceva. Non era certo una nostra mancanza – prosegue Liliana Gladuli – Per quanto riguarda gli alimenti, si lamentava della scarsa varietà del cibo e non della qualità o della quantità”.

“Certamente presenteremo ricorso. C’erano stati più avvertimenti – conclude Liliana Gladuli – Non so cosa possiamo fare di più. Io ero preoccupata per i miei operatori. Davvero non capisco la decisione del Tar”.

 

 
 
 
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