Home, Imperia — 24 marzo 2014 alle 14:06

AGNESI. COLUSSI INCONTRA CONFINDUSTRIA E CAPACCI: “SONO DA SEMPRE UN OSPITE SGRADITO”

L’Agnesi non chiuderà nel 2014. Questo l’impegno preso dal patron Colussi
questa mattina in Comune a Imperia. Nessuna garanzia, però, per il 2015

di Redazione

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Imperia – L’Agnesi non chiuderà nel 2014. È stato questo l’impegno preso dal patron Angelo Colussi questa mattina in Comune a Imperia alla presenza del sindaco Carlo Capacci, del presidente di Confindustria Alessandro Bocchio, del direttore Paolo Della Pietra e del responsabile del personale della fabbrica.

L’incontro durato circa un’ora è stato chiesto dal sindaco Capacci alla luce delle difficoltà che sta vivendo l’azienda. “Abbiamo fatto investimenti, abbiamo mantenuto nel possibile l’occupazione, abbiamo chiesto una serie di cose all’amministrazione: di ottenere provvidenze per gli investimenti, abbiamo chiesto la banchina oceanica per scaricare il grano invece che andare a Vado Ligure, realizzando dei silos sul porto che non sono stati concessi da nessuno io me lo ricordo voi un po’ meno – ha dichiarato Colussi -  Abbiamo anche pensato di localizzare lo stabilimento in altre località e ci sono state proposte delle fabbriche inconsistenti: ci è stata proposta una cava ad Arma di Taggia, l’ex fabbrica di Guatelli inadatta a far la pasta…cioè le proposte fatte non hanno un senso, le imprese stanno sul mercato e devono essere in grado di competere sul mercato ad armi pari. Il mercato della pasta poi è precipitato però il dato in Italia ed è così per gli investimenti a fondo perduto che si sono fatti al centro-sud in mercati che non crescevano. Questo ha fatto sì che chi sta sul mercato in maniera trasparente deve subire la concorrenza di chi sta sul mercato in maniera opportunista.

“Al sud ci sono le cooperative che appaltano la manodopera a otto euro l’ora – prosegue Aneglo Colussi – ad esempio, per cui è facile vedere la cosa solo in termini vocalistici o in termini di quello che sta succedendo qua. Viviamo in un mondo che è assolutamente legato e condizionato a quello che succede in Italia e all’estero per cui non si può fare la fotografia di quello che succede qua, bisogna fare la fotografia di quello che succede nel mondo. Noi quindi, riguardo all’attività, abbiamo cercato per quanto era possibile di razionalizzarla e renderla produttiva (tra l’altro se voi controllate Lello Puleva non ha niente a che fare con la Dialeo, ex Sos proprietaria dei marchi Bertolli, Garapelli e Sasso) . Capisco che dia gusto quando c’è un argomento mettere il dito nella piaga, ma voi sapete anche che c’è una cosa che si chiama crisi per cui le aziende sono in difficoltà, i prezzi della pasta sono andati molto giù e c’è un problema di ragione economica per vedere le possibilità future sulla nostra permanenza ad Imperia. Ci siamo stati più di quanto non ci siano stati i francesi che sono visti come salvatori, ma hanno creato una fabbrica di dirigenti”

“Il futuro è che ora dobbiamo valutare delle alternative. Bisogna fare i conti con la realtà che abbiamo di fronte. Ho cercato di fare alleanze ma non è stato possibile. C’è anche una responsabilità delle passate amministrazioni. Sono sempre stato un ospite sgradito, neanche la considerazione per il valore dell’industria. Claudio Scajola sul piano scenari ipotetici positivi è bravissimo poi a concretizzare un po’ meno. Prendo atto con favore che il sindaco Capacci abbia intenzione di collaborare per lo sviluppo del tessuto industriale. La Porta del Mare nasce da una domanda precisa delle scorse amministrazioni. La sotto c’erano degli extracomunitari e a fronte di una mia richiesta di sgombero e stato preteso che io demolissi l’area in due giorni cosa che feci 15 anni fa. Mi fu chiesto di commissionare uno studio per lo sviluppo della zona e lo feci. Vivo in una casa di 100 mq e non ho case sparse per il mondo. Non esistono garanzie a vita per i dipendenti. Dobbiamo lavorare tutti insieme per dare le garanzie in base al lavoro“.

L’azienda ha garantito – dichiara il Sindaco CapacciNessun tipo di chiusura dello stabilimento per il 2014 . Quindi lo ribadiamo, ce lo siamo detti,per  il 2015 è in corso lo studio per modificare ciò che succederà anche in funzione dell’accardo, l’amministrazione ha chiesto che il marchio Agnesi rimanga sul territorio del comune di Imperia. Il dott. Colusssi ha risposto favorevolmente a questa richiesta. Il mercato della pasta è in fase di discesa ma potrebbe anche darsi che recuperi. Le amministrazioni devono garantire le condizioni agli imprenditori di lavorare. Questa amministrazione è pronta e disponibile per fare si che ciò accada. Se Colussi ha un terreno edificabile e lo vuole vendere e vuole investire i soldi nella sua azienda credo che non ci sia nulla di male“.

Alessandro Bocchio in conclusione: “Alla luce dei dati era giusto fare delle valutazioni future a garanzia dei posti di lavoro. Ci impegneremo a fare nei prossimi mesi alcuni ragionamenti per instaurare nuove sinergie. Evidentemente trovarci la chiusura della realtà come l’Agnesi dall’oggi al domani è una cosa drammatica lavoreremo a fianco al Dott. Colussi per evitare che ciò accada

Gabriele Piccardo – Selena Marvaldi

 
 
 
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