Cronaca, Home — 1 marzo 2018 alle 19:47

IMPERIA. AUTOPSIE FANTASMA. PROCESSO A SIMONA DEL VECCHIO. L’EX COLLABORATRICE:”IL 95% DEI CERTIFICATI ERA FATTO A TAVOLINO”/L’UDIENZA

“Il morto? Certo che non lo vedeva, era un certificato fatto a tavolino, un certificato necroscopico”.

di Redazione

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Nuova udienza questa mattina del processo che vede sul banco degli imputati, accusata di peculatofalso e truffa aggravata ai danni dello Statol’ex dirigente di Medicina Legale dell’Asl Imperiese Simona Del Vecchio.

Un procedimento penale che si inserisce nell’ambito della più vasta inchiesta sulle cosiddette “autopsie fantasma”, sfociata in un altro processo.

In particolare, secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle, con pedinamenti e appostamenti, le foto e il video dimostrerebbero che la dott.ssa Del Vecchio (difesa dall’avvocato Bosio) avrebbe utilizzato in diverse occasioni l’auto di servizio dell’Asl per propri interessi personali, in particolare per andare a fare la spesaQuarantasei, in totale, i certificati contestati alla dottoressa. 

LE ACCUSE A SIMONA DEL VECCHIO. 

 - Peculato: per l’indebito utilizzo dell’autovettura di servizio assegnata.

Truffa ai danni dello Stato: per false certificazioni prodotte attestanti lo svolgimento dell’attività di servizio.

Falso ideologico: per aver certificato la morte di alcune persone trovandosi in altro luogo nel momento della redazione del prescritto certificato.

Davanti al collegio composto dai giudici AscheroRusso e Lungaro, questa mattina sono stati sentiti alcuni dei parenti dei defunti che, secondo l’accusa, non sarebbero stati visitati dalla dott.ssa Del Vecchio al contrario di quanto emerge dai certificati firmati a sua firma. Successivamente sono stati sentiti 2 medici legali (Traditi, Leoncini), il dott. Garo e Stefania Stella (amministrativa).

Burlani Vilma: “Il decesso di mio padre è avvenuto il 28 marzo 2015. Mio padre è morto in casa, si è sentito male, abbiamo chiamato il 118. Abitavo con mio padre e mia mamma. È intervenuto il medico il 118, sabato, domenica, e lunedì sono stati a casa a vegliarlo. Abbiamo chiamato le pompe funebri “San Paolo” a Sanremo. Non ho visto nessun medico legale, nessuno si è presentato come pubblico ufficiale. PM mostra la foto della Del Vecchio. La Burlani non riconosce la foto mostrata dal PM. Io ero a casa, sono stata sempre a casa, sono rimasta tre giorni accanto a mio padre senza mangiare”. 

Garibaldi Danila: “Decesso mamma è avvenuta il 9 marzo del 2015. Gli ultimi tempi viveva con me. Mi ero trasferita con lei. È morta intorno alle 7 del mattino. Abbiamo fatto il funerale, il giorno dopo abbiamo chiamato le pompe funebri “Olivieri”. Il nostro medico era in ferie, arrivò il sostituto, Strucchio, io sono sempre rimasta in casa insieme a mia sorella. Non abbiamo mai visto altri medici, ne ho parlato con mia sorella e neppure lei ne ha visti. Hanno pensato a tutto le pompe funebri. Mi fu mostrata una foto di un medico e risposi che non avevo mai visto la persona che mi stavano mostrando. Non ho mai visto la dottoressa che mi sta indicando ora. Mi ero assentata dal lavoro perché il medico mi disse che erano gli ultimi giorni di vita di mia madre. Ho parlato con Mareri delle pompe funebri. Sono sempre stata in casa, non mi sono mai mossa”. 

Anselmo Michele: Sono il direttore amministrativo casa Serena. Qualche volta ritiravano loro, le pompe funebri, i certificati ISTAT. Non ricordo se i medici legali vengono sempre. Io vidi la dottoressa una volta sola, nel 2013 durante un’ispezione. Non ricordo di averla vista in altre occasioni. Nessuno dei dipendenti si ricordava di averla vista tra i dipendenti”. 

Semeria Riccardo: “Mio padre il 5 aprile 2015 è morto a Imperia nella sua casa a Imperia, abitava con mia madre. È venuto un medico del 118 la sera del 5 aprile e siamo arrivati all’8 mattina con il funerale. Chiamammo l’agenzia Arteco. Siamo stati in casa alternativamente io, i miei fratelli e mia madre. Non abbiamo visto nessun medico legale, l’unico che abbiamo visto è il nostro medico di famiglia. Abbiamo chiesto a mia madre e ai miei fratelli ma nessuno l’ha vista”. 

Bruzzone Luciano: “Mio suocero è morto in casa nostra. Abbiamo chiamato il 118 che ha mandato il medico per il decesso. Arteco si è occupata delle pratiche. Non ricordo che quella signora (la Del Vecchio, ndr) fosse mai venuta a casa nostra. Siamo sempre stati lì, nessuno di noi ha mai visto un medico oltre a quello del 118. Arteco si è occupata del disbrigo delle pratiche. Sono sempre stato in casa, non sono mai uscito dalla morte fino al funerale”. 

Guasco Stefano: “Mio padre è morto il 3 maggio del 2015. Quando è mancato, c’eravamo io e mio fratello. Mio padre è mancato la sera, il medico di base è venuto il giorno dopo. Il funerale è stato il 5 maggio, io sono stato in casa al mattino quando c’era il medico di base. Io a parte Dolmetta non ho visto nessun altro.l medico di base ha consegnato la documentazione medica alle pompe funebri. Io non ho mai visto la dottoressa Del Vecchio”. 

Maria Teresa Vinari: “Mio padre è morto il 6 maggio del 2015. Mio padre è morto verso l’una e 15 di notte. È venuto il medico del 118, poi abbiamo chiamato le pompe funebri Allaria. il medico del 118 dovrebbe aver scritto qualcosa. Loro, le pompe funebri, si sono occupati di tutto. Io ora sto rielaborando il lutto. C’eravamo io e mia madre fino al giorno dopo quando poi fu portato all’oratorio. Non venne nessun medico legale a visitare mio papà. Non ho mai visto questa dottoressa a casa mia. La gente è venuta nell’oratorio di Santo Stefano. Io sono stata sempre lì, c’era magari il vicino. Per entrare in casa ci sono tre porte”. 

Maricone Carolina: “Mia madre è morta il 28 maggio in Casa a Sanremo. Mia madre viveva con me ed era allettata. Ho chiamato il 118 quando mi sono accorta che aveva difficoltà respiratorie. Il certificato ce l’ho a casa. L’avevo iscritta a Socream da Campania. Io ho vegliato sempre mia mamma, è venuto il mio compagno e mia sorella da Udine. Non è venuto nessun medico legale. Non ho mai visto la signora che è in aula ( la Del Vecchio)”.

Dopo i parenti dei defunti è comparsa in aula uno dei teste chiave dell’accusa, l’amministrativa Stefania Stella. La donna ha patteggiato 5 mesi e 20 giorni per falso in atto pubblico nell’ambito dell’inchiesta che riguarda alcuni ex colleghi della Del Vecchio.

Stefania Stella: 

“Lavoravo nella segreteria generale, c’era Walter Bestagno, Manuela Mariotti. Mi occupavo delle visite fiscali e attività necroscopiche. Conosco la Del Vecchio, era una mia amica. All’epoca dei fatti lavoravo nell’ufficio amministrativo della Del Vecchio. Nel 2013 ebbi un problema familiare e lavoravo al 118. Avendo conosciuto la dott.ssa Del Vecchio, è sempre stata una persona molto umana, mi aveva detto che mi avrebbe aiutato e così fu. I rapporti con i medici non erano buoni con il dott. Traditi, con gli altri non mi sembra niente di particolare. 

Il dott. Garo era in medicina legale per le visite fiscali. Un giorno, nel mese di gennaio la dott.ssa Del Vecchio aveva imposto a Garo di aiutarla a fare le visite necroscopiche. Garo non voleva farlo, aveva paura, e lei gli disse:”se non lo fai ti rispedisco a fare l’ottorino”. Era un suo modo di parlare. Era un atteggiamento un po’ vessatorio. Con me c’era un buon rapporto, io facevo quello che mi diceva. Quando arrivava la richiesta dalle onoranze mi era stato insegnato che dovevo avvisare un medico legale, dopo doveva partite un fax verso lo stato civile della visita avvenuta entro le 15 ore. Dalla 15esima alle 30esima ora se no saltava il funerale. Tanti certificati li compilavo io a mano su indicazione della dott.ssa Del Vecchio. Li facevo di mia mano, ricopiavo i dati e poi ne copiavo le cause di morte. La dott.ssa se era in ufficio li firmava se no usavo i certificati già firmati dalla dottoressa in bianco per i vari certificati: erano di 5 tipi. 

Se c’era un Istat, o un certificato di morte, io compilavo ricopiandolo dall’istituto, i dati anagrafici, l’ora del decesso, poi calcolavo le 15 ore. L’ora e la data le mettevo io su disposizioni della Del Vecchio. Lei mi disse di guardare l’agenda. Il morto? Certo che non lo vedeva, era un certificato fatto a tavolino, un certificato necroscopico. 

La percentuale dei certificati fatti in questo modo? Su 100 certificati, 95 erano fatti a tavolino. A me venendo dal 118 mi sembrava tutto normale, io ho pagato con la legge e con l’Asl, la mia superficialità, 

Non potevo credere che in una medicina legale, si facessero cose illegali, che era un falso ideologico, avevo stima della dottoressa. Io ho trovato i certificati, sembrava una macchina da guerra quando arrivai in quell’ufficio. Mi era stato detto che i certificati dovevano partire per tempo se no i funerali saltavano. Io in base alla sua agenda, facevo i certificati non accavallando gli orari con i suoi impegni. 

Una volta mi ha detto a modo suo che dovevo imparare a fare la sua firma e mi disse:”cosa ti ho preso a fare se non sai fare la mia firma”. Quando stavano per finire i certificati andavo da lei e le dicevo che stavano finendo quelli in bianco. L’orario del necroscopico lo mettevo io, a volte mi telefonava, arrivavo al lunedì e mi lasciava le indicazioni scritte. Io lavoravo così su disposizione della dott.ssa Del Vecchio. Una volta l’ho accompagnata io a fare un esame autoptico. 

Quando erano giovani o morti apparentemente strani lei andava. La dottoressa aveva una panda dell’Asl. La usava prevalentemente lei. Ogni tanto portava il cane in ufficio. Per me la Del Vecchio era come una sorella le volevo bene, nei momenti di difficoltà personale mi aiutò. Io non l’ho più vista dopo le perquisizioni dei finanzieri. La situazione ora è molto cambiata. Ho avuto un disciplinare, sono stata sospesa per 4 mesi. Continuo i necroscopici, a gestirli adesso è il dott. Mela che designa un medico che rimanga libero per i decessi. Io non compilo più niente. Faccio un lavoro burocratico, quello che avrei dovuto fare dall’inizio”.

Le risposte della Stella durante il controesame dell’avvocato Bosio: 

“Garo era stato istruito dal dott. Traditi e Zacheo e forse anche dalla Del Vecchio. La Del Vecchio aveva atteggiamenti autoritari, si faceva rispettare come primario, se non eri nelle sue corde non avevi una bella vita. 

Ogni volta che c’era un decesso le onoranze funebri mandavano un fax. In ospedale se ne occupava chi lavorava alla camera mortuaria. La compilazione dei certificati in questi termini l’ho fatta anche per il dott. Garo. In qualche occasione la dott.ssa Del Vecchio mi disse fai partire quel certificato del dott. Garo. I certificati in bianco erano siglati e timbrati dalla Del Vecchio”.  

Dott. Traditi Francesco: (ha patteggiato una pena di un anno e sei mesi (sospesa) per falso ideologico).

“Ho ammesso di aver fatto certificati senza aver visto la salma. Non ho mai lasciato i certificati in bianco. L’amministrativo a volte compilava la prima parte con le generalità, il resto lo facevo io. A volte facevo direttamente io il certificato. 

Io avevo in media turni 15 giorni su 30. I nostri alterchi sono sempre stati connotati da una certa violenza verbale proporzionali ai ruoli. L’auto era in dotazione alla medicina legale, ed era usata prevalentemente dalla dott.ssa Del Vecchio. Qualche volta l’ho chiesta agli amministrativi di Bussana. L’auto era utilizzata dalla dott.ssa Del Vecchio, noi facevamo anche 100 km al giorno per il ponente. 

Era un ambiente di lavoro particolare. Per colpa di una mia relazione sentimentale ho avuto difficoltà. La dott.ssa Del Vecchio si è rivolta nei miei confronti in modo volgare. In più occasioni ho fatto presente a persone con posizioni apicali di questa situazione ma non avevo abbastanza elementi per proporre un provvedimento disciplinare. In qualche occasione mi ha chiesto di andarle a comprare le sigarette dal tabaccaio, io lo feci. 

Orientativamente con i colleghi abbiamo parlato del fatto che non riuscivamo a fare tutto. Il 99% delle nostre attività era visitare i pazienti. Purtroppo la necessità ci portava a non effettuare le visite. Ero consapevole del mio ruolo”. 

Il dott. Garo Giuseppe:

Sono stato rinviato a giudizio. Non ho mai avuto una macchina, in medicina legale mi diedero una Panda, perché giravo tutto il giorno. Mi diedero una panda, ma l’ultimo periodo non la usai più perché rischiai un incidente. Sono stato assegnato alla medicina legale come medico fiscale perché ebbi problemi di salute e mi proposero di fare le visite fiscali. Mi mandarono da Mastroianni e poi nel 2010 andai a medicina legale.

A novembre del 2014 la dott.ssa Del Vecchio mi impose di fare le visite necroscopiche. Mi disse che lei era il mio primario e che io dovevo farlo. Io non volevo farlo, non ero in grado. Mi minacciò di rimandarmi in reparto dal quale ero stato allontanato per motivi di salute. Non potevo tornare in quel reparto. Dissi che non potevo fisicamente farlo. Mi hanno fatto vedere che c’era una cartellina. Mi dissero: “qui ci sono i certificati che vengono usati per le emergenze”. Mi fecero vedere i certificati in bianco, il primo che vidi era della Del Vecchio. La cartellina era sulla scrivania della Stella e della Graneri. Io non volevo farlo ma la Stella mi disse:”qui si fa così”. 

Io non ero consapevole di commettere un reato, io sono un otorinolaringoiatra. Con la mia ex direttrice (la Del Vecchio) non mi potevo lamentare perché mi avrebbe aggredito verbalmente. Tutti sembravano lavorare nello stesso modo. Ricordo un episodio in cui lei si lamentò che l’ufficio invalidi si rifiutarono di fare delle cose. Lei conosce molto bene l’ex Procuratore. Io avevo paura di una denuncia. Attualmente sono parcheggiato al palafiori, controllo i pazienti che nessuno si senta male. Sono lì senza timbro e senza firma”. 

Il dott. Andrea Leoncini:

“Sono medico legale, nelle struttura semplice di medicina legale. Sono rimasto l’unico dirigente medio rimasto nella medicina legale. Ho chiesto la fiat panda, l’ho utilizzata, ho sempre chiesto all’ufficio se fosse disponibile. La utilizzavo sporadicamente perché la utilizzava la Dott.ssa Del Vecchio che era direttore della struttura. Anche gli altri colleghi avevano il diritto di usarla. Il certificato dev’essere fatto dopo aver visto la salma. Bisogna accertare il decesso per lo stato civile. Venivamo allertati dall’ufficio o dalla onoranze funebri. Mi chiamavano direttamente le pompe funebri, ci organizzavamo direttamente noi. Nell’orario di ufficio ci organizzavamo per ambito logistico. Sinceramente fatico a ricordarlo se c’erano irregolarità, io pensavo ai miei certificati”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
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