Home, Politica — 25 marzo 2014 alle 10:49

NO BIPARTISAN AL FONDO PER LA CULTURA CON I GETTONI DEI CONSIGLIERI, DICE SÌ SOLO IL M5S

Ritirata la pratica sulle esenzioni Tares. Si è discusso anche del debito fuori bilancio a seguito di una causa persa sulla vicenda de “El Ferrocarril”.

di Gabriele Piccardo

sala commissioni

Imperia - Sono molti i temi affrontati nelle varie commissioni comunali svoltesi nel pomeriggio di ieri. All’ordine del giorno le mozioni e le pratiche che verranno affrontate nei consigli comunali del 1 e 3 aprile. Il primo punto all’ordine del giorno è stato il il rinvio della pratica sulla Tares/Tasi seguito dal debito fuori bilancio che il consiglio comunale andrà ad approvare a seguito della condanna, da parte del T.A.R.  Liguria, a pagare le spese legali, 5 mila euro + spese accessorie,  alla titolare de “El Ferrocarrill”. Il locale era stato chiuso a seguito di alcune verifiche ad opera della Polizia Postale di Imperia in quanto risultava essere in zona demaniale. Il Tribunale amministrativo, però, ha dato ragione alla titolare, Laura Agnese.

“Il 24.5.2012 – ha detto il dirigente ai porti e demanio Pierre Marie Lunghi – la Polizia Postale mi chiedeva di verificare se il locale in questione ricadeva o meno sul demanio marittimo. Risultò dalle planimetrie che buona parte del Ferrocaril e del muro ricadono sul demanio marittimo. In autotutela abbiamo provveduto allo sgombero del muro. All’archivio di Stato si vede chiaramente in più punti la zona era una zona lambita dal mare. Ho chiesto di produrre il decreto di sdemanializzazione e di acquisto della particella. Per scrupolo come settore abbiamo chiesto al comandante della capitaneria ma a loro non risulta alcun decreto di sdemanializzazione. La sentenza non va a negare la demanialità del bene entra nel fatto che secondo loro si dovevano fare ulteriori accertamenti. Ho chiesto al comandante di formare una commissione per accertare la proprietà del sedime in questione”.

La discussione, poi,  si è concentrata sulla mozione presentata dal capogruppo di Imperia Riparte, Giuseppe Fossati sulla destinazione dei fondi derivanti dai gettoni di presenza dei consiglieri comunali.

Giuseppe Fossati. “Credo si debba puntare il ragionamento sul discorso di volontarietà e riservatezza. Non dev’essere un’iniziativa per andare sui giornali. L’idea è quella di creare un fondo per iniziative sociali e culturali”. 

Gianfranca Mezzera (Pd): “secondo me evadiamo rischiamo di evadere il fisco”. 

Guido Abbo: “Se si opta per la rinuncia a monte non si ha la facoltà di destinare a chi si vuole”. 

Paolo Montesano (NCD) : “Si invade la sfera personale, la salvaguardia della figura dei consiglieri. Siamo l’anello più vicino ai cittadini. Dobbiamo smetterla di correre dietro al momento storico. Non siamo i politici romani, siamo consiglieri comunali e facciamo sacrifici”. 

Mauro Servalli (a titolo personale): “Non guardo favorevolmente alla mozione. Sono a favore del finanziamento pubblico alla politica se no, rientra il finanziamento dei privati. Sono contrario anche per le cifre su cui va a incidere questo provvedimento, ha poca concretezza. Fondo a cui si accende in maniera anonima andrebbe a sviluppare una caccia sui buoni e cattivi a svilire il nostro ruolo”.

Fulvio Balestra (IC): “Il principio per cui venga fatta una mozione del genere non lo vedo. Come comune cittadino non credo sia il caso di mettere in piazza quello che uno vuole fare del proprio gettone e dei propri soldi. Sono i soldi del singolo cittadino che vengono dati. Prendo questo soldo e ne faccio cosa voglio. Lo trovo forzato e imbarazzante per chi non verserà. Non vedo perché non applicare a tutti i componenti del consiglio questa cosa”. 

Oliviero Olivieri (PD): “Credo sia un’invasione di campo rispetto a una decisione che non è di nostra competenza”.

Antonio Russo (M5S): “In un momento come questo è una scelta politica. Non sono d’accordo che il finanziamento deve essere politico. Il tema è che se i soldi sono dei cittadini e ai cittadini devono ritornare. Io faccio volontariato politico. Non è una questione di dove andarli a mettere. La politica non deve costare ai cittadini. Dobbiamo smetterla di considerare nostro ciò che non è. Milioni di euro ai partiti per i dipendenti che ora sono preoccupati e adesso facciamo una legge per metterli in cassa integrazione. Voglio che sia palese chi lo da e chi no! Siamo mica dei ladri? È più un gesto politico che economico”.

 
 
 
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