Cronaca, Home — 7 marzo 2018 alle 06:45

POLIZZE AUTO “FITTIZIE”, A PROCESSO PER FALSO TRE IMPERIESI. LA “VITTORIA ASSICURAZIONI” SI COSTITUISCE PARTE CIVILE/LA STORIA

“Assicurare i mezzi a Imperia, dove la polizza costa meno, per automobilisti campani”. Si è aperto questa mattina, con la costituzione di parte civile della “Vittoria Assicurazioni” e il rinvio al prossimo 18 dicembre, il processo nei confronti…

di Redazione

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“Assicurare i mezzi a Imperia, dove la polizza costa meno, per automobilisti campani”. Si è aperto questa mattina, con la costituzione di parte civile della “Vittoria Assicurazioni” e il rinvio al prossimo 18 dicembre, il processo nei confronti di tre imperiesi: M.R., 34 anni, C.S., 49 anni, e O.R., 49 anni. L’accusa per tutti e tre è quella di falso.

Secondo le indagini condotte dall’ex Procuratore capo di Sanremo, Roberto Cavallone, al centro della truffa il sistema prevedeva l’utilizzo di intestatari fittizi, come cooperative e consorzi con sede nel nord Italia, o la creazione di storie anagrafiche inesistenti per far risultare la residenza a Imperia dei proprietari dei mezzi.

Le polizze finite nel mirino della Procura sono 31, tutte riconducibili a veicoli i cui proprietari risiedono a Napoli, Casoria, Giuliano e altre città campane. Alla “Vittoria Assicurazioni di Imperia”, compagnia assicurative vittima della truffa, per cui lavoravano due degli imputati, risultavano undici polizze intestate a una cooperativa di Cuneo e sei ad un consorzio di Novara. Le restanti, invece, erano intestate soggetti inesistenti o residenti in località diverse da quella reale, ovvero nel napoletano.

Agli automobilisti veniva richiesto di pagare il premio assicurativo alla tariffa del comune di residenza, in Campania appunto. Il guadagno era dunque rappresentato dalla differenza tra l’importo pagato dagli automobilisti e quello versato alla compagnia assicurativa. L’importo totale della presunta truffa ammonta, secondo la Procura, a circa 20 mila euro.

Sarebbe stato uno degli impuati a segnalare alcune anomalie, attivando così un’inchiesta interna alla Procura e la conseguente segnalazione all’autorità giudiziaria.