Attualità, Home — 26 marzo 2018 alle 16:40

PROCESSO LATITANZA MATACENA. BERLUSCONI IN AULA “MAI SAPUTO DI RAPPORTI TRA LUI E SCAJOLA. DELL’UTRI? LA SUA FUGA IN LIBANO UNA STUPIDITÀ ASSOLUTA”

Silvio Berlusconi è stato chiamato a testimoniare questa mattina nell’ambito del processo, in corso a Reggio Calabria, che vede sul banco degli imputati, l’ex Ministro con l’accusa di procurata inosservanza della pena, con l’aggravante mafiosa.

di Redazione

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“Non ho mai avuto rapporti con Matacena”. Così ha affermato Silvio Berlusconi, durante la sua testimonianza questa mattina nell’ambito del processo, in corso a Reggio Calabria, che vede sul banco degli imputati, tra gli altri, l’ex Ministro Claudio Scajola con l’accusa di procurata inosservanza della pena, con l’aggravante mafiosa.

Secondo l’accusa, Scajola, arrestato l’8 maggio del 2014, avrebbe favorito la latitanza, a Dubai, dell’ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena, sul quale pendeva una condanna definitiva a 3 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, cercando di favorire il suo trasferimento a Beirut.

Berlusconi ha risposto alle domande del PM Giuseppe Lombardo e dei legali, spiegando il tipo di rapporto esistente tra lui e l’ex ministro.

Scajola, essendo coordinatore nazionale, si interfacciava con me e aveva una quasi totale autonomia. Mi occupavo di vicende di governo e lui era il leader del partito. Il compito quasi esclusivo di Scajola era quello di scegliere i candidati”.

Per quanto riguarda Matacena, l’ex premier ha affermato: “Non c’è mai stato nessun rapporto. Non conoscevo nemmeno il suo mestiere.

Non ho conoscenza motivazioni che hanno portato Scajola, se fu lui a decidere, all’esclusione di Matacena né di altri candidati - ha aggiunto - Non sono al corrente di queste situazioni.

Non sapevo quale fosse il mestiere di Matacena. Rispetto al numero di candidati eletti, quelli che presentavamo erano diverse centinaia. Non sono mai stato a conoscenza di rapporti fra Matacena e Scajola - ha proseguito –  Non ricordo di iniziative di Matacena in tema di legislazione Antimafia. Non ho mai sentito parlare di Vincenzo Speziali jr. Mai saputo delle intenzioni di Dell’Utri di andare in Libano in fuga. Una stupidità assoluta. Era a mia conoscenza che proprio il Libano aveva un trattato preciso con L’Italia”.

Per quanto riguarda i rapporti con Gemayel, ex presidente libanese, Berlusconi ha affermato di avere “un ricordo sbiadito”.

“Andando a verificare agende di quel tempo - ha aggiunto – ho trovato una colazione con lui nel mese di marzo del 2012. Con lui era ospite, ed era stato lui ad invitarlo, l’onorevole Scajola. Cercai di ricordare di cosa si fosse parlare, mi venne in mente ragionamento di Gemayel di candidarsi alla presidenza del Libano e discorsi suoi circa la volontà di collaborare con la grande famiglia della democrazia e libertà che è il Partito popolare europeo.

Gemayel non era un soggetto di rilevante personalità - ha continuato l’ex premier - Non mi colpì particolarmente. Non mi fu detto come si conobbero Scajola e Gemayel. Il suo ruolo era quello di un politico libanese in procinto di candidarsi alla carica del paese. Era una semplice conoscenza. Non c’erano motivi particolari. Non ero più presidente perché c’era stata la dimissione del 2011 e non ero capo del governo. Ero numero uno della politica italiana e dell’editoria e molte persone volevano conoscermi. Escludo nella maniera più assoluta che si sia programmato un incontro ulteriore con Gemayel”.

LA DEPOSIZIONE DI BERLUSCONI (dal canale youtube l’arciere Luigi Palamara)

 
 
 
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