Cronaca, Home — 18 aprile 2018 alle 11:44

DAL PORTO DI IMPERIA A PADOVA: GIUSTINA DESTRO E BELLAVISTA CALTAGIRONE CONDANNATI PER FINANZIAMENTO ILLECITO/LA SENTENZA

L’ex Sindaco di Padova Giustina Destro e l’imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone
sono stati condannati dal Tribunale di Padova con l’accusa di finanziamento illecito

di Redazione

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L’ex Sindaco di Padova Giustina Destro e l’imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone sono stati condannati dal Tribunale di Padova (pena sospesa) con l’accusa di finanziamento illecito. L’Onorevole Giustina Destro, considerata una fedelissima dell’ex Ministro Claudio Scajola, è stata condannata a 8 mesi di reclusione e 30 mila euro di multa, mentre Caltagirone a 6 mesi e 20 mila euro di multa. L’inchiesta, poi sfociata nel processo in oggetto, partì da Imperia, nell’ambito delle indagini sul porto di Imperia, a seguito di alcune operazioni finanziarie e alcuni intercettazioni telefoniche sospette.

Le accuse a Giustina Destro e Bellavista Caltagirone

Nel mirino degli inquirenti una serie di fatture, per un importo pari a 450 mila euro, emesse da Giustina Destro e pagate da società che facevano riferimento a Caltagirone, Acqua Pia Antica Marcia e Acqua Marcia Holding Spa. La causale? “Prestazioni professionali per studi di fattibilità e investimenti immobiliari a Nordest e opportunità di business nel settore portuale a Trieste”.

Le transazioni di denaro ci sono state, ma gli studi di fattibilità si sarebbero limitati secondo l’accusa, a due relazioni di 18 pagine, frutto di un “copia e incolla” di diversi comunicati stampa dell’autorità portuale di Venezia e Trieste. Una prestazione, insomma, che non avrebbe giustificato il pagamento di 450 mila euro.

Le motivazioni della condanna e le repliche della difesa

I 450mila euro di consulenze che Francesco Bellavista Caltagirone ha pagato a Giustina Destro, secondo i giudici del Tribunale di Padova rappresenterebbero un finanziamento illecito, “mascherato” ad arte per evitare eventuali accertamenti e far rimanere sotto traccia l’interesse della Destro per gli affari di Caltagirone.

I legali di Caltagirone, Giuseppe Iannaccone e Valentino Fracasso, in una nota stampa hanno dichiarato: “La sentenza rappresenta un esito inatteso. In due anni di processo, l’istruttoria ha ampiamente dimostrato un’attività diffusamente svolta dall’onorevole Giustina Destro quale ‘ambasciatrice’ del Gruppo Acquamarcia a fronte di forme contrattuali e pagamenti assolutamente leciti e trasparenti. Per questo, intendiamo ricorrere in appello per affermare le ragioni dell’ingegner Francesco Bellavista Caltagirone“.

L’inchiesta partita da quella per truffa sul porto di Imperia

L’inchiesta interessa direttamente Imperia, in quanto partita proprio dal capoluogo, nell’ambito dell’indagine per truffa aggravata ai danni dello Stato sul porto turistico (poi sfociata nel processo di Torino, conclusosi con l’assoluzione di tutti gli imputati). Giustina Destro finì nella lente di ingrandimento degli inquirenti in quanto venne contattata da Bellavista Caltagirone, il quale le chiese di poter incontrare l’allora capo della Polizia Antonio Manganelli. 

Per ottenere informazioni sull’inchiesta relativa al porto turistico di Imperia che vedeva indagato proprio l’imprenditore romano? Questo il dubbio sollevato dagli inquirenti (Polizia Postale), insospettiti, in particolare, da due intercettazioni telefoniche.

I due episodi incriminati

Quando l’inchiesta prese piede da Imperia, due episodi furono oggetto di chiarimenti da parte degli organi inquirenti: una cena alla quale presero parte sia Francesco Bellavista Caltagirone che Giustina Destro, come testimoniato dalle foto pubblicate dal sito Dagospia, e una visita a Imperia di due funzionari romani della Polizia di Stato, Francesco Cirillo e Nicola Izzo, che chiesero di prendere in carico le indagini sul porto turistico di Imperia, affiancando o sostituendo i colleghi della Polizia Postale. La richiesta fu respinta.

Fu la Finanza di Imperia a scoprire le fatture indirizzate dalla holding Acquamarcia a Giustina Destro. L’inchiesta, partita dal capoluogo ligure e transitata da Roma per poi approdare a Padova (città di residenza della Destro), ha cambiato forma, partendo con l’ipotesi di reato di corruzione, poi derubricata in finanziamento illecito. 

Le intercettazioni telefoniche finite nel mirino della Polizia Postale

Si evidenzia – scrivevano gli inquirenti nel 2010 – inoltre che gli attori principali individuati in Claudio Scajola e Francesco Bellavista Caltagirone discutendo con gli altri soggetti coinvolti ed altre amicizie politiche cercavano di mettere in atto una rete di protezione (nel caso di CALTAGIRONE appare evidente la pressione che intendeva esercitare attraverso la sua amicizia con l’On. Giustina Destro in forza al PDL. Quest’ultima risulta aver aderito alla Fondazione Cristoro Colombo della quale l’On. Scajola è il fondatore). L’Onorevole Destro, su richiesta dell’imprenditore, fissava ed otteneva un incontro con una persona chiamata Manganelli, verosimilmente l’attuale Capo della Polizia”.

15 OTTOBRE 2010 – FRANCESCO BELLAVISTA CALTAGIRONE AL TELEFONO CON GIUSTINA DESTRO

CALTAGIRONE: Giustina
DESTRO: Eccomi qua, come stai intanto prima di tutto?
CALTAGIRONE: un pò meglio insomma mi devo riguardare
DESTRO: eh ti devi riguardare no perchè non puoi chiedere troppo al tuo fisico certe volte bisogna fermarsi
CALTAGIRONE: e no ma poi, poi ci avevo sta bronchite insomma inizia a diventare polmonite per cui insomma …..
DESTRO: per carità non…per l’amor del cielo
CALTAGIRONE: appunto appunto
DESTRO: senti allora ti volevo dire che abbiamo combinato…
CALTAGIRONE: perfetto però tu hai parlato con
DESTRO: Meneguzzo..
CALTAGIRONE: si e Mossetto
DESTRO: ho già parlato con tutti tutto a posto
CALTAGIRONE: perfetto..
DESTRO: ho sistemato vengono tutti
CALTAGIRONE: perfetto, una cosa volevo sapere tu hai parlato con …, tu hai parlato con ..come si chiama? Con, con, con Manganelli che dovevi parlare?
DESTRO: allora ieri mattina io dovevo andare però lui me l’ha fatto saltare perchè aveva una riunione importante vado martedì mattina alle undici e mezza
CALTAGIRONE: ho capito, va bene, va bene
DESTRO: si, si, tutto sotto controllo
CALTAGIRONE: va bene, va bene
DESTRO: va bene?
CALTAGIRONE:ok,ok

19 OTTOBRE 2010 – FRANCESCO BELLAVISTA CALTAGIRONE AL TELEFONO CON GIUSTINA DESTRO

CALTAGIRONE: Giustina!
DESTRO: Francesco carissimo…
CALTAGIRONE: è…
DESTRO: volevo chiederti… domani… a un certo punto ti posso vedere cinque minuti? perchè io stamattina ho visto una persona,
CALTAGIRONE: si, mi puoi vedere … forse in ufficio.
DESTRO: ma tu sei in ufficio, domani?
CALTAGIRONE: probabilmente si…
DESTRO: no, be… se no ti vengo anche a trovare .., è….
CALTAGIRONE: allora vieni a casa, se no, vieni a casa… vieni a casa…
DESTRO: allora…(incomprensibile)… alle ,.. ci chiamiamo domani mattina e ci mettiamo d’accordo…
CALTAGIRONE: d’accordo…
DESTRO: un bacio, ciao…ciao…

 
 
 
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