Cultura e manifestazioni, Home — 25 aprile 2018 alle 11:39

IMPERIA. 25 APRILE, LE CELEBRAZIONI DELLA LIBERAZIONE D’ITALIA. UGO MELA (ANPI):”LA RESISTENZA CI HA RIDATO LA LIBERTÀ”

Questa mattina, anche a Imperia come nel resto del Paese, si sono svolti festeggiamenti in occasione del 73° anniversario della liberazione d’Italia con le tradizionali manifestazioni istituzionali nel ricordo del 25 aprile 1945

di Redazione

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Questa mattina, anche a Imperia come nel resto del Paese, si sono svolti festeggiamenti in occasione del 73° anniversario della liberazione d’Italia con le tradizionali manifestazioni istituzionali nel ricordo del 25 aprile 1945.

Presente, tra gli altri, il Sindaco di Imperia Carlo Capacci, il Prefetto Silvana Tizzano, il Questore di Imperia Cesare Capocasa, il presidente del consiglio regionale Alessandro Piana, il presidente del consiglio comunale Diego Parodi e le principali autorità militari.

Le celebrazioni hanno preso il via presso il Monumento ai Caduti Civili e Partigiani della Val Prino con la deposizione di una corona d’alloro. La stessa cerimonia è stata ripetuta presso i cimiteri di Oneglia e di Porto Maurizio.

Successivamente presso la Chiesa di Cristo Re ha avuto luogo la tradizionale santa messa celebrata da Don Giampiero Serrato cui ha fatto seguito il corteo sino a Piazza Della Vittoria, conclusosi con la deposizione della corona di alloro al monumento ai caduti.

In occasione di entrambe celebrazioni si sono tenute due diverse orazioni, difronte al Mausoleo della Resistenza, a Porto Maurizio il discorso è stato tenuto dallo storico Gianni De Moro, mentre a Oneglia è intervenuto il presidente dell’ANPI , Ugo Mela.

25 aprile: le dichiarazioni del rappresentante dell’ANPI, Ugo Mela

“Così e come chi mi ha preceduto, ringrazio voi tutti che siete intervenuti, le autorità civili e militari che tutti gli anni presenziate in modo massiccio a queste commemorazioni.

Confesso che ogni volta che vengo presso questo mausoleo mi sale una forte emozione, vedendo questi elenchi infiniti di caduti, ma soprattutto guardando queste lapidi, leggendo i nomi, di battaglia , i nomi propri, ma soprattutto vedendo l’età di questi ragazzi, effettivamente penso che ognuno di noi venga assalito da una forte emozione. Soprattutto pensando che erano ragazzi poco più che adolescenti.

Questi ragazzi l’8 settembre sono stati messi difronte a una decisione molto importante, se continuare a fare una vita parzialmente comoda, perchè indubbiamente i tempi erano quelli che erano,oppure andare in montagna ad affrontare una vita fatta di stenti, di fame, di freddo e soprattutto di pericoli, di perdere la vita.

Questi ragazzi hanno scelto di andare in montagna, andare in montagna per degli ideali di democrazia, libertà, di uguaglianza, ideali che loro non avevano mai conosciuto. Sono nati ed erano cresciuti quando la democrazia non esisteva, libertà non c’era.

Loro perseguivano degli ideali che non conoscevano, li perseguivano per loro ma soprattutto per chi doveva ancora venire.

Il Presidente della Repubblica ha sintetizzato in modo splendido quelli che sono i valori della resistenza. La resistenza ha ridato all’Italia la libertà, chi ha fatto la resistenza, questi ragazzi, ci ha consegnato dei valori che devono essere ricordati e tramandati. È la sintesi perfetta di quello che è la resistenza.

Oggi è la commemorazione del 25 aprile, simbolo della resistenza, ma noi come ANPI facciamo anche altre commemorazioni di battaglie partigiane. Commemorazioni che alcuni ritengono retoriche, anacronistiche , sono passate. Questo è un po’ il luogo comune, quello che si dice in giro.

Passiamo come dei visionari che perdono tempo a fare queste cose. Io ritengo che non sia vero, soprattutto in un momento storico che stiamo vivendo dove il qualunquismo, il populismo, l’indifferenza, regnano ovunque. Regnano e nel contempo aumentano e dilagano gli autoritarismi, che sono quelli che minano la base della democrazia.

Questo ricambio generazionale non si riesce a vedere. Forse sarà colpa nostra, però è importante che i giovani recepiscano questi valori. Sappiamo tutti che l’indifferenza è il peggiore dei mali per la democrazia, lascia spazio agli autoritarismi.

Noi continueremo a impegnarci, perchè riteniamo che sia giusto impegnarsi. Speriamo che qualcuno, soprattutto i giovani di 40 e 50 anni facciano il percorso che ho fatto io e che arrivino a sostituire e a ingrossare le file dell‘ANPI e degli antifascisti come noi già facciamo da 15, 2’0 anni”.

25 aprile: la deposizione della corona d’alloro in Piazza della Vittoria

Tutte le immagini delle cerimonie in occasione dei festeggiamenti del 25 aprile