SANREMO: ALL’EX CONVENTO DELLE CAPPUCCINE UNA SCUOLA PER L’INFANZIA, IL COMMENTO DELL’ASSESSORE REGIONALE SCAJOLA

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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’urbanistica Marco Scajola, ha approvato la variante al piano regolatore del Comune di Sanremo che consente la demolizione e la ricostruzione dell’ex convento sito in piazza San Bernardo

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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’urbanistica Marco Scajola, ha approvato la variante al piano regolatore del Comune di Sanremo che consente la demolizione e la ricostruzione dell’ex convento “Istituto Suore Cappuccine di Madre Rubatto” sito in piazza San Bernardo e il cambio di destinazione d’uso per realizzare, nella nuova struttura, 40 nuovi alloggi con 40 posti auto e una scuola per l’infanzia.

L’area dell’intervento è suddivisa in tre lotti:

  • un’area privata di 1631 metri quadrati per il nuovo edificio residenziale con le aree di pertinenza;
  • un’altra area privata di 1128 metri quadrati con copertura destinata a servizi e alle opere di pertinenza dell’autosilo interrato esistente;
  • un’area pubblica per la nuova scuola per 90 alunni, nel contesto del parco di pertinenza, che verrà ceduta al Comune di Sanremo. Gli oneri di urbanizzazione sono a carico dell’impresa che effettuerà l’intervento.

La delibera rilascia anche l’autorizzazione paesaggistica, con alcune prescrizioni individuate dalla relazione tecnica predisposta dal Settore regionale Urbanistica e tutela del Paesaggio, il cui rispetto sarà verificato da un controllo al termine dei lavori. In particolare, il progetto prevede non solo il mantenimento delle aree verdi esistenti ma anche una loro estensione dagli attuali 1568 a complessivi 2733 metri quadrati e la messa a dimora di nuove piante, portandone il numero dalle attuali 38 a 43.

Le dichiarazioni dell’assessore all’urbanistica Marco Scajola

“L’intervento che verrà realizzato è uno dei tanti esempi di riqualificazione del costruito esistente consentita dalle nuove norme in materia edilizia varate da questa giunta. Restituiamo al pieno uso della collettività aree sottoutilizzate o in stato di parziale abbandono e miglioriamo la rispondenza alle norme antisismiche e di efficientamento energetico senza consumare altro suolo, con un contenuto incremento della volumetria, secondo regole rigorose che rispettano i valori paesaggistici e ambientali”.

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