Attualità, Home — 31 marzo 2014 alle 14:16

PORTO DI IMPERIA SPA A RISCHIO FALLIMENTO. ARGIRÒ: “FATTO LA NOSTRA PARTE. ORA TOCCA A COMUNE, BANCHE E AGENZIA ENTRATE”

Al termine dell’assemblea dei soci l’amministratore unico della società ha dichiarato: “Il Comune? Personalmente
avrei auspicato anche in fase declaratoria, uno sbilanciamento, non sul piano giuridico, ma quantomeno sulle intenzioni”

di Mattia Mangraviti

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Si è tenuta oggi l’assemblea dei soci della Porto di Imperia SPA (33% Acquamare, 33% Imperia Sviluppo, 33% Comune di Imperia) convocata in via straordinaria a seguito della richiesta, presentata dai commissari giudiziali della società incaricata della gestione del porto turistico, di revoca della procedura di ammissione al concordato preventivo. Al terminae dell’assemblea, l’amministratore unico della Porto di Imperia Spa ha rilasciato un’intervista ai giornalisti presenti.

La parte che dipende dalla Porto di Imperia Spa è grandemente esaurita, mancano alcuni dettagli, però la parte che era di nostra competenza in qualche modo l’abbiamo assolta. Ci sono ancora delle incognite significative nella procedura, ma che non dipendono dalla Porto di Imperia Spa. Sono i soggetti terzi che adesso devono dare delle risposte. Vengono citate nel documento presentato dai commissari e sono l’Agenzia delle Entrate, le banche e il Comune. Per cui, se si creeranno le condizioni, come noi auspichiamo, perché ormai lo schema di transazione è grandemente definito, se nei prossimi giorni lo concluderemo positivamente, insieme al piano industriale sarà depositato a tutti soggetti, dopodiché ognuno si assumerà le proprie responsabilità. Il Comune ha detto che non cede aula concessione senza garanzie? E fa bene a non farlo, nel senso che non possono assumere delle decisioni al buio, e giustamente il Sindaco ha sempre detto questa cosa. Personalmente avrei auspicato anche in fase declaratoria, uno sbilanciamento, non sul piano giuridico, ma quantomeno sulle intenzioni, nel senso che il Comune avrebbe potuto dire che, se si verificassero delle condizioni, sarebbe importante salvare il porto. Mi rendo conto che ci sono delle logiche politico-amministrative complesse e quindi sono convinto che dopo, se ci saranno le condizioni, quando avranno ricevuto i documenti, l’amministrazione sa che il fallimento di questa società può essere devastante per la collettività. Ottimista? Ne ottimista, ne pessimista, sono uno che lavora giorno e notte fino all’ultimo”.

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