Attualità, Home — 6 maggio 2018 alle 09:39

APPALTO RIFIUTI NEL BACINO DIANESE E ANDORESE: TUONANO I SINDACATI. “PERCHE’ SI VUOLE AFFIDARE IL SERVIZIO AI PRIVATI?”

I sindacati Cgil, Cisl, Uil e Fiadel chiedono garanzie in merito alla prossima gara d’appalto per
l’affidamento del servizio di raccolta rifiuti per quel che concerne il bacino dianese e andorese

di Redazione

sindaci appalto rifiuti

I sindacati Cgil, Cisl, Uil e Fiadel, anche alla luce dell’ultimo incontro tra i Sindaci del Golfodianese, chiedono garanzie in merito alla prossima gara d’appalto per l’affidamento del servizio di raccolta rifiuti per quel che concerne il bacino dianese e andorese. In particolare, i sindacati esprimono preoccupazione per la volontà, da parte del presidente della Provincia di Imperia Fabio Natta e di alcuni Sindaci, di optare per l’affidamento del servizio a soggetti privati, scartando l’ipotesi della società in house.

Sindacati preoccupati per il futuro dell’appalto sul servizio di raccolta rifiuti – La nota stampa

Le Organizzazioni Sindacali esprimono il loro disappunto per quello che si sta verificando nel comprensorio Valmerula e Montarosio, in merito alla prossima gara per l’affidamento del servizio di raccolta rifiuti in tutto il Bacino Dianese e Andorese e che comprende i Comuni imperiesi di Cervo, Cesio, Chiusanico, Diano Arentino, Diano Castello, Diano S. Pietro, San Bartolomeo al Mare, Villa Faraldi e quelli savonesi di Andora, Stellanello e Testico.

Non comprendiamo come il Presidente della Provincia e i sindaci di quei Comuni oggi favorevoli a questo affidamento a soggetti privati, di un servizio così delicato per il benessere dei cittadini e dei lavoratori, tengano così tanto a escludere l’affidamento in house. In particolar modo al Sindaco di Andora (Mauro Demichelis, ndr) che si spaventa di fronte all’ipotesi dell’affidamento in house, di dar vita ad un carrozzone che dispensa poltrone (politiche). Ci chiediamo come fa a non ricordare come sono andati gli ultimi affidamenti a privati , sia comprensoriali che a singoli comuni; quali risultati hanno prodotto, primo fra tutti all’ex comprensorio SIA che comprendeva 35 comuni alcuni dei quali fanno parte di questo nuovo raggruppamento di comuni.

Forse al Sindaco di Andora e non solo a Lui, sfugge che le società in house, diventano dei carrozzoni quando viene a mancare il controllo dei Sindaci e non perché lo status di azienda pubblica sia sinonimo per forza di inefficienza e sperpero di danari pubblici. Affermare che in passato alcune società pubbliche sono solo state dei carrozzoni, non si capisce a quali si riferisca, è solo di circostanza visto che ultimamente a livello nazionale, sono state proprio le società in house a fornire le migliori perfomance.

E’ nostra opinione invece che la gestione pubblica del servizio dia molte più garanzie e certezze di avere il controllo e la possibilità di intervenire velocemente sulle scelte da operare affinchè i servizi rispondano alle esigenze di cittadini ed al rispetto delle normative, cosa che un privato mal digerisce, soprattutto quando si aggiudica il servizio con margini di profitto minimi se non nulli. Spesso, la necessità di generare profitti delle aziende private, le porta a non rispettare completamente gli obblighi contrattuali, perché non riuscirebbero a ‘starci dentro’ dando per eseguiti quei servizi meno visibili o che sono facilmente ‘evitabili‘ o ‘eludibili‘ cosa che invece una società pubblica, non dovendo necessariamente generare profitti ma nemmeno perdite, renderebbe ai contribuenti.

Pare strano anche che la Provincia di Imperia, si esprima a favore dell’affidamento a privati quando in altri comuni per il medesimo servizio, abbia avvallato l’affidamento in house. Vogliamo capire le ragioni di questa differente scelta operata per il comprensorio Valmerula e Montarosio. Abbiamo assistito a veementi prese di posizione su questa vicenda a favore della gestione privata, proprio da chi ha sempre sostenuto in altri ambiti istituzionali che i servizi essenziali dovrebbero sempre rimanere in mano all’ente pubblico al fine di garantirne la corretta esecuzione. Questo ci lascia perplessi.

Se i nostri timori dovessero rivelarsi fondati così come nel recente passato lo sono stati, a farne le spese saranno nuovamente i lavoratori i quali vivranno sulla propria pelle le stesse difficoltà patite alle dipendenze di alcune aziende private nel recente passato. Immaginiamo già lo scenario: aziende che pur di accaparrarsi questo invitante appalto, faranno a ‘cazzotti’ a suon di ricorsi e battaglie per vedersi assegnato il servizio ma che poi dovranno fare i conti con le solite difficoltà economiche per far quadrare i bilanci. Ne citiamo solo uno: i ripetuti ritardi i verificatisi nella corresponsione degli stipendi ai lavoratori dovuti al mancato pagamento dei canoni mensili perché, giustamente, venivano sollevate inadempienze più o meno gravi nei confronti dell’azienda, quasi ogni mese. Questo se lo dovrebbe ricordare bene chi oggi sostiene che la soluzione migliore sia quella della gestione privata, ma evidentemente non è così.

Ci risulta che alcuni Comuni non siano d’accordo con questa scelta e che farebbero a meno di cimentarsi in un’avventura così impegnativa, ma ne siamo certi che così andrà a finire e non ci rimarrà che medicarci le ferite.
Chiederemo a breve un incontro con il Presidente della Provincia di Imperia perché vogliamo che ci dicano chiaramente i motivi che li hanno portati a fare questa scelta mostrando incoerenza e che a noi pare, sulla scorta delle esperienze recentemente vissute, immotivata.