Attualità, Home — 1 aprile 2014 alle 09:17

CASO AGNESI. I SINDACATI: “VOGLIAMO UN PIANO INDUSTRIALE ENTRO FINE APRILE. IN CASO CONTRARIO SCATTERÀ LA PROTESTA”

L’ultimatum del sindacalista Cgil Gianni Trebini nel corso di uno speciale andato in onda su Rai 3. Il Sindaco Capacci: “Come amministrazione non molliamo”. Romano della Compagnia Maresca: “Da Colussi atteggiamento degno del fascismo”

di Mattia Mangraviti

Agnesi

“Pretendiamo che da parte del signor Colussi e dell’azienda ci sia consegnato entro la fine di aprile un piano industriale. In caso contrario saranno attuate delle forme di protesta”. Parole di Gianni Trebini, sindacalista della Cgil, nel corso di uno speciale sul pastificio Agnesi andato in onda su Rai Tre, nel corso del programma “Buongiorno Regione”.
Nel corso dello speciale sono intervenuti anche il Sindaco di Imperia Carlo Capacci, Ivan Cavarero, addetto del reparto pastificio, e Valerio Romano della Compagnia Maresca. Tutti hanno espresso grandi preoccupazioni per la possibile chiusura del pastificio a Imperia e la conseguente instabilità di 110 lavoratori.

CARLO CAPACCI SINDACO DI IMPERIA

Il messaggio è stato forte e chiaro. Se tu vuoi l’edificabilità sulle aree devi salvaguardare l’occupazione imperiese. Abbiamo stabilito che incontreremo nuovamente Colussi. Sono in programma altri incontri perché noi non molliamo come amministrazione“.

GIANNI TREBINI CGIL

Noi ci aspettavamo da Colussi un segnale diverso, che continuasse la produzione in questo stabilimento. Non è assolutamente così, perché noi dal signor Colussi abbiamo avuto invece altre comunicazioni. La questione del mulino ormai è una decisione irreversibile. I 28 lavoratori non sono più nel sistema produttivo, ma prima in cassa integrazione e poi in mobilità. Su questa questione, io ricordo che l’azienda ci aveva comunicato che la chiusura del mulino era una condizione indispensabile per la continuazione produttiva di questa fabbrica. Ora, invece, ultimamente, abbiamo tenuto un coordinamento a Perugia, dove ci è stato comunicato che per quanto riguarda il 2014 saranno garantiti la produzione e il livello occupazionale, mentre per il 2015 il signor Morriconi (dirigente Colussi, ndr) e comunque la direzione aziendale ci hanno comunicato che ci sono fortissimi rischi per quanto riguarda la continuazione produttiva della fabbrica. Noi vista e considerata la situazione molto preoccupante, pretendiamo che da parte del signor Colussi e dell’azienda ci sia consegnato entro la fine di aprile un piano industriale. Vogliamo sapere cosa succederà nel 2015. Se tale piano industriale non ci sarà consegnato o comunque se il nostro giudizio sul piano non dovesse essere positivo, saranno attuate delle forme di protesta che studieremo con lavoratori e delegati“.

IVAN CAVARERO, ADDETTO REPARTO PASTIFICIO

“Sono addetto al reparto pastificio, proprio dove facciamo la pasta e poi la essicchiamo per andare al confezionamento e essere spedita al magazzino. A 55 anni sono la classica persona che sono troppo giovane per andare in pensione e vecchio per il mondo del lavoro. In questo ultimo anno molto è cambiato. Avevamo molto lavoro da fare. Avevamo raggiunto e superato le 70 mila tonnellate. Non sapevamo come farla questa pasta. Abbiamo fatto degli accordi. Abbiamo fatto il ciclo continuo, 7 su 7. Abbiamo fatto di tutto per raggiungere queste 70 mila tonnellate. Improvvisamente si è fermato tutto“.

VALERIO ROMANO, COMPAGNIA MARESCA

“Per noi perdere l’Agnesi significa perdere metà del fatturato, perché il grano è una delle merci più importanti. Riteniamo sia importante che questa fabbrica non venga delocalizzata a monte, ma rimanga qua in riva al mare, perché la sua posizione naturale è quella lì. Riteniamo che Colussi si stia comportando in maniera molto arrogante. Hanno avuto un modo, sia lui che il direttore del personale, Morriconi, di comportarsi degno del fascismo. Quindici giorni fa c’è stato un tentativo da parte di alcuni operai di cercare di capire chi sarebbe andato in cassa integrazione, questo tentativo è stato ostacolato e bloccato di colpo da Morriconi, mettendo gli operai direttamente in cassa integrazione“.