Attualità, Home — 2 aprile 2014 alle 09:38

LIGURIA. SCUOLA, ADDIO CERTIFICATO MEDICO. NON È PIÙ OBBLIGATORIO DOPO LA MALATTIA

Lo ha stabilito una sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto un ricorso presentato dalla Regione
Liguria: “è da ritenersi legittima l’abolizione dei certificati di riammissione a scuola, dopo i cinque giorni d’assenza”

di Redazione

certificato-medico

Nelle scuole della Liguria non sarà più necessario esibire il certificato medico dopo cinque giorni o più di assenza per malattia. Lo ha stabilito una sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto un ricorso presentato dalla Regione Liguria. Nel dettaglio, nel 2006 l’assessore alla Sanità della Regione Liguria Claudio Montaldo predispose una delibera con la quale abolì in un solo colpo i certificati di vaccinazione, il medico scolastico, la presentazione del certificato medico dopo cinque giorni di assenza per malattia, le disinfezioni e disinfestazioni negli edifici scolastici. Motivo? Una sorta di spending review burocratica nel campo della sanità.

Una decisione che mandò su tutte le furie un gruppo di genitori che, affidatisi a un avvocato, presentarono ricorso al Tar Liguria. Il ricorso fu accolto e la delibera congelata. La Regione Liguria si rivolse così al Consiglio di Stato che nei giorni scorsi ha emesso la propria sentenza definitiva, eliminando di fatto, tra le altre cose, l’obbligo di presentare il certificato medico dopo cinque giorni di assenza per malattia.

Nella sentenza in oggetto si legge che è da ritenersi legittima l’abolizione dei certificati di riammissione a scuola, dopo i cinque giorni d’assenza, e di non contagiosità per la riammissione al lavoro degli alimentaristi, dopo l’assenza per malattia oltre i cinque giorni. La scelta, oltre ad essere coperta da fonte legislativa, si palesa, altresì, perfettamente in linea con le osservazione del Gruppo di lavoro ministeriale, nel cui ambito è emersa la scarsa utilità delle predette certificazioni, sull’assunto che ‘le malattie infettive sono spesso contagiose in fase di incubazione, ma raramente quando il soggetto è convalescente’”.

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Resta ora da capire l’applicabilità della sentenza e se si, in quali termini. Un aspetto sui cui sono già al lavoro gli uffici regionali.