Home, Imperia — 27 maggio 2018 alle 07:11

UN IMPERIESE IN VETTA AL MONTE BIANCO. L’IMPRESA DI TOMMASO GUASCO:”PAESAGGI INDIMENTICABILI. LA PARTE PIÙ DIFFICILE…”/LA STORIA

L’autore dell’impresa è il 28enne Tommaso Guasco, esperto sciatore e alpinista, insieme a due suoi compagni di avventura.

di Gaia Ammirati

monte-bianco-sciatore-tommaso-guasco-imperia

Un imperiese sulla vetta del Monte Bianco. L’autore dell’impresa è il 28enne Tommaso Guasco, esperto sciatore e alpinista, insieme a due suoi compagni di avventura.

Percorrendo 40 chilometri, con 3.735 metri di dislivello positivo, e ammirando paesaggi imbiancati a perdita d’occhio, il gruppo è riuscito a raggiungere il “tetto d’Europa”, dopo 20 ore di attività.

“Era un po’ che volevamo cimentarci in questa impresa io e i miei due amici, Stefano Macagno e Silvio Bertone – racconta Tommaso a ImperiaPost - Quando abbiamo visto le previsioni buone abbiamo deciso di provare”.

Quali sono state le vostre tappe?

“Siamo partiti venerdì verso le 12.30 dal tunnel di Chamonix, con un zainone sulle spalle e siamo saliti a piedi fino a raggiungere la neve. Dopodiché abbiamo messo gli sci e abbiamo continuato a salire fino al rifugio. Abbiamo mangiato qualcosa e ci siamo messi subito a riposare, dato che avevamo la sveglia all’1 e 15 di mattina. Ci aspettavano, infatti, 1.800 metri di dislivello in quota per raggiungere la vetta. Siamo arrivati a destinazione alle 11 di mattina, dopo circa 10 ore”.

La parte più difficile?

“La parte più difficile è stata la spalla del Dome Du Gouter, poiché era ghiacciata. Abbiamo dovuto fare 100 metri in conserva protetta, usando viti da ghiaccio e tiri con la corda in progressione. Questo è stato possibile grazie all’attrezzatura che avevamo portato.

In generale è stato difficile affrontare l’enorme dislivello in quota, con lo zaino pieno e in così poco tempo. Inoltre, a quelle altezze l’ossigeno comincia a diminuire e si va sempre più lenti più si sale“.

In ogni caso, ne è valsa la pena.

“Assolutamente. È stata una salita molto lunga, ma ci siamo divertiti tantissimo, e la vista da lassù ci ha ripagato di ogni fatica. Abbiamo deciso di farla tutta a piedi, senza utilizzare nessun tipo di impianto, proprio per goderci l’avventura al 100%.

In totale: 40 km percorsi, 3735 m dislivello positivo, ore di attività 20 circa, Tetto d’Europa raggiunto”.

Consigli che dareste a chi vorrebbe vivere la stessa esperienza?

“Prima di affrontare un’avventura del genere bisogna essere pronti sia fisicamente sia mentalmente. Bisogna avere grande determinazione perché in quota ci sono dei punti in cui non si può non andare avanti e quindi non può mollare. Il tempo lassù può cambiare in un attimo e devi essere pronto a tutto. Per questo, prima di partire bisogna informarsi bene, conoscere le condizioni meteo, gli strumenti, i posti e bisogna avere tutti i sistemi di sicurezza in regola”.