Attualità, Home — 10 aprile 2014 alle 18:14

RIFIUTI. CASO TRADECO. IL SINDACO CAPACCI: “É ORA DI FINIRLA. VALUTIAMO L’OPZIONE DI METTERE IN MORA LA SOCIETÀ”

Il primo cittadino: “Il passo successivo potrebbe essere che il Comune si senta libero
di sganciarsi da Tradeco”. L’assessore Podestà: “Aspettiamo una risposta chiara dalla Tradeco”

di Mattia Mangraviti

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Stiamo valutando l’opzione della messa in mora della Tradeco“. Questo l’annuncio del Sindaco di Imperia Carlo Capacci questa mattina in conferenza stampa. Una conferenza convocata a seguito delle continue polemiche sulle problematiche relative al servizio di raccolta rifiuti affidato con gara d’appalto alla società pugliese di Altamura. Presenti in conferenza Carlo Capacci e l’assessore all’Ambiente Nicola Podestà.

CARLO CAPACCI

Stiamo valutando l’opzione della messa in mora perché abbiamo sentito troppe parole fino ad oggi, ma non abbiamo visto succedere dei fatti. Capisco che ci siano delle difficoltà nella realizzazione dell’appalto, capisco che ci siano state delle inadempienze dei Comuni, capisco tutto, ma adesso è ora di finirla. Il servizio deve funzionare alla perfezione così come da contratto. Se ciò non succederà noi metteremo in mora la Tra.de.co. Il passo successivo potrebbe essere che il Comune non riconosca più questo appalto, si senta libero di sganciarsi da Tradeco, anche se non sarà una procedura semplice“.

“Non è che qui nessuno sta facendo niente. Stiamo facendo molto di più di quello che è stato fatto negli ultimi 20 anni qua dentro, con sacrificio.

“C’e un’inadempienza nativa, che è quella che mancano il centro di raccolta di Pieve di Teco, il centro di raccolta di Artallo, poi ci sono tutti i Comuni che ad oggi sono inadempienti per quanto riguarda il pagamento del servizio. Ci sono alcuni Comuni, pochi, cinque o sei, che non hanno mai pagato niente, altri che hanno optato per un’autoriduzione il compenso in maniera arbitraria. La stazione appaltante di Imperia, invece, ogni mese manda, tramite il Dec, a tutti i Comuni un estratto che contiene quanto deve essere trattenuto a titolo di penale per il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti per contratto. C’è anche da dire che sono Comuni piccoli che non pagano e il mancato incasso di queste cifre non può essere assunto a giustificazione da parte della Tradeco per i mancati pagamenti. Si tratta di una cifra tra i 50 e 100 mila euro su un appalto da 9 milioni di euro“.

Se vogliamo fare turismo, in una provincia, in un territorio che vuole vendere la sua immagine come luogo dove passare le vacanze, non possiamo permetterci di far vedere un territorio dove il servizio di igiene ambientale non funziona, perché chiaramente noi perdiamo dei punti nei confronti dei nostri competitori e non ce lo possiamo e non ce lo vogliamo permettere. Dunque questa vicenda si deve chiudere quanto prima, a prescindere dalle inadempienze che ci sono“.

NICOLA PODESTÀ

“Le contestazioni che abbiamo mosso alla Tradeco sono contenute in una lettera che abbiamo inviato alla società pugliese il 7 aprile, ma preparata ben prima e sottoposta a tutti i Sindaci del comprensorio. È da molto tempo che stiamo esercitando pressioni affinché questo appalto venga realizzato seguendo tutte le linee sottoscritte. Abbiamo deciso oggi di convocare questa conferenza stampa perché, in realtà ci pensavamo da un pò, si è verificato un episodio scatenante, che è il mancato pagamento di quei ragazzi che hanno lavorato nei punti di distribuzione dei kit. Questa notizia mi ha colpito e mi ha dato molto fastidio, anche perché non più tardi di venerdì scorso, l’amministratore delegato e il direttore generale della Tradeco di fronte alla mia insistenza mi avevano garantito che avrebbero provveduto al pagamento entro 2-3 giorni al massimo. È passata una settimana e non è successo nulla. Già questa notizia, di per se, mi ha sconcertato, perché insomma la parola data è la parola data. Non si dovrebbero verificare episodi di questo genere per cifre esigue rispetto al volumetto economico di questo appalto. Un altro episodio che ha rincarato la dose è stato quando ieri mi sono visto tornare indietro i rifiuti vegetali da una certa discarica perché non era stato pagato il conferimento da parte della Tradeco. Sono episodi piccoli, ma che suonano come campanelli di allarme. È inutile che noi dedichiamo tanto tempo all’affinamento del progetto, nei tavoli tecnici, negli incontri con i Sindaci, se poi vengono meno questi presupposti di base. Se non si pagano i collaboratori, chi fornisce i mezzi, che fornisce le discariche, è inutile che stiamo a progettare un bel sistema di igiene ambientale che permetterebbe il rilancio di un intero territorio”.

“Ci sentiamo responsabili verso gli altri Comuni che in tutti gli incontri avuti sino ad ora hanno manifestato grande interesse, tanto è vero che le difficoltà ci sono, è vero, ma tutti hanno detto di voler guardare oltre le difficoltà. Queste difficoltà non devono farci perdere di vista quello che è il progetto principale. A questo punto avvertiamo che cominciano a serpeggiare un pò di dubbi qua e la. Questi dubbi devono essere dissipati, perché se no si crea un’atmosfera di scetticismo. Aspettiamo una risposta chiara dalla Tradeco. Una prima risposta speriamo di averla dal direttore generale e dell’amministratore delegato che martedì prossimo saranno qui“.