CRIMINALITA’: I TIMORI DELL’ANTIMAFIA. “IMPERIA SESTA PROVINCIA DELLA CALABRIA PER LA PRESENZA DI ESPONENTI DI SPICCO DELLA ‘NDRANGHETA”/LA RELAZIONE

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Sono stati resi noti nei giorni scorsi i risultati dell’attività svolta dalla Direzione Investigativa Antimafia nel secondo
semestre del 2017 (giugno-dicembre), con particolare riferimento alla presenza della criminalità organizzata in Liguria

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Sono stati resi noti nei giorni scorsi i risultati dell’attività svolta dalla Direzione Investigativa Antimafia nel secondo semestre del 2017 (giugno-dicembre), con particolare riferimento alla presenza della criminalità organizzata in Liguria.

Nella propria relazione la DIA conferma i timori più volte ribaditi negli ultimi anni. “Giova ricordare, infatti, che Imperia è stata definita la ‘sesta provincia calabrese’ – si legge in considerazione della capillare presenza di esponenti di spicco della ‘ndrangheta, ampiamente documentata dalle diverse attività d’indagine concluse negli ultimi anni”.

‘Ndrangheta in Liguria

Nell’area in questione, si conferma l’esistenza di una struttura criminale, denominata Liguria, con proiezioni, anche in basso Piemonte, operante attraverso almeno quattro locali dislocate a Genova, Ventimiglia (IM), Lavagna (GE) e Sarzana (SP).

Tali organismi risultano coordinati tra loro e con il Crimine reggino attraverso la Camera di controllo, un’entità intermedia con sede a Genova; i collegamenti con le propaggini attive in Costa Azzurra verrebbero, invece, garantiti e modulati attraverso la Camera di passaggio, dislocata a Ventimiglia.

L’ambito d’azione delle cosche si rivolge verso l’infiltrazione del tessuto politico-amministrativo locale e dell’economia, senza tralasciare il traffico di stupefacenti, in particolare cocaina, favorito dalla presenza di importanti scali marittimi.

Il quadro conoscitivo delle articolazioni territoriali si è, nel tempo, progressivamente consolidato a seguito di diverse operazioni antimafia che hanno evidenziato il radicamento, nei comprensori delle quattro province liguri di singoli esponenti o di interi gruppi familiari, considerati autentiche proiezioni extraregionali delle cosche calabresi.

L’urgenza di una coerente risposta istituzionale rispetto al fenomeno mafioso è stata ribadita anche dalla “Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie ed altre associazioni criminali, anche straniere”, in occasione della missione del 24 e 25 luglio 2017, presso la Prefettura di Genova.

‘Ndrangheta in provincia di Imperia

Per ciò che concerne, invece, la provincia di Imperia, si conferma l’operatività del locale di Ventimiglia anche su Bordighera e Diano Marina, ove si registra la presenza di famiglie originarie di Anoia (RC) e Seminara (RC).
Giova ricordare, infatti, che Imperia è stata definita la “sesta provincia calabrese”, in considerazione della capillare presenza di esponenti di spicco della ‘ndrangheta, ampiamente documentata dalle diverse attività d’indagine concluse negli ultimi anni.

In proposito, appare emblematica la Sentenza della Corte di Cassazione – esito giudiziario dell’operazione “La Svolta”- intervenuta nel mese di settembre, che ha portato al riconoscimento giudiziario, in via definitiva, dell’articolazione territoriale insediata nell’estremo ponente ligure, la cd. locale di Ventimiglia qualificata dalle sue funzioni di coordinamento con l’omologa proiezione ultra nazionale, attiva nella vicina riviera francese, la cd. “Camera di passaggio” o “di transito”.

Sono stati individuati come capi storici della citata cellula mafiosa alcuni esponenti delle cosche Piromalli e Mazzaferro della Piana di Gioia Tauro, nonché delle cosche Alvaro di Sinopoli e Pelle di San Luca. Peraltro, il decesso per cause naturali di due esponenti di rilievo delle citate famiglie, rispettivamente nei mesi di gennaio e luglio, avrebbe, di fatto, aperto la questione della successione ai vertici del sodalizio.

Oltre alle predette famiglie, sarebbero presenti in provincia di Imperia anche compagini criminali provenienti da Seminara (RC), quali i Surace, i Papalia e i De Marte, tutti ricadenti nella locale di Ventimiglia.

La vocazione al narcotraffico dei De Marte è stata riscontrata, nel mese di dicembre, dalla Polizia di Stato che ha proceduto all’arresto di un esponente del sodalizio che deteneva illegalmente armi e circa 9 chilogrammi di marijuana. Tra Taggia e Sanremo si segnala, inoltre, la presenza di soggetti collegati alle cosche di Palmi e Gioia Tauro.

Nel corso del semestre, le cosche dell’estremo ponente ligure sono state colpite anche sotto il profilo patrimoniale. Nel mese di luglio, infatti, personale della DIA di Genova, della Polizia di Stato e della Guardia di finanza ha eseguito un decreto di sequestro, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Imperia, nei confronti di un soggetto originario di Rosarno (RC), da anni residente a Sanremo e considerato contiguo alla cellula di ‘ndrangheta di Ventimiglia. Il provvedimento, che ha riguardato una villa ed un terreno siti a Sanremo per un valore di circa 700 mila euro, ha tratto origine da una misura di prevenzione patrimoniale proposta dalle Procure di Reggio Calabria ed Imperia.

Nello stesso contesto imperiese si colloca, infine, l’arresto di un soggetto di origine reggina, operato a Ventimiglia, il 7 novembre, dalla Polizia di Stato, nell’ambito della citata operazione “Cumps-Banco nuovo”. Il soggetto in questione – indiziato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dalle modalità mafiose – è stato, infatti, trovato in possesso di circa 1 chilogrammo di cocaina.

‘Ndrangheta tra Italia e Francia

La frontiera terrestre di Ventimiglia continua a rappresentare snodo fondamentale del narcotraffico per i sodalizi, autoctoni e stranieri, come dimostrano i numerosi sequestri di sostanza stupefacente nei confronti di corrieri, comunitari ed extracomunitari, questi ultimi prevalentemente africani, in possesso di droga occultata all’interno di mezzi di trasporto o nella cavità addominale.

Al riguardo, si segnala, per l’ingente quantitativo di stupefacente sequestrato, l’operazione, condotta dai Carabinieri di Imperia, che ha interessato il valico autostradale di Ventimiglia, in data 21 novembre 2017, nei confronti di un corriere italiano. Lo stesso è stato tratto in arresto, in flagranza di reato, in quanto occultava, a bordo di un’auto con targa francese risultata provento di furto, circa 160 kg. di hashish, verosimilmente destinata al mercato del nord-ovest.

Nel novero delle varie consorterie di matrice italiana, assume peculiare rilievo, nell’area d’oltralpe, la ‘ndrangheta. Storicamente, le ‘ndrine del reggino si sono stabilizzate in Costa Azzurra a Mentone e Nizza, dove spesso hanno trovato rifugio esponenti di rilievo, e dove sono state intraprese attività economiche a fini di riciclaggio, soprattutto nel settore immobiliare, mentre quelle della Locride, ed in particolar modo di Platì (RC), appaiono avere interessi principalmente a Tolone e Marsiglia, per la gestione del traffico di stupefacenti.

La ‘ndrangheta, anche nel territorio francese, ha dimostrato la propria capacità di esportare il modello strutturale calabrese. Sulla scorta di tali considerazioni, si può affermare che, anche in Francia, sono stabilmente insediati alcuni “locali” che, seppur dotati di una certa autonomia, dipendono dagli omologhi organismi criminali operanti nella provincia di Reggio Calabria.

La gestione dei notevoli interessi criminali della ‘ndrangheta, avrebbe comportato la costituzione di strutture sovraordinate di coordinamento, tra le unità periferiche e la casamadre reggina, quale la cd. “Camera di controllo”, con sede a Genova, e le analoghe proiezioni ultra nazionali, attive in Costa Azzurra (cd. “Camera di passaggio”, individuata a Ventimiglia).

 

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