Cronaca, Home — 6 agosto 2018 alle 13:38

IMPERIA: SUICIDIO GARIBIZZO. APERTA UN’INCHIESTA, DISPOSTA L’AUTOPSIA. NEL MIRINO LE ULTIME ORE DI VITA DELL’EX MEDICO/ I DETTAGLI

L’uomo si trovava in carcere accusato di tentato omicidio, violazione aggravata di domicilio e lesioni, per aver cercato di uccidere con un coltello il figlio del suo ex avvocato, Elena Pezzetta.

di Redazione

Garibizzo inchiesta

La Procura della Republica di La Spezia ha aperto un fascicolo per fare luce sul decesso dell’ex medico imperiese Nadhir Garibizzo, morto suicida nella serata di ieri, domenica 6 agosto, all’interno della sezione psichiatrica del carcere di Spezia. 

L’uomo si trovava in carcere accusato di tentato omicidioviolazione aggravata di domicilio e lesioni, per aver cercato di uccidere con un coltello il figlio del suo ex avvocatoElena Pezzetta.

Sulla salma dell’uomo, il magistrato di turno ha disposto l’esame autoptico al fine di stabilire con certezza le cause della morte anche se l’ipotesi più avvalorata è quella del dissanguamento. La Procura, inoltre, cercherà di ricostruire le ultime ore di vita di Garibizzo verificando il regime di detenzione cui era sottoposto e soprattutto come sia riuscito a procurarsi l’oggetto contundente (un coltello, una lama, un pezzo di vetro?) con il quale si è reciso l’arteria femorale. 

Il profilo di Garibizzo, definito dai giudici del Tribunale del Riesame di Genova: “personalità disturbata, incapace di rendersi conto della portata, della gravità delle sue azioni” sarà un altro aspetto su cui la magistratura potrebbe indagare anche per capire se l’uomo avesse una sorveglianza idonea al profilo psicologico.

Il suicidio di Garibizzo viene considerato da molti una tragedia annunciata. In tanti si chiedono per quale motivo, dopo esser stato scarcerato nel 2011, dopo aver aver scontato 10 anni di carcere per l’omicidio dell’amante, l’ex medico non venne inserito all’interno di un programma di riabilitazione psichiatrica. 

Negli ultimi anni Garibizzo, a testimonianza delle sue problematiche di natura psichica, avviò un’assidua frequentazione del palazzo di giustizia di Imperia che lentamente si trasformò in una vera e propria ossessione (tra esposti e denunce) nei confronti dei legali che ne avevano preso le difese, poi sfociata nel tentativo di vendetta nei confronti della famiglia dell’ex legale Elena Pezzetta.