Cronaca, Home — 16 agosto 2018 alle 12:33

GENOVA: A10, CROLLO PONTE MORANDI. IMPERIAPOST NEI LUOGHI DEL DISASTRO. “È UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA!”/IL REPORTAGE

A poco meno di 48 ore dal crollo del Ponte Morandi, che ha provocato la morte, ad oggi, di 39 persone, due inviati di
ImperiaPost si sono recato sul luogo del disastro, a Genova, per raccontare un dramma che ha sconvolto l’Italia intera.

di Redazione

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A poco meno di 48 ore dal crollo del ponte Morandi,, che ha provocato la morte, ad oggi, di 39 persone, due inviati di ImperiaPost si sono recato sul luogo del disastro, a Genova, per raccontare un dramma che ha sconvolto l’Italia intera.

Un silenzio impossibile da scalfire

Un silenzio che neppure il rumore delle ruspe e dei martelli pneumatici riesce a scalfire, in una disperata corsa contro il tempo dei soccorritori, Vigili del Fuoco e Protezione Civile, che da 48 ore scavano con tutte le loro forze nella speranza di trovare ancora dei superstiti. Trentanove vittime, 39 vite spezzate da un destino crudele.

Genova è ferita, ma i genovesi sono un popolo di condottieri, commercianti, e guardano fieri gli obiettivi delle telecamere delle televisioni di tutto il mondo accorse nella città della Lanterna per un evento catastrofico che rimarrà scolpito indelebile in tutti loro.

Il dito è puntato contro la società autostrade, la famiglia Benetton, ma anche contro i Governi che non hanno vigilato e che in 51 anni, il ponte Morandi fu inaugurato nel 1967, non hanno avuto la forza e il coraggio di imporsi sul colosso delle autostrade per ottenere garanzie di sicurezza.

Oltre 600 gli sfollati assistiti dai Vigili del Fuoco e dalla Protezione Civile. Piano piano, accompagnati dai vigili del fuoco, i residenti del quartiere Certosa stanno tornando a recuperare nelle proprie case in primis gli animali domestici e i loro effetti personali più cari. Nel frattempo, questo pomeriggio, la società autostrade dovrebbe installare del sofisticati sensori che permetteranno un monitoraggio in grado di consentire agli sfollati, solo una parte di loro, di tornare nelle proprie case.

Le interviste di ImperiaPost ai residenti della zona

Sembra una tragedia annunciata?

“Si, quando le opere non si fanno queste qua sono le conseguenze. Come tutto quello che succede in giro”.

Le è un residente?

“Abito qua”

Ci sono ancora dei dispersi, altre vittime?

“Speriamo di no. È andata bene così, nel senso che poteva succedere di peggio”

Cosa vi aspettate adesso?

“Aspettiamo la ricostruzione alla veloce. Adesso c’è la strada tutta intasata, non si viaggia più.
Le strade son quello che sono. Non han mai voluto fare niente e queste sono le conseguenze”.

Ci sono circa 600 sfollati?

“Sicuramente. Va già bene che hanno preso una decisione saggia di demolizione anche delle case , levare tutto”.

Non torneranno più li?

“Non si possono lasciare le case sotto il viadotto”

Ci sono molte vittime ancora sotto le macerie? 50 vittime?

“Si, questo non glielo so dire. Il telegiornale ha detto 39. Al momento le vittime ufficiali sono 39. Dicono 40 o 42, c’è chi dice anche 50, ma non si sa”.

51 anni di ponte, lei si ricorda quando lo hanno edificato?

“No, noi siamo 47 anni che siamo qua. L’ho trovato. Questo ponte qua non è stato fatto bene, lo dice la televisione, non è stato fatto bene”

La manutenzione?

C’era la manutenzione, erano sempre a lavorare, sempre. Sempre in quel punto li che è caduto, lavoravano sempre. Anche quest’anno stavano lavorando. Come mai è caduto? Se lavoravano, come mai è caduto?”

I soccorritori parlano agli sfollati

“Appena verrà montato questo sistema, andremo a continuare e ripristinare quelli che sono i recuperi. Lo dobbiamo fare necessariamente per motivi di sicurezza, sia degli operatori, che vostri.

Abbiamo ritenuto di procedere in questo modo. A tutte le persone che sono qui verrà preso il numero di telefono e verrete assolutamente contattati. Rimanete se possibile qui, faremo arrivare dei servizi igienici.

Vi ho fatto spostare nella zona più possibile all’ombra. Prendiamo gli indirizzi, il numero di telefono, verrete contattati e singolarmente andremo a fare tutti i recuperi.

Appena ci sarà questo sistema celere , di monitoraggio costante della situazione della struttura. Visibilmente ha subito dei danni e vogliamo essere estremamente sicuri e certi di quello che stiamo facendo. Per la vostra e la nostra sicurezza.

Vi chiedo ancora questo sacrificio e vi ringrazio”.

Le riprese del luogo del disastro

Il bilancio della tragedia

Al momento i morti sono 39, tre dei quali bambini, 16 feriti, di cui nove in codice rosso. I soccorsi, Vigili del Fuoco e Protezione Civile, hanno continuato a scavare anche questa notte nella speranza di trovare ancora qualcuno in vita. Il numero di dispersi, al momento, non è chiaro. Il Procuratore della Repubblica di Genova Francesco Cozzi ha parlato di 10-20 possibili dispersi.

Il dramma degli sfollati

Sono 664 le persone, 331 nuclei familiari, che hanno dovuto abbandonare le loro case. Le abitazioni, come annunciato nelle scorse ore dal Sindaco di Genova Marco Bucci dovranno essere demolite (non è chiaro se tutte o meno) per permettere l’abbattimento di quel che resta del ponte Morandi e la successiva ricostruzione. Le strutture portanti del ponte, infatti, insistono su un’area altamente urbanizzata.

In più, resta alto il rischio crolli, da qui la decisione di non permettere ai residenti, almeno sino a che l’area non sarà in sicurezza, di rientrare nelle proprie abitazioni per recuperare i propri effetti personali.

Funerali di Stato

Sabato 18 agosto è stata proclamata una giornata di lutto nazionale. Alle ore 11, nel padiglione Jean Nouvel della Fiera di Genova, verranno celebrati i funerali di Stato delle vittime. La cerimonia sarà officiata dall’arciverscovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, alla presenza delle più importanti autorità civili e militari.

Le immagini