Home, Imperia — 14 aprile 2014 alle 17:29

IMPERIA. CIMITERI DA INCUBO. RESTI UMANI IN SACCHETTI DI PLASTICA ALL’INTERNO DI UN MAGAZZINO DEGLI ATTREZZI/FOTO E VIDEO

Resti umani ammassati l’uno sopra l’altro in un angolo del magazzino degli attrezzi contenuti in sacchetti di plastica
senza nessun tipo di accorgimento in materia di sicurezza anche per i necrofori comunali. Sul caso indagano i Carabinieri

di Gabriele Piccardo

CIMITERI

Imperia – I resti della nonna in un sacchetto della spazzatura buttato in un magazzino degli attrezzi. È questa la macabra scoperta fatta da N.O. che, nella giornata di ieri, si è recata al cimitero di Piani per far visita alla nonna, G.G, defunta circa 15 anni fa. La donna incredula per aver trovato un’altra tomba al posto di quella di sua nonna ha contattato in Comune a Imperia l’ufficio della Polizia Mortuaria per chiedere dove fossero finite le sue spoglie. La segretaria dell’ufficio avrebbe asserito che non avendo trovato i parenti i resti sono stati spostati nel cimitero di Porto Maurizio in zona Artallo.

La giovane donna si è recata al cimitero di Artallo chiedendo di vedere le spoglie della loro cara scoprendo che erano contenute in un comune sacchetto della spazzatura di colore nero, per terra, con a fianco la lapide dentro a un magazzino degli attrezzi. Nella stessa condizione della defunta sono “custoditi” altri resti umani. I due nipoti si sono immediatamente recati dai Carabinieri della Stazione di Imperia per denunciare l’accaduto. Secondo una prima ricostruzione la riesumazione della donna sarebbe ascrivibile per un errore in parte del necroforo F.F. e in parte degli uffici della polizia mortuaria del Comune.

Infatti, secondo la lista consegnata ai parenti della defunta il nome della persona da riesumare era Collini Giorgia, persona che non è mai esistita. Malgrado ciò gli uffici hanno disposto la riesumazione di G.G. senza darne notizia ai parenti. “La nonna – spiega N.O. a ImperiaPost -  era in un deposito con alcune urne in acciaio, attrezzi, pala e rastrello. C’era la lapide e un sacco della spazzatura e al suo interno c’erano i resti di mia nonna. Se non andavamo a reclamare i resti sarebbero finiti in un ossario comune”. Ci siamo recati al cimitero e quello che abbiamo potuto vedere è davvero incredibile. Resti umani ammassati l’uno sopra l’altro in un angolo del magazzino degli attrezzi contenuti in sacchetti di plastica senza nessun tipo di accorgimento in materia di sicurezza anche per i necrofori comunali.

Dal comune il solito rimpallo di responsabilità, dall’assessore competente Giuseppe De Bonis al dirigente Antonio Scarsella spassando dal responsabile Paganini. Una vicenda destinata a suscitare molte polemiche che oltre interessare gli organi inquirenti, i Carabinieri, che si sono già recati al cimitero e in comune per interrogare alcuni dipendenti ma sarà anche oggetto di verifiche da parte dell’Asl.

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