Attualità, Home, PROCESSO "LA SVOLTA" — 16 aprile 2014 alle 17:48

LA SVOLTA. LA DEPOSIZIONE DELL’EX SINDACO SCULLINO. LE INTERCETTAZIONI: “NON PARLANO DI ME, NON SONO IO”

Inizia l’esame al geometra Scullino da parte dell’avvocato Moroni che chiede dei rapporti con gli altri imputati.

di Selena Marvaldi

PROCESSO LA SVOLTA  (185)

Imperia – Inizia l’esame al geometra Scullino da parte dell’avvocato Moroni che chiede dei rapporti con gli altri imputati. “Molti li conosco, sono 20 anni che sono a Ventimiglia, conosco Omar Allavena perchè era vigile, ma ha anche un fratello cancelliere e un figlio che lavora a Ventimiglia. Conosco anche Vincenzo Marcianò classe ’48 perchè solo quest’oggi ho scoperto che lavorava in un’impresa di pulizia, pensavo fosse ferroviere, ma poi anche perchè lavorava in una bocciofila abusiva nell’alveo del fiume Roja e ci siamo anche occupati della demolizione”.

Il signor Cosentino lo conosco perchè abita in una località, Case Carli, una frazioncina in cui oggi vivono 12 famglie ma era senza fogne e illuminazione. Io misi insieme queste famiglie compreso il Signor Cosentino e cercai di andargli incontro, faccio politica, ma per risolvere i problemi della gente. Ci siamo messi tutti insieme per costruire la strada e il Comune ha contribuito, io mi adoperavo continuamente“.

I Carabinieri avevano trovato un biglietto per Scarfò quindi Scullino dichiara: “Mia madre vendeva frutta e verdura nel mercato annonario e si conosceva così con la famiglia Scarfò. Il figlio è dottore commercialista, Michele Scarfò nonchè revisore dei conti nel Comune”.

Giuseppe Marcianò è una conoscenza estemporanea, ma lui e la sua famiglia hanno sempre avuto dei pubblici esercizi, bar, ristoranti e io da 40 anni sono un piccolo imprenditore vendo attrezzature alberghiere in provincia e in Francia, visitiamo costantemente i pubblici esercizi. Negli ultimi 10, 15 anni non abbiamo fatto nulla, prima qualche fornitura gliel’ho fatto“.

In sede di sequestro è stato trovato un biglietto di auguri del Sindaco così, su questo punto, il dottor Scullino si giustifica dicendo: “E’ stato un onore fare il Sindaco, ho sempre ricevuto centinaia di auguri e altrettanti ne spedivamo. C’erano delle persone ovviamente più importanti e le facevo di mio pugno”.

Con Giancarlo Mannias avevo un ottimo rapporto, eravamo vicini anche a livello politico. Venne da me dopo essere andato in pensione e mi disse che voleva darsi da fare e aveva rilevato una cooperativa con cui voleva partecipare alla gare di Ventimiglia. Gli dissi di rivolgersi al geometra Barbersi dell’ufficio tecnico”.

L’avvocato Moroni chiede poi all’ex Sindaco di elencare gli impegni elettorali che aveva preso con i suoi elettori al fine di capire meglio le singole attività successive che sono state prese in esame: “Abbiamo fatto diverse opere pubbliche – spiega il geometra Scullino – abbiamo vinto 16 gare e abbiamo ottenuto 10 milioni di euro così abbiamo realizzato tantissime cose, le amministrazioni precedenti ne facevano un quinto“.

Il mercato annonario è stato uno dei tanti che ho visitato durante la campagna elettorale. Questo mercato era urgenitissimo, era pericoloso con finestroni rotti, ci pioveva dentro…era fatiscente nel centro della città. Avevamo preso degli impegni elettorali, ma era comunque improponibile. Per sapere il costo del primo intervente abbiamo fatto delle simulazioni e ci siamo fatti l‘idea che tutto l’intervento poteva costare circa 50.000 euro. Giancarlo Mannias è venuto da me per sapere se c’era qualcosa da fare e gli parlai del mercato annonario lui ebbe un’idea e mi parlò di 35.000 euro. Gli dissi di portare l’offerta all’ufficio tecnico“.

“Nelle intercettazioni si parla di lei - dichiara l’avvocato Moroni - come in quella tra il signor Marcianò e la signora Elia Angela che parlano di Scullino che è andato a un funerale e ha chiesto delle cose”. “Non sono io dichiara il geomtra Scullino.

In un’altra conversazione, sempre tra Elia Angela e Giuseppe Marcianò si dice: “Devo andare da Scullino e il nipote Mimmo è a Reggio Calabria“. “Sono figlio unico non ho nipoti nè parenti a Reggio Calabria“. Continua così l’ex sindaco Scullino a negare di essere lui il soggetto delle intercettazioni telefoniche portate all’attenzione della Corte: “Nulla corrisponde alla realtà. Sono cittadini che parlano del Sindaco con un pensiero non favorevole, anche perchè di chiacchiere all’epoca ce ne erano molte”.