Attualità, Home — 16 aprile 2014 alle 22:56

L’IMPRENDITORE GEOFFREY PAGE BARTON SCOMPARSO DAL NOVEMBRE SCORSO AVVISTATO IN UNA BANCA DI IMPERIA? IL CASO A “CHI L’HA VISTO?”

Un’impiegata ha raccontato ai Carabinieri che l’uomo, con la barba incolta e carico di bagagli, sarebbe entrato in banca in stato confusionale, fornendo un altro nome, Khazerano Migaeglyo, e chiedendo di ritirare i soldi per pagare i suoi dipendenti

di Redazione

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Geoffrey Page Barton, 46enne imprenditore di origine australiana scomparso dal 21 novembre scorso sarebbe stato visto lunedì scorso da un’impiegata di una banca di Imperia. La donna ha raccontato ai Carabinieri che l’uomo, con la barba incolta e carico di bagagli, sarebbe entrato in banca in evidente stato confusionale, fornendo un altro nome, Khazerano Migaeglyo, e chiedendo di ritirare i soldi per pagare i dipendenti della sua azienda.

I Carabinieri sono arrivati in banca quando l’uomo aveva già abbandonato la banca. Il caso è stato trattato questa sera dal programma di Rai Tre “Chi l’ha visto”. In studio sono state mostrate, sia alla compagna Leila, sia a due dipendenti, le immagini delle telecamera a circuito chiuso della banca. Anche dopo aver visionato le immagini, però, non è stata fata chiarezza sull’identità dell’uomo entrato nella banca di Imperia. Dagli studi di “Chi l’ha visto” è stato lanciato un appello affinché chiunque a Imperia avvisti l’uomo avverta immediatamente le forze dell’ordine.

LA STORIA

Per la scomparsa dell’imprenditore di nazionalità australiana, residente in svizzera e domiciliato in Italia, la procura di Como ha aperto un fascicolo per sequestro di persona. La mattina di giovedì 21 novembre Geoffrey Page Barton è uscito di casa intorno alle 10 per fare un prelievo di 250euro al bancomat. Un vicino affacciato alla finestra per fumare lo ha visto mentre tornava verso casa a passo svelto, senza ombrello sotto una pioggia battente. La sua compagna ha riferito che, dopo aver lasciato il denaro e la tessera bancomat, è uscito di nuovo per andare in ufficio. Non risulta che abbia comprato il biglietto per l’autobus che prende di solito e non ha chiamato il suo tassista abituale. Il suo cellulare nel pomeriggio ha agganciato una cella di Seveso. Non è ancora chiaro se sia andato a qualcuno degli appuntamenti che aveva quel giorno. E’ emerso che ha prestato somme anche molto ingenti ad amici e che una sua carta di credito fosse usata anche da alcuni di loro che ne conoscevano i codici.