Attualità, Home — 29 settembre 2018 alle 12:10

OMICIDIO PALUMBO: IL RICORDO DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA DONNE MEDICO. “UN COLLEGA COMPETENTE E PREPARATO, UNA FIGURA DI RIFERIMENTO”

La Dott. Elena Lanteri Cravet, Presidente sezione provinciale AIDM, commenta il tragico omicidio del dott. Giovanni Palumbo, avvenuto il 27 settembre a Sanremo, ad opera di Vincenzo Mercurio.

di Redazione

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“La tremenda notizia della morte violenta del dottor Palumbo ha scosso profondamente gli animi di tutta la comunità medica della nostra provincia”. Con queste parole la Dott. Elena Lanteri Cravet, Presidente sezione provinciale AIDM, commenta il tragico omicidio del dott. Giovanni Palumbo, avvenuto il 27 settembre a Sanremo, ad opera di Vincenzo Mercurio.

“Proprio perché l’ennesimo episodio di violenza contro i medici è capitato proprio qui, vicino a noi, strappando a tutti una persona cara, un collega, un amico.

Tutte noi desideriamo ricordarlo per la sua gentilezza, per la capacità di comprendere e trattare con delicatezza ogni situazione; un collega profondamente competente e preparato, una figura di riferimento capace di sviluppare un servizio di Medicina legale capillare su tutto il territorio. Una persona squisita alla cui famiglia desideriamo esternare tutto il nostro dolore.

Non si può più soltanto parlare dell’argomento violenza contro i sanitari, dei casi che affollano quotidianamente le cronache dei giornali come di episodi singoli che coinvolgono donne o uomini medici.

E’ ora di dire basta, fare sentire la nostra voce, come AIDM e come tutte le altre associazioni mediche e passare ai fatti e ad azioni immediate.

Non è più accettabile vivere in un mondo sanitario sperando solo che la prossima volta non siamo proprio noi le vittime.

E’ ora di fare qualcosa, di discutere come poter attuare tutte quelle azioni che possano farci svolgere serenamente la nostra professione.

Sono ora troppi i casi di aggressioni, violenza, stupro, omicidio che stanno coinvolgendo la nostra categoria. Solo in provincia ricordiamo l’anestesista preso a pugni in corsia a Bordighera, l’oculista selvaggiamente picchiato, le minacce di morte ricevute dai chirurghi, le prepotenze, gli studi e le strutture mediche distrutti o devastati da pazienti sotto l’effetto di stupefacenti, per non parlare poi dei casi di stupro e degli omicidi all’uscita degli ospedali in Piemonte e Lombardia.

 Purtroppo il fenomeno delle aggressioni al personale medico, e sanitario più in generale, è in continua crescita nel nostro Paese. Gli episodi certo si verificano in ogni regione del nostro Paese,molto spesso avvengono a discapito del personale femminile, delle donne medico. Quindi è fondamentale prevedere la modifica dello status di medico che deve diventare un pubblico ufficiale a tutti gli effetti se vuole ottenere quella protezione, quella tutela che gli consenta di poter svolgere il proprio lavoro nella serenità più totale». Ad oggi abbiamo una proposta di legge presentata l’ 11 luglio alla Camera dei Deputati dalla dott. Rosalba Muratori che mira ad apportare una modifica all’articolo 357 del codice penale.

Più specificamente, prevede appunto l’attribuzione della qualifica di pubblico ufficiale ai medici e al personale sanitario nell’esercizio delle loro funzioni , nel solo interesse di proteggere l’incolumità dei medici e di poter garantire sempre ai cittadini la migliore assistenza”. Nessuno Tocchi Ippocrate è un’altra associazione nata per espletare il proprio impegno non solo in rappresentanza dei medici, ma a sostegno di chiunque si trovi a dare assistenza sanitaria. “Chiunque si spende per salvare una vita prestare assistenza è parte di una famiglia professionale che va protetta e guidata. E nessuno può essere lasciato solo”.

Anche la senatrice Rizzotti, ha presentato un disegno di legge per l’equiparazione del reato di aggressione verso un operatore medico-sanitario a quello di violenza e minacce a pubblico ufficiale e la reintroduzione delle postazioni di polizia all’interno del pronto soccorso degli ospedali, che da tempo risultano privi di adeguata sorveglianza.
Secondo la Federazione degli Ordini dei medici e degli odontoiatri infatti le vittime di aggressioni sono oltre tremila all’anno. Una situazione ormai fuori controllo che spesso ha avuto epiloghi drammatici. La sicurezza deve essere una priorità per lo Stato che non può mai abbassare la guardia e deve garantire e tutelare i cittadini, soprattutto in luoghi particolarmente sensibili come ospedali e strutture sanitarie.

L’Aidm di Sanremo si farà carico di organizzare al più presto un incontro contando sulla collaborazione delle rappresentanze dell’Azienda Sanitaria, dell’Ordine dei Medici, delle forze dell’Ordine e della Magistratura e degli organi di stampa per mettere a fuoco e condividere tutte le manovre attuabili in nostro potere, specie in sede locale”.