Cultura e manifestazioni, Home — 1 ottobre 2018 alle 07:28

ARTISTA, MODELLA CURVY E ATTRICE, L’IMPERIESE SIMONA TASSONE ALLA CONQUISTA DEL CINEMA ITALIANO. “UN MESSAGGIO PER TUTTE LE DONNE: AMATE VOI STESSE!”/LA STORIA

Il film ‘Il marito di Bianca’ sarà proiettato in anteprima nazionale il prossimo 5 ottobre 2018 alle 20,30 al Cinema Teatro Fellini a Rozzano.

di Redazione

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Un’energia strabiliante, una bellezza fuori dai canoni tradizionali e un messaggio da portare nel mondo. Tutto questo è Simona Tassone, modella curvy, artista e attrice imperiese, protagonista del corto di Fabrizio Maddalena “Il marito di Bianca” in concorso ai David di Donatello 2019.

Il film ‘Il marito di Bianca’ sarà proiettato in anteprima nazionale il prossimo 5 ottobre 2018 alle 20,30 al Cinema Teatro Fellini a Rozzano (Milano).

In questo cortometraggio, così come in ogni suo progetto, Simona esprime la sua filosofia di vita, rivolgendosi a tutte le donne: ”Amatevi con tutte le vostre perfette imperfezioni”.

L’intervista a Simona Tassone

Com’è iniziata la sua carriera come modella “curvy”?

“È iniziata relativamente da poco, perché per 17 anni mi sono occupata di restauro di opere d’arte, in qualità di titolare del laboratorio di restauro Artemisia, e di importanti ripristini per curie e Soprintendenze alle Belle Arti. A un certo punto non mi bastavano più colori e pennelli, sentivo il bisogno di altro per esprimere la mia creatività. Tutto è iniziato 6 anni fa, quando ho iniziato a fare la modella curvy a Milano. Lì mi hanno notato per la mia forte presenza scenica in tv, avendo un viso televisivo, e sono diventata la testimonial di una marca canadese per intimo plus size. Adesso sono la testimonial di QVC Italia e l’immagine italiana del grande stilista newyorkese (anche attore e produttore) che ha vestito le celebrità, Isaac Mizrahi”.

Cosa le piace di più del mondo televisivo?

“Questo mondo lo sento vicino alla mia creatività perché attraverso un canale televisivo, grazie a una telecamera, riesco a trasmettere a tantissime persone un messaggio importante per la mia vita e il mio lavoro. Non è solo per apparire, ma grazie alla mia dote comunicativa posso parlare alle masse, alle tante donne che mi seguono”.

Qual è il messaggio che vuole comunicare?

“La mia è una vera e propria missione. Sono buddhista, quindi per me è importante creare valore nell’umanità, fare la differenza. Quello che vorrei comunicare è che la vera bellezza non ha taglia. Bisogna sfatare ogni pregiudizio. Io sono una taglia 50, sono sempre stata una donna “rotonda”. Lavoro molto su me stessa. Non sempre è stato facile, ma oggi amo questo corpo imperfetto, che poi in realtà è perfetto. La vera bellezza sta nell’anima. Se tutte noi donne ripartissimo da noi stesse, cambierebbe la nostra autostima.

Non dovremmo mai porre limiti nella nostra vita, bisogna sempre credere in noi stesse, al massimo potenziale. Se operi con il cuore pulito, troverai la tua strada”.

Com’è stato essere la protagonista de “Il marito di Bianca”?

“Ho conosciuto il regista per caso mentre ero al ristorante. Lui cercava un’attrice protagonista per il suo film e io per scherzare dissi: “Non la vorresti un’attrice rotonda?”. A lui piacque l’idea e così ha rivisitato tutta la sceneggiatura su di me, sono stata la sua musa.

Bianca è una donna aristocratica curvy, un personaggio di una favola Felliniana. Si parla di una storia d’amore al di là stereotipi per lanciare un importante messaggio di accettazione proprio corpo, di una vita vissuta al di là della convenzione, un’allegoria della nostra incapacità di vedere fuori dai canoni”. 

Ti è capitato nel tuo percorso di essere discriminata?

“Per fortuna, grazie alla mia personalità molto eccentrica e forte, non ho mai avuto brutte esperienze. Purtroppo, però, il mondo dello spettacolo ha certi canoni e non sempre è facile far capire che esistono moltissimi tipi di donne diversi, tutti da valorizzare.

Per questo sono diventata il riferimento di tante donne che mi seguono. Anche la moda sta cambiando, è una rivoluzione. Tutte le donne hanno diritto di vestirsi all’alta moda.

Ognuno di noi ha un percorso di vita, le proprie ferite, nessuno si deve permettere di giudicare”.