Attualità, Home — 3 ottobre 2018 alle 15:11

IMPERIA: COMUNE A UN PASSO DAL DISSESTO FINANZIARIO, AVANZA LO SPETTRO DEL COMMISSARIO. ULTIMATUM DELLA CORTE DEI CONTI/GLI SCENARI

Una situazione profondamente complessa, già segnalata all’amministrazione Capacci che, però, secondo
l’organo di controllo, non solo non sarebbe stata in grado di migliorare lo stato finanziario dell’ente

di Redazione

42950895_1039384482910098_8744889495846912000_n

Il Comune di Imperia rischia seriamente il dissesto finanziario. A lanciare l’allarme la Corte dei Conti che, nell’ultima relazione, mette in guardia il Comune anche dall’avvio della procedura per il commissariamento dell’ente. Una situazione profondamente complessa, già segnalata all’amministrazione Capacci che, però, secondo l’organo di controllo, non solo non sarebbe stata in grado di migliorare lo stato finanziario dell’ente, ma addirittura lo avrebbe ulteriormente peggiorato.

A riguardo la Corte dei Conti critica duramente il bilancio di previsione redatto dall’amministrazione Capacci, in quanto non risulta redatto in conformità al principio di attendibilità“. L’organo di controllo, ha imposto al Comune lo stop all’attuazione dei programmi di spesa oltre i limiti della gestione provvisoriafino alla verifica da parte di questa Sezione delle nuove e ulteriori misure correttive da porre in essere da parte dell’Amministrazione”.

Le principali criticità

Uno dei principali fattori di criticità, secondo la Corte dei Conti, è la difficoltà del Comune di Imperia di riscossione dei crediti vantati nei confronti di alcune società partecipate, in particolar modo l’Amat, verso il quale l’ente vanta, al 31.12.2017, un credito di 11,6 milioni di euro. L’amministrazione Capacci aveva approvato un piano di ristrutturazione del debito presentato da Amat, ma secondo la Corte dei Conti “prevede per gli anni dal 2018 al 2021 un recupero assai limitato del credito accumulato dal Comune, la cui integrale soddisfazione è differita a data più lontana e condizionata ad una variabile non sottoposta al controllo né della società né dello stesso Comune”.

L’altra principale criticità è stata riconosciuta nelle difficoltà di riscossione di alcuni tributi, in specie della “tassa rifiuti” (Tares/Tari). A riguardo la Corte dei Conti boccia le misure proposte dalla precedente amministrazione, in quanto “la concreta operatività delle misure adottate richiede il compimento di attività complesse e, pertanto, di un certo periodo di implementazione, cosicché i primi importanti risultati in termini di miglioramento della capacità dì riscossione sono attesi a partire dall’esercizio 2019. Inoltre, aggiunge la Corte dei Conti, “per il momento si dà conto soltanto di un lieve miglioramento degli incassi”.

La Corte dei Conti boccia anche la proposta dell’amministrazione Capacci di sanare parte del credito Amat con i proventi della cessione delle quote dell’Autofiori (all’epoca dei fatti non ancora concretizzata).

La soluzione proposta - scrive la Corte – si rivela non conforme alla normativa esistente. I proventi da alienazione di beni patrimoniali anche disponibili possono essere destinati esclusivamente al finanziamento di spese d’investimento”. 

Altra contestazione riguarda il bilancio consuntivo 2017, secondo la Corte dei Conti “non redatto in conformità al principio di attendibilità”. Il motivo? Mancherebbe la “doverosa evidenziazione di un disavanzo sostanziale amministrazione pari a circa 2.295.940,86 euro”.

I timori della Corte dei Conti

“Bilancio di previsione non attendibile”

“Il Collegio -  si legge - attribuisce rilevanza decisiva alle irregolarità segnalate con riferimento all’operazione di riaccertamento ordinario dei residui al 31 dicembre 2017, dalle quali è scaturita la mancata doverosa evidenziazione, in sede di rendiconto dell’esercizio 2017, di un disavanzo sostanziale di amministrazione pari a puro 2.295.940.86.

Come dimostrato, tate criticità si riverbera sulla corretta formazione del bilancio di previsione 2018-2020 del Comune di Imperia, in particolare laddove, tra gli stanziamenti per l’esercizio 2018, non viene iscritto in uscita, prima delle altre spese e ai fini del relativo ripiano, il predetto importo del disavanzo di amministrazione al 31 dicembre 2017, come invece richiesto [...] Sotto tale aspetto, detto bilancio di previsione non risulta redatto in conformità al principio di attendibilità [...] né assicura un pareggio finanziario complessivo di competenza comprensivo del recupero del disavanzo di amministrazione.

Pertanto, pur essendo in generale apprezzabile la gran parte delle misure correttive adottate dall’Amministrazione per conformarsi alle osservazioni contenute nella deliberazione di questa Sezione, nel loro complesso i provvedimenti approvati non sono sufficienti, in ragione del profilo sopra evidenziato, a rimuovere tutte le irregolarità riscontrate e a ripristinare i corretti equilibri di bilancio.

In particolare, ai fini della determinazione da assumere in questa sede, riveste preminente importanza il rilievo per cui, sostanzialmente, secondo il bilancio dí previsione approvato dall’Ente, le spese complessivamente stanziate per l’anno 2018 trovano in realtà copertura, fino alla concorrenza dell’importo sopra individuato, in entrate che, invece, dovrebbero essere destinate al ripiano del disavanzo di amministrazione al 31 dicembre 2017. Ciò equivale ad evidenziare una parziale mancata copertura delle spese previste nel bilancio, sanzionabile con la preclusione dell’attuazione dei relativi programmi [...]“.

Irregolarità mai risolte

“Un ulteriore elemento di valutazione è ravvisato anche nel fatto che le medesime irregolarità riscontrate in punto di corretta evidenziazione delle risultanze finanziarie della gestione e di corretta impostazione dei documenti contabili previsionali e consuntivi, hanno già costituito oggetto di contestazione in tutte le precedenti deliberazioni della Sezione riguardatati il Comune di Imperia, senza che, evidentemente, le azioni conseguenti intraprese dall’Ente abbiano portato alla relativa correzione”.

Accantonamento ricorse Amat

“Influiscono altresì certamente sulla decisione assunta dalla Sezione, le prospettive evolutive di breve periodo riguardanti gli equilibri di bilancio, i quali dovranno scontare, presumibilmente già con riferimento alle previsioni per l’anno 2018, l’ulteriore peso derivante dall’obbligo di accantonamento di risorse (per circa euro 500.000 secondo la stima della stessa Amministrazione) connesso alla perdita di esercizio registrata dalla società partecipata AMAT S.p.A. a consuntivo 2017″.

Sofferenza di liquidità

“Sono soprattutto i dati di contesto che evidenziano le condizioni di grave crisi finanziaria in cui versa l’Ente e che rendono necessarie ulteriori e più incisive misure di risanamento. Il principale indicatore considerato è ovviamente rappresentato dalla notevole e persistente sofferenza di liquidità che caratterizza la gestione finanziaria da diversi anni e che, ai fini di cui si discute, è valutabile anche in termini di carenza di sostenibilità finanziaria delle spese previste in bilancio.

Già nelle precedenti deliberazioni, la Sezione ha osservato come l’estrema e perdurante criticità della gestione di cassa sia pericolosamente destinata ad assumere carattere strutturale e, inoltre, possa costituire un sintomo di latenti e reiterati squilibri nella gestione di competenza tra le risorse in entrata che l’Ente può effettivamente realizzare e le spese che si è impegnato a sostenere. Il recente ulteriore aggravamento della situazione vale a corroborare la fondatezza di tale allarme”.

Sottovalutazione dei problemi

“In passato l’Amministrazione ha mostrato di sottovalutare l’esigenza di porre rimedio allo stato deficitario della liquidità, come nel caso della vicenda riguardante l’introito straordinario di euro 6.504.752 incassato nel 2016 per effetto di una transazione conclusa su alcune polizze fideiussorie rilasciate nell’ambito di un affidamento in concessione di lavori nel porto di Imperia (il cosidetto tesoretto‘, ndr)..

Anziché ponderare le possibilità di utilizzo di tale entrata eccezionale in relazione alla necessità di ristabilire la giacenza di cassa, peraltro all’epoca già segnalata nelle deliberazioni della Sezione, in tale occasione l’Amministrazione ha invece disposto l’immediato reimpiego di buona parte delle acquisite disponibilità (oltre 4 milioni di euro) per il finanziamento dì nuove spese una tantum, sia di parte corrente che di invemitnento.

Ed inoltre, come è stato evidenziato nella presente trattazione, le diverse azioni intraprese dall’Amministrazione per il superamento delle criticità di cassa non hanno sinora sortito effetti tangibili, essendo prevalentemente destinate a produrre risultati differiti nel tempo, nonché talvolta finanche incerti nella misura in cui sono dipendenti da fattori esterni, come nel caso dell’accordo di ristrutturazione dei debiti dí AMAT S.p.A., la cui effettiva realizzazione è condizionata dalla sinora contrastata evoluzione del quadro organizzativo riguardante la gestione del sistema idrico integrato dell’Ato Imperiese.

Crediti e debiti società partecipate

“Le difficoltà nella gestione contabile e finanziaria del Comune di Imperia sono comprovate anche dalla reiterazione dì alcune irregolarità di una certa importanza, nonostante le già intervenute segnalazioni di questa Sezione. Spicca tra esse la perpetrata mancata conciliazione delle partite creditorie e debitorie registrate nelle contabilità, rispettivamente, del Comune e di talune società partecipate”.

Residui passivi

“Si fa riferimento, inoltre, al profilo accertato nella deliberazione relativo all’illegittimo mantenimento in contabilità di residui passivi verosimilmente non corrispondenti ad obbligazioni giuridicamente perfezionate, utilizzati per l’imputazione di nuove spese, in realtà riconducibili alla competenza dell’esercizio”.

L’ultimatum della Corte dei Conti e il possibile commissariamento

“Il complesso delle osservazioni formulate [...] certifica dunque l’indubbio protrarsi dello stato di assoluta criticità della gestione finanziaria dell’Ente. Di per sé, gli specifici rilievi mossi in questa sede rendono da subito necessario che l’Ente provveda, nell’ambito dei provvedimenti di prossima emanazione, a regolarizzare la rappresentazione contabile delle risultanze finanziarie di tale gestione.

Se, tuttavia, dovessero permanere le difficoltà obiettivamente riscontrate fino ad oggi, si ravvisa l’opportunità che l’Amministrazione si disponga a valutare la sussistenza delle condizioni per poter attivare la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale [...], ferma restando la possibilità di questa Sezione di esercitare i poteri previsti dall’articolo 6 comma 2, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149 (procedura avvio commissariamento, ndr).

I provvedimenti  della Corte dei Conti

Nel documento notificato al Comune di Imperia, la Corte, dopo aver analizzato le proposte avanzate dall’amministrazione Capacci per risanare il bilancio dell’ente, accerta “con riferimento alla gestione contabile e finanziaria del Comune di Imperia, che i provvedimenti comunicati non sono allo stato idonei a rimuovere integralmente le irregolarità accertate e a garantire il pieno ed effettivo ripristino degli equilibri di bilancio”.

Le limitazioni al Comune

L’organo di controllo, visto il persistere della situazione di squilibrio finanziario del Comune di Imperia, “dispone che, dalla data di comunicazione del deposito della presente deliberazione e fino alla verifica da parte di questa Sezione delle nuove e ulteriori misure correttive da porre in essere da parte dell’Amministrazione, sia preclusa per il Comune di Imperia l’attuazione dei programmi di spesa oltre i limiti della gestione provvisoria”.

Cosa può fare il Comune

Il Comune di Imperia, dunque, potrà quindi solo assumere:

  • obbligazioni derivanti da provvedimenti ghirisdizionali esecutivi
  • obbligazioni tassativamente regolate dalla legge e quelle necessarie ad evitare che siano arrecati danni patrimoni certi e gravi all’ente
  • pagamenti per l’assolvimento delle obbligazioni già assunte
  • pagamenti per l’assolvimento delle obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi e di obblighi speciali tassativamente regolati dalla legge
  • pagamento spese di personale
  • pagamento residui passivi
  • pagamento rate di mutuo
  • pagamento canoni
  • pagamento imposte e tasse
  • operazioni necessarie ad evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi all’Ente

Il termine ultimo fissato dalla Corte dei Conti

La Corte dei Conti ha fissato il termine del 15 febbraio 2019 per la trasmissione da parte del Sindaco del Comune di Imperia, in qualità di legale rappresentante dell’Ente, di una “dettagliata relazione che dia conto dell’attuazione delle misure correttive necessarie alla luce delle osservazioni sopra formulate, nonché dell’avvenuta osservanza del disposto”.