DA IMPERIA AGLI STATI UNITI, TRE STUDENTI PER UN ANNO TRA I BANCHI DEI COLLEGE AMERICANI. “SEMBRA DI VIVERE IN UN FILM”/LA STORIA

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Stiamo parlando di Alessia Licalsi, Alice Rizzo e Lorenzo Operti, tutti e tre diciassettenni e studenti presso il liceo Amoretti e provenienti dalle sezioni linguistico e scienze umane.

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Tre ragazzi imperiesi all’estero per affrontare un anno di studi in America. Stiamo parlando di Alessia Licalsi, Alice Rizzo e Lorenzo Operti, tutti e tre diciassettenni e studenti presso il liceo Amoretti e provenienti dalle sezioni linguistico e scienze umane.

I tre giovanissimi stanno affrontando il loro anno di studi rispettivamente a Dekalb in Missouri, Yorktown in Virginia a Greensburg in Pennsylvania confrontandosi con un nuovo ambiente scolastico, una nuova famiglia ospitante e una nuova lingua, il tutto dopo aver intrapreso un lungo viaggio per raggiungere l’agognata meta.

L’esperienza negli USA di Alessia, Alice e Lorenzo

Com’è nata l’idea di partire per l’America?

“L’idea di fare questo viaggio è nata qualche anno fa insieme alla mia migliore amica Alice – racconta Alessia – Possiamo dire che all’inizio fosse solo un progetto lontano, ma passava il tempo e questa idea ci frullava sempre nella testa. E poi tutto è diventato più concreto fino al giorno della partenza. Sono qua da quasi due mesi e ancora non l’ho bene realizzato!”.

“Non so bene come sia nato tutto, ma era dalle medie che avevo sentito parlare di questa possibilità ed avevo deciso di volerla provare, ne ero sicura già da molto tempo – spiega Alice Poi ho parlato con altre persone che avevano già vissuto questa esperienza e mi ha convinto ancora di più. La cosa migliore è stata che anche una delle mie migliori amiche ha deciso di farlo e quindi abbiamo potuto affrontare tutto insieme.”

A scuola ho sempre visto i posti disponibili dati da Intercultura dichiara Lorenzo Lo scorso anno ho deciso di andare a una riunione presso la camera di commercio e dopo aver passato le selezioni sono qua”.

Dove vi trovate esattamente e quale scuola frequentate?

“Mi trovo a Weston, una cittadina del Missouri – spiega Alessiae frequento la West Platte High School“.

“Abito in una cittadina di circa 70 mila abitanti che si chiama Yorktown – risponde Alicein Virginia, e la mia scuola si chiama Grafton High school“.

“Ora sono a Greensbourg in Pennsilvanya e frequento la Salem high school – racconta Lorenzo.

Dove vivete (famiglia, studentato…)?

“Sono ospitata da una famiglia – dichiara Alessia con mamma, papà e due figli di 13 e 15 anni”.

“Vivo con una famiglia – spiega Alice è composta da mamma, papà, e tre figli. I due più grandi però non vivono con noi, mentre la più piccola ha la mia età e andiamo a scuola insieme”.

“Trascorrerò il mio anno ospitato da una famiglia aggiunge Lorenzo – composta da quattro persone: la madre è una maestra, il padre un operaio specializzato e i figli sono anche loro studenti”.

Quanto tempo rimarrete negli Stati Uniti?

“Frequento qua tutto il periodo scolastico della quarta liceo dice Alessiache sono 10 mesi”.

“Sono qua dal 14 agosto – racconta Alice – e rimarrò fino a metà giugno”.

“Un anno scolastico – spiega Lorenzo – Sono partito il 12 settembre e tornerò il 26 giugno”.

Cosa avete dovuto fare per poter realizzare questo progetto (permessi, passaporti, convenzioni..)?

“Ho dovuto fare dei test in lingua inglese e dei colloqui con una psicologa, per verificare che fossi pronta ad affrontare questo viaggio – racconta Alessia – L’associazione a cui mi sono rivolta per partire è “Youabroad”. Hanno provveduto loro ad inviarmi tutte le documentazioni necessarie. Io ho dovuto fare il passaporto perché non lo avevo e poi sono dovuta andare a Milano all’ambasciata americana per avere il visto J1, che è specifico per la durata di un exchange year”.

“E’ stato necessario compilare tantissimi moduli, fare un colloquio su skype e una telefonata con una psicologa e andare a Milano per fare il visto in ambasciata – spiega Alice Tutto questo sempre con YouAbroad, che è l’associazione con cui sono partita”.

“In primis ho affrontato delle selezioni – aggiunge Lorenzo – poi ho stilato una classifica dei paesi a me graditi, in successione ho avuto quattro incontri con gli esperti d’Intercultura e infine, io e i miei genitori, abbiamo compilato e presentato una serie di moduli comprendenti certificati medici, vaccini, pagelle scolastiche, passaporto e visto”.

Come vi trovate in queste prime settimane?

Il primo impatto è stato forte racconta Alessia – Sono stata catapultata in una realtà diversa (dall’alimentazione, alla routine quotidiana, al concetto di scuola…) e molto spesso ho paragonato tutto questo a un film! Inoltre essendo una città di campagna con non molti abitanti, è stato facile farmi degli amici e integrarmi nella vita del paese. Sono molto felice, è un sogno che si sta realizzando”.

“Sinceramente pensavo che sarebbe stata più difficile – spiega Alice – invece mi sono adattata velocemente, soprattutto grazie alla famiglia che è carinissima con me e mi fa sentire a casa.”

Molto bene – dichiara Lorenzo non ho avuto lo shock culturale iniziale perché mi sono preparato nei mesi precedenti”.

Come vi ha accolto la nuova famiglia?

“Poche settimane prima della mia partenza ho ricevuto le notizie sulla famiglia ospitante, e quindi ci siamo contatti tramite social. Si sono dimostrati da subito molto dolci ed entusiasti – racconta AlessiaDopo il mio arrivo ci è voluto davvero poco tempo prima che mi sentissi parte di questa famiglia. Sono molto premurosi e affettuosi con me, mi trattano proprio come una figlia. Mi fanno fare tante attività e mi portano in un sacco di posti. A volte mi viene da sorridere, perché ci sono le stesse dinamiche familiari che vivevo in Italia. Mi sento a casa”.

“Benissimo, fin da subito ci siamo trovati. Socialmente con Meghan, mia sorella ospitante, che è diventata la mia migliore amica qua – spiega Alice – Poi facciamo tantissime cose insieme, e quasi ogni weekend andiamo in giro in camper e a guardare partite di football”.

“Sta andando alla grande – afferma Lorenzo i figli condividono i miei stessi interessi e i genitori mi trattano come se fossi un figlio”.

Partecipate ad attività extrascolastiche?

“Si. In questa stagione ho giocato a softball, in inverno farò basketball e in primavera track – afferma Alessia Sono tutti sport che non avevo mai praticato, ma softball mi è piaciuto davvero tanto! Inoltre faccio parte del coro della chiesa e mi sono iscritta nel cast per il musical di fine anno. La cosa bella di tutte le attività è che sono offerte dalla scuola e ce ne sono davvero un sacco fra cui scegliere”.

” Sono nel drama club – risponde Alice che è quello che è quello che organizza gli spettacoli per la scuola, e faccio softball”.

“Sì, sono nel corso di robotica – spiega Lorenzoe faccio parte della squadra di pallavolo studentesca”.

Per ora avete notato differenze nell’istruzione americana rispetto a quella italiana?

“Come ho detto prima la scuola offre davvero tante attività – afferma AlessiaEsci al mattino di casa, e torni la sera, la vita di tutto il paese gira intorno alla high school. Mangi, studi, partecipi ai club e fai sport a scuola! Un’altra grande differenza che ho notato è che il rapporto tra insegnante e alunni è molto più informale rispetto a quello che c’è in Italia. Questo anche perché i professori sono i coach degli sport, e quindi ci passi davvero tanto tempo insieme. Inoltre l’istruzione americana offre un’infinità di materie scolastiche. Ad esempio io ho la classe di cucina, scienze forense, teatro e cucito! E poi non dimentichiamo che in America ci sono gli armadietti”.

La scuola è molto diversa, in tantissimi aspetti – spiega Alice La parte migliore secondo me è che si possono scegliere che materie studiare, non sono imposte, così puoi approfondire ciò che ti piace di più e anche scegliere il livello che vorresti. L’aspetto peggiore invece è che si cambia sempre classe, quindi alla fine non si crea diciamo un rapporto solido in classe come in Italia. I professori sono sempre gentilissimi e disponibili a restare dopo scuola per aiutarti. Una cosa molto diversa è anche lo spirito scolastico, qua ci tengono molto alla scuola e tutto gira intorno a essa, ad esempio lo sport che tutti fanno a scuola”.

“Sì, non ci sono libri, ci vengono consegnate giornalmente delle schede contenenti l’argomento da studiare – racconta Lorenzo Non ci sono compiti da svolgere a casa e il concettualismo prevale sul nozionismo. Il rapporto con i professori è più confidenziale”.

Quali speranze avete per questo tipo di esperienza?

“Ho solo 17 anni e sono da sola a quasi 8 mila km da casa, amici e famiglia, e questo mi farà crescere sicuramente tanto dice AlessiaSpero di tornare in Italia più matura (e non solo perché avrò 18 anni), indipendente e consapevole della fortuna che ho avuto a vivere tutto questo. Mi auguro ogni singola emozione che questa esperienza sarà in grado di darmi”.

Spero di continuare a trovarmi bene come ora – spiega Alicee viverla al meglio, di conoscere nuove persone e provare nuove cose e vedere più posti possibili”.

Progetti dopo la maturità?

“Sinceramente non so ancora – risponde Alessia Il mio sogno sarebbe quello di girare il mondo con un furgoncino hippie e vivere facendo spettacoli circensi per le strade. Intanto però mi vivo questo grande viaggio e poi quando torno a casa e mi diplomo si vedrà. Voglio ringraziare i miei genitori, mia sorella Silvia, Alice e Matilde, tutta la mia famiglia e i miei amici, che mi hanno dato la possibilità di realizzare questo sogno e mi supportano ogni giorno”.

“Non sono ancora sicura al cento per cento – spiega Aliceso che l’università la voglio fare in Italia anche perché qui sono carissime, e mi piacerebbe studiare medicina”.

“Frequenterò l’università afferma Lorenzoma sono indeciso se in campo medico o umanistico”.

 

 

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