IMPERIA, CRISI RIVIERACQUA: UNA DELIBERAZIONE DELLA CORTE DEI CONTI FA TREMARE I COMUNI. I SINDACI RINVIANO L’ASSEMBLEA, CHIAPPORI:”È L’ULTIMA VOLTA”/FOTO E VIDEO

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È stata rinviata l’assemblea dei sindaci a seguito della deliberazione della Corte dei Conti che impone ai comuni membri di Rivieracqua di accantonare fondi a bilancio per pagare il debito della società, circa 6 milioni di euro.

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È stata rinviata l’assemblea dei sindaci a seguito della deliberazione della Corte dei Conti che impone ai comuni membri di Rivieracqua di accantonare fondi a bilancio per pagare il debito della società, circa 6 milioni di euro.

La questione Rivieracqua

All’ordine del giorno dell’assemblea odierna, c’era l’approvazione della delibera presentata dalla Provincia a seguito alla diffida del Comune di Diano Marina, in cui si prevedeva un percorso per l’ingresso delle aziende partecipate in Rivieracqua. Il sindaco Chiappori, però, con una mozione, ha proposto di rinviare la seduta, alla luce della deliberazione della Corte dei Conti, al fine di trovare una soluzione alla problematica.

Fabio Natta

Questo rinvio è un rinvio ad una data precisa, o meglio, la data che andrà a collocarsi tra il 20 e il 30 novembre, forse qualcosa di meno se ci saranno dei fatti nuovi.

Oggi era una delibera importante che veniva posta all’attenzione dei sindaci, che ringrazio per la loro partecipazione. Erano presenti comunque i sindaci dei maggiori centri della Riviera, anche piccoli sindaci che fanno uno sforzo ulteriore. Lo stesso proponente politico della delibera, il sindaco di Diano Marina, ha chiesto il rinvio, proprio per i fatti che si sono verificati negli ultimi giorni segnatamente in primis una comunicazione della Corte dei Conti che è stata inviata ad una serie di comuni, per meglio valutare il contenuto della delibera stessa.

Questo non pregiudica però nell’intenzione dell’amministrazione provinciale di dare corso al mandato che ha avuto quando si è insediata, cioè quello di garantire l’esercizio della gestione dell’acqua da parte pubblica. Il vero argomento alla fine è questo.

Io mi auguro e sono fiducioso che, come l’assemblea dei sindaci e il consiglio provinciale nello scorso giugno ha confermato la concessione Rivieracqua, che Rivieracqua risolva i suoi problemi. 

Qua è arrivato il momento in cui il tempo sta scadendo per dire se vogliamo l’acqua pubblica si o no. Questa è una decisione che aspetta ai sindaci e i sindaci credo e spero prendano la decisione giusta, corretta e che segua lo spirito referendario.

Altre proposte non sono concrete e non sono sul tavolo in questo momento, ogni tipo di proposta deve essere vagliato prima di tutto da un punto di vista di legittimità e quindi di percorribilità. Se ci saranno delle decisioni da parte dei sindaci, che sono gli attori di questa vicenda che stanno in piedi che sono corrette e che rispondo alle esigenze primarie dei cittadini, chiaramente noi valuteremo queste proposte nelle sedi competenti”.

Giacomo Chiappori

“È una novità di ieri il rilievo della Corte dei Conti e andremo a esaminare il documento in base alla diffida che ho fatto io. La diffida l’avrei dovuta fare 3 o 4 anni fa, forse magari oggi avremmo risolto qualche cosa in più.

Qui arriva uno all’ultimo minuto, ma poi le soluzioni non ci sono. Rivieracqua doveva essere una grande società dei sindaci della Provincia di Imperia, una società in house che avrebbe dimostrato quanto siamo bravi a gestire l’acqua.

Non ci siamo ancora riusciti, abbiamo dimostrato che non siamo dei grandi artisti a gestirci qualche cosa e forse abbiamo bisogno di qualcun altro per farlo per noi. Credo che non funzioni così, io sono uno che tira dritto sino in fondo. Vediamo i rilievi della Corte dei Conti ed è del tutto evidente che dato che la diffida era la mia e dato che io posso gestire i tempi della diffida sul momento, ho pensato bene fosse giusto rinviare per l’ultima volta.

Se non si trovano soluzioni arriva uno all’ultimo minuto a dire che ce ne sono delle altre, non ci sarà più Chiappori che chiuderà la sua partita facendo una conferenza stampa come si deve, dicendo tutto quello che pensa di questa Rivieracqua anche nei lati meno simpatici. Io non ci sto più, ho giocato ancora una volta, ancora una volta per me questa è l’ultima volta. La politica l’ho sempre fatta in maniera onesta, come tutti, io non sto facendo delle accuse ovviamente, però il mio carattere mi porta a pulirla l’acqua e a vederla sempre pulita. Nell’acqua sporca ci remano tutti e quindi non va bene.

Va bene così, non ho da aggiungere altro, abbiamo ritirato questa cosa prendiamo i tempi e vediamo. Domani incontrerò il CDA di Rivieracqua con il comitato tecnico, visto che ne sono il presidente. Da lunedì prossimo farò tutte le sere un incontro, l’ho chiamato settore per settore, sono 6 settori , da Ventimiglia, Sanremo, Taggia, Imperia, Pieve di Teco e Diano Marina. Incontrerò tutti i sindaci, il comitato tecnico ha anche l’obbligo e l’onere di dare un parere sul bilancio che ci porterà Rivieracqua. Bilancio che vedremo se è da approvare o no”.

Alberto Biancheri

“La corte dei conti dice chiaramente che i comuni devono accantonare le perdite di Rivieracqua sul proprio bilancio, con la possibilità di bilancio del 2019, questo è un dato importante.

È importante anche il fatto che, si presuppone per fine ottobre, ci sarà un passaggio che è quello dell’approvazione del bilancio di Rivieracqua ed è giusto secondo me fare prima questi passaggi e poi andare ad analizzare tutte le questioni delle tempistiche.

Secondo me è quelle che sono state poste in questa delibera erano difficilmente condivisibili perché ci sono delle tempistiche che non vanno dietro a quello che è stato programmato dal Cda di Rivieracqua.

Dunque condivido sulla proposta del sindaco Chiappori, che ringrazio di posticipare questa proposta, ma sicuramente quello che stiamo facendo oggi con tutti i sindaci è quello di lavorare sull’ipotesi B, per arrivare ad avere la tariffa unica, questo sarà poi la salvezza di questo ente”.

Claudio Scajola

“I tecnici, bravissimi, fanno i tecnici, ma credo che anche in questo contesto si debbano esprimere le posizioni e le decisioni.

Apprezzo quello che ha detto il sindaco di Diano Marina perchè c’è il fatto nuovo. Il fatto nuovo è una decisione della Corte dei Conti che dice che il debito di Rivieracqua lo devono pagare i Comuni che sono entrati in Rivieracqua.

È indubbio che non ci possiamo permettere, anche per quei comuni che non sono dentro Rivieracqua, di dire ‘sono fatti degli altri’.

Dobbiamo trovare il modo di farci carico di questo, ognuno con le sue responsabilità, ma dobbiamo farci carico della soluzione. Il tema non è adesso decidere se questa riunione la facciamo il 20 o il 25 di novembre, il tema è se il presidente arriva a questa riunione con la proposta di soluzione del problema. Questo è il tema, non la data.

Se continuiamo a fare riunioni che non servono a nulla è evidente che anche la struttura democratica, seppur trasformata in una roba che non ci convince, anche questa crolla.

Dobbiamo trovare il tempo per trovare la soluzione che permetta a Rivieracqua di non fallire, alle società di erogare il servizio e di fare gli investimenti necessari.

Sono anni che si parla di questo argomento e fino adesso non si è risolto nulla, non credo che la fretta che mi sembrava trapelasse dal presidente, possa trovare una corrispondenza con gli anni in cui non si è risolto niente.

Come ho detto più volte ritengo che dobbiamo individuare una soluzione definitiva al problema di una società che non funziona, che ha 6 milioni di debiti, che non gestisce i servizi perchè non li può gestire.

Dobbiamo dimezzare le aziende che esistono e che fino adesso hanno erogato il servizio. Dobbiamo infilarle tutte insieme nei tempi più brevi.

Per arrivare alla proposta ci vuole il tempo necessario agevolato, accorciato nei tempi più brevi, per mettere insieme le aziende.

Si convochi l’assemblea dei sindaci con all’ordine del giorno ‘proposta di definizione dell’ambito’ dove ognuno si assume le sue responsabilità, a cominciare dalla Provincia che ha il diritto di dare la concessione e se verifica che la concessione che da non viene esercitata, la ritira. Dobbiamo uscire da questa situazione senza accreditarci di responsabilità che non possiamo avere”.

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