Imperia: elezioni 2018, Carlo Carpi punta il dito contro gli ex avversari

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Continua la verifica sulla regolarità delle scorse elezioni amministrative da parte di Carlo Carpi, ex candidato sindaco di Imperia con la lista “Insieme per Imperia”.

 

Continua la verifica sulla regolarità delle scorse elezioni amministrative da parte di Carlo Carpi, ex candidato sindaco di Imperia con la lista “Insieme per Imperia”. Dopo le denunce di presunte irregolarità legate ai verbali di seggio in bianco e l’inserimento al ballottaggio, Carpi punta il dito contro alcuni formalismi legati alla presentazione delle liste dei candidati sindaco e sui documenti/autorizzazioni che gli stessi avrebbero dovuto avere per partecipare alla competizione elettorale. 

L’ex candidato sindaco Carlo Carpi denuncia ancora irregolarità alle scorse elezioni amministrative di Imperia

“Sono emerse anche in questo caso – dichiara Carpi a ImperiaPost – numerose irregolarità in alcuni casi molto evidenti e in altri molto sottili. La più evidente è che la lista Casano ha utilizzato dei modelli di presentazione delle liste non conformi rispetto il regolamento del Ministero dell’Interno. Ha utilizzato dei protocolli che erano stati pubblicati sul sito internet del Comune di Imperia, che avevo subito notato e segnalato al segretario generale del Comune, che aveva provveduto alla correzione. Casano ha promosso dei documenti e raccolte delle firme su dei fogli privi di intestazione, senza la debita chiusura atto separato per atto separato, non c’è il simbolo nella stampa del documento utilizzato, ma ha applicato a posteriori un adesivo con il proprio simbolo. Questi sono assolutamente dei documenti invalidanti della presentazione della sua lista.

Per moltissime altre liste, in particolar modo proprio la candidatura dell’attuale sindaco Claudio Scajola , ma anche nelle liste del centrodestra e completamente alla lista del Movimento 5 Stelle, gli atti di iscrizione dei singoli agli uffici elettorali dei comuni di residenza , non contengono la dicitura ‘gode dei diritti politici’, aspetto che invece è obbligatoriamente previsto dalla nostra Legge.

Hanno presentato solo il certificato dell’iscrizione nella lista elettorale del Comune di residenza, ma non quella contenente la dicitura ‘gode dei diritti politici’. Questo è un elemento di ulteriore nullità. Sia per il PD che per la Lega Nord manca , come prevede per legge, l’atto di concessione del simbolo da parte della segreteria nazionale del partito di riferimento sottoscritto da un notaio.

Se si può parlare di irregolarità, in questo caso sono molto evidenti.

Questa scoperta potrebbe portare, se trovassi degli altri candidati sindaco o altri consiglieri comunali candidati che abbiano prima di tutto l’onestà intellettuale poi anche la volontà di impugnare di fronte al tribunale amministrativo questi documenti, porterebbero all’annullamento delle elezioni amministrative della città di Imperia”.

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