Imperia: Carabiniere a processo con il marito dell’ex procuratore, svelato l’elenco dei testimoni

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Quella di stamattina è stata un’udienza filtro nella quale sono stati resi noti i nomi dei testimoni che dovranno deporre nei prossimi mesi. 

Si è aperto questa mattina il processo a carico del Maggiore dei Carabinieri David Egidi (oggi in servizio ad Oristano) e Gianfranco Cabiddu, marito dell’ex Procuratore Capo di Imperia Giuseppa Geremia accusati di abuso d’ufficio in concorso e per Cabiddu c’è anche l’accusa di falso per avere “mentito” al medico dell’Asl sul proprio stato di salute. La vicenda è quella relativa alla presunta mancata notifica a Cabiddu del ritiro della patente di guida per la quale, lo scorso 16 maggio 2018, è stato condannato ad un anno di reclusione (pena sospesa) dal giudice Anna Bonsignorio.

Al via il processo a carico del Maggiore dei Carabinieri Edigi e del marito dell’ex procuratore Geremia

Quella di stamattina è stata un’udienza filtro nella quale sono stati resi noti i nomi dei testimoni che dovranno deporre nei prossimi mesi.

I TESTIMONI CITATI DAL PROCURATORE CAPO ALBERTO LARI

Zeviani Luca, Gianoli Paolo, Rubino Piero, Magg. Palazzo Paolo,  App. Masala Andrea, Bascianelli Francesco, Dr Orengo Maglione Claude, Dr Papalia Aldo, Del Vecchio Simona, Zarbano Luciano.

TESTI DIFESA CABIDDU

Massimo Andrea Marsala, Francesco Bascianelli, Aldo Papalia,  Claude Orengo Maglione

TESTI DIFESA EGIDI

Masala Massimo Andrea,  Bascianelli Francesco, Papalia Aldo, Zeviani Luca,  Fanelli Enzo, Monetti Vito, Pizziconi Sergio, Diglio Giovanni, Rossi Luca,  Giangreco Leonardo, Gnocchi Franco, Cantarelli Moreno,  Simona Del Vecchio e Simona Curcio.

L’udienza è stata rinviata al prossimo 14 marzo 2019, quando verrà discussa l’eccezione presentata dalla difesa, secondo cui il processo, per competenza, dovrebbe tornare a Torino, dove era stato originariamente trasferito, e istruito, visto il coinvolgimento dell’allora Procuratore Capo Giuseppa Geremia. 

La storia

La vicenda, alquanto complessa,  ha origine in Sardegna, quando Cabiddu commise un’infrazione del codice della strada che avrebbe comportato il ritiro della patente per l’esaurimento dei punti. Il provvedimento sarebbe stato notificato presso la Caserma dei Carabinieri di Imperia. Ed è da quel momento che il procedimento è finito sotto gli occhi della Procura di Torino.

Secondo l’ipotesi accusatoria, sostenuta dal P.M. Marco Gianoglio, il provvedimento di ritiro della patente sarebbe rimasto chiuso in un cassetto dell’ufficio del Maggiore Egidi, su ordine dell’allora Colonnello Zarbano, e notificato a Cabiddu lo stesso giorno, nel novembre del 2015, in cui quest’ultimo aveva terminato l’iter di revisione della patente, ovvero quando ormai aveva perso di efficacia.

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