Cultura e manifestazioni, Home — 23 aprile 2014 alle 17:10

LAIGUEGLIA. SABATO 26 APRILE SI CELEBRA IL CARTELAME/IL PROGRAMMA COMPLETO

La giornata inizierà alle 15.30 con una visita illustrata alla Chiesa e al cartelame che, grazie
all’interessamento della Sovrintendenza per i beni artistici e culturali della Liguria, è stato recentemente restaurato

di Redazione

coro

Appuntamento sabato 26 aprile a Laigueglia per scoprire e celebrare il grande cartelame detto “Sepolcro istoriato”, esposto dalla Domenica delle Palme e visibile a pubblico e fedeli negli orari di apertura della Chiesa, dalle 7.30 alle 19. L’immensa opera, che raggiunge i 16 metri di altezza, è considerata il più il importante cartelame di tutto il Ponente Ligure ed è il più grande interamente conservato al mondo.

La giornata inizierà alle 15.30 con una visita illustrata alla Chiesa e al cartelame che, grazie all’interessamento della Sovrintendenza per i beni artistici e culturali della Liguria e al supporto di Fondazione Carige, è stato recentemente restaurato ed esposto nel 2013 al Palazzo Ducale di Genova. L’allestimento di Laigueglia si propone non solo di offrire a chi vorrà visitare la Chiesa uno spettacolo imponente e maestoso, ma di celebrare così il centenario dall’ultima esposizione completa dell’opera, avvenuta esattamente un secolo fa, nel 1914.

Alle ore 21, invece, il coro e l’orchestra dell’Istituto Diocesano di Musica Sacra presenteranno il Concerto Inaugurale per l’esposizione del cartelame, con musiche di W.A. Mozart (Spatzenmesse K 220) e A. Vivaldi (Gloria RV 589). Il concerto vedrà la partecipazione del soprano Mirella Di Vita, del mezzosoprano Paola Pittaluga, del tenore Raffaele Feo e del basso Stefano Marchisio, il coro sarà diretto da Don Danilo Galliani.

L’editore genovese Sagep ha da poco pubblicato il volume “I cartelami di Laigueglia”, che racconta la storia di questo raro e prezioso esempio di arte popolare, imponente per dimensioni e complessità scenografica Il volume sarà disponibile presso la chiesa di san Matteo in occasione degli eventi del prossimo 26 aprile.

L’attuale allestimento del cartelame è stato possibile grazie alla collaborazione di numerosi sponsor ed è patrocinato dal Comune di Laigueglia, cittadina riconosciuta tra i Borghi più belli d’Italia.

Qualche informazione sui cartelami di Laigueglia

Esempi di arte popolare e devozione realizzati in occasione dell’Adorazione delle Quarantore e dei cosiddetti Sepolcri della Settimana Santa, i cartelami si contraddistinguono per il loro carattere effimero, dovuto alla costruzione in legno, latta, cartone e materiali poveri di facile deperimento. Questi apparati, che in alcuni casi raggiungono anche dimensioni sorprendenti e la complessità scenografica di veri e propri teatri costruiti con intento prospettico, hanno visto una forte diffusione nel Ponente ligure e nei territori attigui tra la fine del XVI secolo e i primi decenni del XIX. Il grandioso teatro di Laigueglia, le cui ragguardevoli dimensioni ricoprono un’intera cappella, testimonia un progressivo sviluppo nella costruzione dei cartelami, fattisi via via più complessi per risultare realmente spettacolari e donare forti impatti emotivi capaci di meravigliare i fedeli raccolti in preghiera e consolidarne il legame con la Chiesa. Questo autentico “teatro sacro”, definito dagli studiosi “Sepolcro istoriato di Laigueglia”, è composto da boccascena, quinte e fondale e nonostante le dimensioni colossali è interamente smontabile.
Altra particolarità dell’allestimento custodito nella chiesa di san Matteo è la sua straordinaria conservazione che, dopo il restauro, ha permesso di recuperare a pieno un’opera rara e preziosa per testimonianza storica e culturale. Molti dei cartelami devozionali sono infatti andati perduti a causa del loro carattere effimero che li ha sottoposti a un rapido degrado, mentre altri sono stati oggetti di sorprendenti ritrovamenti in oratori e magazzini.
Esempi di creatività, cura e fatica, queste opere identificano una fede semplice ed essenziale ma al contempo ricca e densa di espressività, fattori che ne hanno incentivato l’importante recupero e restauro. Non solo un’operazione storico-artistica, quindi, ma un doveroso omaggio agli artigiani che hanno creato questi tesori quasi due secoli fa, testimoni di una generosa fedeltà, dedizione e affidamento, pietà popolare e comunione.

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