Attualità, Il Ritorno del "Feroce Saladino", Politica — 14 giugno 2013 alle 01:44

La gestione del “potere” nel Partito Democratico imperiese

Se pensate che la gestione del potere ad Imperia sia stata e sia tuttora una prerogativa della famiglia Scajola,vi sbagliate. È vero, prima Ferdinando, poi i figli Alessandro e Claudio hanno ricoperto la carica di sindaco della città di Imperia e non solo. Claudio è stato anche Ministro, Alessandro “solo” Parlamentare. Infine c’è Marco, figlio di Alessandro, ex vice-sindaco ed […]

di Gabriele Piccardo

presentazione pd capacci (93)

Se pensate che la gestione del potere ad Imperia sia stata e sia tuttora una prerogativa della famiglia Scajola,vi sbagliate. È vero, prima Ferdinando, poi i figli Alessandro e Claudio hanno ricoperto la carica di sindaco della città di Imperia e non solo. Claudio è stato anche Ministro, Alessandro “solo” Parlamentare. Infine c’è Marco, figlio di Alessandro, ex vice-sindaco ed ora consigliere regionale del Pdl. Ma dall’altra parte? Chi comanda nel Partito Democratico? Si sono fatte mille analisi relative a quest’ultima tornata elettorale ma nessuno ha messo l’accento sul Partito Democratico e sul ruolo che hanno avuto le donne candidate appartenenti alle 3 famiglie che di fatto hanno in mano il PD imperiese.
Partiamo dalla donna più votata in assoluto: Enrica Chiarini (337 preferenze ,27 anni, assistente sociale), nipote di Giovanni e Sergio Barbagallo rispettivamente assessore regionale all’agricoltura e consigliere provinciale del Pd. Alle scorse elezioni comunali (2009) la famiglia Barbagallo aveva fatto confluire i voti in favore di Sergio, eletto poi consigliere. Soltanto un anno dopo (nel 2010), sempre Sergio, è candidato alla carica di consigliere provinciale e neanche a dirlo viene eletto. Da qui la scelta di abbandonare il consiglio comunale per dedicarsi alla nuova carica più prestigiosa. Ma la famiglia Barbagallo, questa volta, ha puntato su altri due “cavalli”: oltre alla giovane Enrica, in quota Barbagallo sono rientrati Fiorenzo Marino e Franco Borzone, che non sarebbero parenti diretti a quanto ne sappiamo. Marino, secondo dei non eletti, farà certamente parte del neo consiglio comunale e non si esclude che il suo nome possa essere preso in considerazione da Capacci come possibile assessore.
A sole 16 preferenze di distacco troviamo Gianfranca Mezzera (321 preferenze, 62 anni, commercialista), consorte del consigliere provinciale del Pd, Fulvio Vassallo. Quest’ultimo ha ricoperto numerosi ruoli politici e derivati dalla politica ma soprattutto è noto nell’ambiente come il politico che più volte si è candidato, insomma, un abitué della candidatura. La Mezzera, secondo alcuni “rumors” sarebbe in ballottaggio con la collega Valeria Canetti per l’assessorato ai servizi sociali ma anche per quello al bilancio.
Non poteva mancare una Canetti in consiglio o in giunta. Valeria Canetti (268 preferenze, 47 anni, neuropsicometrista) figlia dell’ex Senatore Nedo Canetti e sorella dell’ex consigliere comunale Silvio Canetti, noto a questo ufficio con il nome di “consigliere silenzioso”. Silvio si sarebbe rifiutato di candidarsi per la sua contrarietà all’alleanza PD-LABORATORIO di Paolo Strescino ma lo scorso 11 giugno è stato segnalato in prossimità del point elettorale di Capacci in atteggiamenti festosi. I bookmakers inglesi danno quasi per certa la nomina di Valeria Canetti alla carica di assessore ai servizi sociali.
A dire il vero le famiglie sono 4, ma Giuseppe (detto Pino) De Bonis ha ben poco di femminile. Anche l’ex consigliere comunale (263 preferenze, 51 anni, assicuratore), fratello di Antonio De Bonis, sarà della partita. Il fratello Antonio, ex consigliere comunale e ora dirigente del Pd si candidò alle primarie, perdendo, contro Paolo Verda in occasione delle scorse elezioni amministrative. Il nome di Pino De Bonis non circola negli ambienti dove si parla dei possibili assessori ma il nome di Antonio ricorre spesso.
Escludendo i voti di Fiorenzo Marino che non sono totalmente alla famiglia Barbagallo, i candidati appartenenti a queste 4 famiglie circa il 34% dei voti espressi in favore del Partito Democratico. A contenere lo strapotere elettorale in termini di preferenze ci ha pensato Giuseppe Zagarella, il più votato del Pd con 450 voti. Zagarella che sarà vice sindaco e assessore ai lavori pubblici in campagna elettorale ha potuto anch’esso contare sull’appoggio di una parte di una famiglia in vista di Imperia, quella dei De Michelis.