Attualità, Home — 21 maggio 2014 alle 19:22

PORTO IMPERIA SPA. RANISE (FI): “C’È CHI HA SEMPRE REMATO CONTRO, TIFANDO PER IL FALLIMENTO. NESSUNO ORA SPECULI”

“Pensiamo sia doveroso, e lo facciamo convintamente, ringraziare il dr. Argirò per l’opera svolta
in questo periodo, con abnegazione e indubbie capacità operative, anche se purtroppo ormai rese vane”

di Redazione

Antonello Ranise

Forza Italia, attraverso il coordinatore cittadino Antonello Ranise, ha preso posizione in merito al fallimento della Porto di Imperia SPA.

“La notizia del fallimento della Porto Imperia Spa è anzitutto un problema di estrema gravità per la tutta la città, su cui nessuno deve speculare, e per il Comune che si troverà presumibilmente a gestire una situazione già di per sé complicatissima e per giunta aggravata dall’inevitabile contenzioso con i proprietari dei posti barca. Ricordiamo, se ancora ce ne fosse bisogno, che i diportisti non sono dei paperoni milionari, ma appassionati di nautica che hanno investito parte dei propri risparmi nella scommessa di uno sviluppo turistico di Imperia, scommessa che riteniamo ancora valida, e forse l’unica ancora percorribile, per il futuro della nostra città“.

Anche noi, come il consigliere Fossati e come d’altra parte qualunque persona di buon senso, riteniamo che a questo punto sia necessario rimboccarsi le maniche e traghettare una congiuntura delicatissima e drammatica verso una soluzione il più indolore possibile. Non faremo mancare, come Partito e come gruppo consiliare, il nostro apporto costruttivo per vagliare ogni possibile soluzione. Pensiamo sia doveroso, e lo facciamo convintamente, ringraziare il dr. Argirò per l’opera svolta in questo periodo, con abnegazione e indubbie capacità operative, anche se purtroppo ormai rese vane. E’ evidente a tutti, peraltro, che c’è chi ha sempre remato contro ogni soluzione concordataria, “tifando” (e non da oggi), per il fallimento della Porto Imperia Spa. Tale soluzione rappresenta a nostro avviso un cinico “tanto peggio tanto meglio”, che avrà conseguenze drammatiche per il tessuto sociale della città, già duramente provato dalla crisi congiunturale, cui si assomma quella locale (vedi caso Agnesi, e non solo)”.

La sentenza del Tribunale parla di “esercizio provvisorio”, e almeno questa, temporaneamente, può essere considerata una soluzione “ponte” che evita la catastrofe. Aspettiamo di conoscere meglio la documentazione nel dettaglio. Certamente non si possono sottacere le responsabilità della precedente gestione della società, né la mancanza di incisività dell’attuale amministrazione comunale, né la malcelata soddisfazione di chi da sempre remato contro una soluzione di salvataggio della società, che avrebbe rappresentato una via d’uscita ragionevole nell’esclusivo interesse della città”.