Cronaca, Entroterra, Home, Imperia — 16 ottobre 2013 alle 10:03

DUECENTO CASE A RISCHIO DEMOLIZIONE – La Procura di Imperia chiede l’esecuzione di ingiunzioni risalenti a dieci anni fa

Il passato torna sempre e questa volta lo ha fatto sotto forma di circa 200 fascicoli che hanno invaso le scrivanie dei funzionari dell’ufficio contenziosi del settore urbanistica del comune di Imperia. Si tratta di pratiche risalenti a oltre una decina di anni fa riguardanti abusi edilizi contestati dagli uffici comunali e portati davanti al Tar dai singoli proprietari per […]

di Gabriele Piccardo

imageIl passato torna sempre e questa volta lo ha fatto sotto forma di circa 200 fascicoli che hanno invaso le scrivanie dei funzionari dell’ufficio contenziosi del settore urbanistica del comune di Imperia.
Si tratta di pratiche risalenti a oltre una decina di anni fa riguardanti abusi edilizi contestati dagli uffici comunali e portati davanti al Tar dai singoli proprietari per evitare l’esecuzione dell’ingiunzione di demolizione chiesta dalla Procura della Repubblica di Imperia. Dopo la sospensiva del provvedimento concessa dal Tribunale Amministrativo Ligure, i proprietari della case hanno abbandonato l’iter giudiziario sino a che, qualche settimana fa, il Tribunale ha archiviato le pratiche. Così facendo sono tornati in essere gli originari provvedimenti di demolizione e di ripristino dei luoghi.

Il motivo dell’abbandono dell’iter giudiziario potrebbe essere stata la possibilità da parte di alcuni proprietari di accedere ai condoni edilizi oppure la consapevolezza di non poter impugnare per lungo tempo la causa legale anche per motivi di ordine economico. La Procura della Repubblica di Imperia ha dunque chiesto l’esecuzione dei provvedimenti adottati in passato dando l’incombenza al Comune di effettuare le verifiche delle pratiche in oggetto.

Bisogna, infatti, che i tecnici del Comune si adoperino per controllare, caso per caso, se si tratta di un abuso edilizio totale (la costruzione di un’intera casa) oppure un ampliamento dell’immobile o ancora la costruzione di una tettoia, per fare alcuni esempi. Una volta effettuata questa verifica, se l’immobile o l’ampliamento dello stesso, non sono stati demoliti o regolamentati tramite i condoni, il tutto diventerà di proprietà del Comune. Nelle prossime settimane, dunque, potrebbero iniziare i primi espropri e le prime, ovvie, contestazioni di piazza.

Gabriele Piccardo e Selena Marvaldi
16.10.2013 ore 12.01
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