Home, Politica — 19 ottobre 2013 alle 11:31

CARLA NATTERO: lettera aperta alla Commissione Toponomastica

“Ho visto che recentemente è stata eletta dal Consiglio Comunale la nuova Commissione Toponomastica. Vorrei rivolgermi con questa lettera aperta a tutti i suoi componenti per portare alla loro attenzione una proposta che da anni è stata avanzata da esponenti della Resistenza imperiese, successivamente è stata anche approvata dalla precedente Commissione Toponomastica, ma non è stata mai  realizzata. Mi riferisco […]

di Redazione

carla nattero

Ho visto che recentemente è stata eletta dal Consiglio Comunale la nuova Commissione Toponomastica.

Vorrei rivolgermi con questa lettera aperta a tutti i suoi componenti per portare alla loro attenzione una proposta che da anni è stata avanzata da esponenti della Resistenza imperiese, successivamente è stata anche approvata dalla precedente Commissione Toponomastica, ma non è stata mai  realizzata.

Mi riferisco alla lapide commemorativa da porre lungo i portici di Calata Cuneo in ricordo dei partigiani della Divisione SAP “Giacinto Menotti Serrati”. Questi patrioti –di cui voglio qui ricordare i nomi: Giuseppe Garibaldi, Carlo Natta, “Quam” Aicardi, Roberto Amadeo, Giacomo Spinelli, Giovanni Tocco, Pietro Natta, Giovanni Acquarone, Domenico Persico-  hanno operato per impedire che i nazisti in ritirata facessero brillare le mine già collocate nel porto di Oneglia, distruggendo sicuramente il porto.

E’ un episodio poco conosciuto della Resistenza imperiese, ma non è certo un fatto inusuale: moltissimi porti italiani sono stati salvati dai partigiani, dai resistenti che operavano nelle città. In forma diversa- attraverso una trattativa condotta dai rappresentanti del CLN-  è accaduto anche nell’altro porto di Imperia, a Porto Maurizio.

L’azione dei sappisti a Oneglia è da mettere in rilievo perché è stata fatta soprattutto da pescatori e camalli che, con un’impresa coraggiosa e intelligente, sono riusciti a difendere con successo un luogo in cui si riconoscevano profondamente, il teatro della loro vita e delle loro fatiche.

Non so quali siano i motivi del no sostanziale, anche se mai esplicito, espresso dai sindaci coinvolti nel passato, Sappa e Strescino.

L’episodio è storicamente fondato e documentato, come risulta dalle testimonianze e dagli archivi ufficiali dell’ Istituto Storico della Resistenza, non si tratta di una leggenda. Non è neppure né in alternativa né in contraddizione con il ruolo che hanno avuto  i marinai del porto, il cui valore è già stato ricordato nella lapide posta sulla torretta della Capitaneria alla Spianata.

Per questi motivi vorrei sollecitare la nuova  Commissione a riprendere in mano la documentazione. Perché mi sembra giusto che, nel 90° anniversario della città di Imperia,  sia degnamente ricordato un episodio finora trascurato della Resistenza, una delle epoche più importanti e più gloriose della storia della nostra città.

L’episodio va anche  ricordato perché questo gruppo di sappisti ha rischiato la vita per lasciare alle giovani generazioni intatto il porto di Oneglia. Che mi auguro possa ritornare a essere, com’era nella appassionata convinzione di quegli uomini, una risorsa essenziale per il lavoro e per il futuro di Imperia“.

Carla Nattero