Dal mondo — 23 ottobre 2013 alle 18:31

STANZIATI 490 MILIONI DI EURO PER LA CULTURA – Verso l’Italia del Turismo Culturale del Ministro Bray

Lo Stato Italiano ha deciso di investire nuovamente nella cultura. In un momento economico cruciale come quello di oggi si intravede uno spiraglio di luce per una delle maggiori risorse italiane, la cultura, che forse dopo anni di tagli riceverà fondi adeguati. Lo ha reso noto, come si legge in una nota dell’Ansa, il Senatore Andrea Marcucci (Pd), presidente della […]

di Redazione

Ministro Bray
Lo Stato Italiano ha deciso di investire nuovamente nella cultura. In un momento economico cruciale come quello di oggi si intravede uno spiraglio di luce per una delle maggiori risorse italiane, la cultura, che forse dopo anni di tagli riceverà fondi adeguati.
Lo ha reso noto, come si legge in una nota dell’Ansa, il Senatore Andrea Marcucci (Pd), presidente della commissione cultura a Palazzo Madama.

“Dalla legge di stabilità, arrivano buone notizie per la cultura. Il Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo) aumenta di oltre 20 milioni di euro, passando da circa 390 a 411 milioni di euro, così come gli stanziamenti per le istituzioni culturali che vanno dai 9 ai 14 milioni. Previsto anche un fondo di 65 milioni di euro per interventi di tutela. Il governo ha mantenuto gli impegni. Ora è compito del Parlamento rafforzare questa scelta e renderla stabile anche per il 2015 ed il 2016″.

A promuovere l’investimento di nuovi ingenti fondi nella cultura è stato il Ministro dei Beni e delle attività culturali e del Turismo Massimo Bray che, in questo modo, ha suggellato definitivamente e formalmente il legame tra l’Italia,la cultura ed il Turismo.
“Occorre infatti che la specificità di ciascun bene culturale assuma il proprio ruolo – si legge proprio in un recente articolo di Bray pubblicato sull’Huffington Post – e travalichi l’occasionalità del momento. Ossia che il turismo in quanto tale non fagociti i beni culturali in una onnivora bulimia, ma che, al contrario, esso possa essere scandito e distillato dall’insieme dei valori del nostro patrimonio culturale. In altre parole che il turismo non sia necessariamente l’ennesima manifestazione del consumismo e dell’omologazione universale, ma riesca a diventare un momento di liberazione personale e di incontro sociale.”

Isabella Ippolito
isabella.ippolito@gmail.com