Entroterra, Home — 24 ottobre 2013 alle 07:51

VILLETTE ABUSIVE DOLCEDO. SUL DAILY MAIL LA STORIA DEI CONIUGI CROSSAN – “Se potessi venderei la casa e non tornerei mai più”

La vicenda relativa alle decine di villette abusive ubicate a Dolcedo e finite nel mirino della Procura della Repubblica, che ha aperto un fascicolo per lottizzazione abusiva, non contribuisce certamente a migliorare l’immagine dell’Italia all’estero. L’ennesima dimostrazione arriva dalle pagine del Daily Mail. Sulla versione online del rinomato quotidiano britannico, infatti, campeggia una lunga intervista ai coniugi Crossan, Brendan e […]

di Mattia Mangraviti

Villette Dolcedo

La vicenda relativa alle decine di villette abusive ubicate a Dolcedo e finite nel mirino della Procura della Repubblica, che ha aperto un fascicolo per lottizzazione abusiva, non contribuisce certamente a migliorare l’immagine dell’Italia all’estero. L’ennesima dimostrazione arriva dalle pagine del Daily Mail. Sulla versione online del rinomato quotidiano britannico, infatti, campeggia una lunga intervista ai coniugi Crossan, Brendan e Jane, proprietari di una delle villette considerate abusive dagli inquirenti.
“Famiglia inglese obbligata a vendere la propria casa, del valore di 250 mila sterline, dopo che le autorità italiane l’hanno sequestrata in quanto costruita illegalmente su un terreno agricolo”. Questo il titolo dell’articolo pubblicato ieri, martedì 22 ottobre.
Dal servizio realizzato proprio a Dolcedo da un inviato dl quotidiano inglese, si evince che i coniugi Crossam si sono trasferiti a Dolcedo nel 2006, acquistando un college “dove pensavano di trascorrere le vacanze con i tre figli”.
Brendan e Jane raccontano che, dopo anni di battaglie legali, la loro casa è stata sequestrata dalla Polizia che ha dato loro 60 giorni di tempo per lasciare l’abitazione. I due coniugi hanno dovuto cedere la loro casa in Inghilterra in quanto costretti a pagare 20 mila sterline di spese legali e in quanto preoccupati di non poter concludere il pagamento del mutuo per il rischio di incorrere in una ingente condanna pecuniaria in Italia.
Brendan e Jane ricostruiscono anche la storia dell’acquisto della casa a Dolcedo. “Stavamo visionando diversi annunci su alcuni giornali per case sia in Italia che in Francia, ma le case francesi risultavano molto più care. Arrivati a Dolcedo, appena ci siamo affacciati sul terrazzo abbiamo guardato il panorama e abbiamo capito che quella sarebbe diventata la nostra casa. La casa, la posizione, la vista, con mio marito ci siamo guardati e abbiamo detto ‘è questa’”.
Due anni fa la coppia inglese ha ricevuto una mail dal precedente proprietario che li invitava a dotarsi immediatamente di un avvocato in quanto la loro casa risultava abusiva.
“E’ tutto molto ingiusto – raccontano i coniugi inglesi – Non siamo noi ad aver costruito le case, le abbiamo acquistate in buona fede”.
La signora Crossan continua ad amare l’Italia, ma prova “un senso di dolore che si prova quando un amore ci lascia”. Diverso il discorso per il marito Brendan: “Se avessi la possibilità venderei la casa e non tornerei mai più”.
Nell’articolo del Daily Mail si legge anche che “incredibilmente il Sindaco e il Consiglio Comunale di Dolcedo che autorizzarono la costruzione delle case, non andranno incontro a nessuna conseguenza in quanto il reato è ormai andato in prescrizione”.
La chiusura del servizio è dedicata a Barbara Gibellini, portavoce della protesta dei proprietari della case di Dolcedo. “La cosa peggiore è che a pagare sono coloro che sono vittime di questa situazione – racconta Barbara – Tutti noi che abbiamo comprato le case le abbiamo comprate su terre abbandonate da anni. Noi le abbiamo coltivate. Io ho 15 piante di olive da cui faccio l’olio”.