Cronaca, Cultura e manifestazioni — 26 ottobre 2013 alle 12:54

DAMS DI IMPERIA AL FESTIVAL DELLA SCIENZA: tre studenti presenteranno un documentario su Giulio Natta

Il DAMS di Imperia al Festival della scienza con un documentario dedicato al cinquantenario del premio Nobel a Giulio Natta (unico italiano a averlo ricevuto per la chimica), all’ambiguità della sua invenzione che, usata sconsideratamente, ha provocato danni all’ecosistema mondiale e infine alla città in cui è nato, che ha amato, dove è tornato spesso. “L’uomo che inventò il materiale […]

di Selena Marvaldi

giulio nattaIl DAMS di Imperia al Festival della scienza con un documentario dedicato al cinquantenario del premio Nobel a Giulio Natta (unico italiano a averlo ricevuto per la chimica), all’ambiguità della sua invenzione che, usata sconsideratamente, ha provocato danni all’ecosistema mondiale e infine alla città in cui è nato, che ha amato, dove è tornato spesso.

L’uomo che inventò il materiale che Dio si era dimenticato di creare, ovvero le disavventure della bellezza – Giulio Natta, la sua invenzione, la sua città ieri e oggi“. Questo è il titolo del lavoro di tre allievi del DAMS: Giuliana Checa, Fabio Zenoardo e Matteo Bonino che verrà proiettato il 29 ottobre alle 11 all’Accademia Ligure di Scienze e Lettere (Palazzo Ducale – P.zza Matteotti 5) nel corso del Festival della scienza dedicato alla bellezza.

La figura di Giulio Natta, l’inventore della plastica, premio Nobel per la chimica esattamente 50 anni fa, si costruisce, forma e descrive attraverso la sua città e il contesto socio culturale in cui è cresciuto. La bellezza della plastica, gli innumerevoli pregi che paradossalmente l’hanno trasformata in un problema cosmico, si incrociano indissolubilmente con le avventure e le disavventure di Imperia, dove è nato e vissuto sino agli studi universitari, quasi una piccola ma significativa metafora della storia nazionale.

Questa è la storia che verrà raccontata da alcuni cervelli in fuga o stanziali: intellettuali e menti creative affronteranno i diversi argomenti da punti di vista personali -quelli attinenti al loro lavoro- e, non è cosa del tutto sorprendente, quasi sempre giungeranno alle stesse conclusioni. Ma ognuno ha avventure diverse da narrare: Emilio Audissino, regista e ricercatore universitario parlerà con l’occhio della camera della città nel cinema; Giovanni Berio accennerà alla bellezza con l’occhio dell’artista; Giuseppe Conte darà voce alla poesia, nella plastica, nella città, quella c’era, quella che c’è e quella che non c’è più; Giovanni Doria Miglietta, pianista, si esprimerà con la musica e scarne parole; Marco Ferreri illustrerà i pregi della plastica plasmata dall’occhio e la matita del designer, il paesaggio esaminato dallo sguardo dell’architetto; Barbara Panelli, scrittrice e fotografa ripercorrerà la storia della città attraverso i reperti di archeologia industriale disseminati un po’ ovunque; Enrico Semeria racconterà Imperia a chi non la conosce, con la voce dell’urbanista e dello studioso; Stefano Senardi, uomo di musica e creatore di eventi, proporrà un punto di vista originale: i dischi, le copertine e l’arte, la relazione di un cervello in fuga con la sua città; Antonella Viale, giornalista e critica letteraria illustrerà il contesto: Natta nella sua città, nel suo ambiente ricco di iniziative imprenditoriali quanto di cultura.

Ognuno degli intervistati dirà la sua sul nuovo porto, che sembra già pronto a affondare. Quest’ultimo è un argomento che si presta bene all’analisi dei diversi concetti di bellezza e dei modi in cui intellettuali e artisti la percepiscono.