Home, Politica — 9 novembre 2013 alle 20:22

IL PENSIERO DI SEL SULLA CRISI DELL’AGNESI – “Vergognoso mettere sullo stesso tavolo speculazione edilizia e sopravvivenza dello stabilimento”.

. “Vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai lavoratori del Molino Agnesi messi in esubero dal proprietario Colussi. A scrivere è il circolo cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà. “La nostra preoccupazione è grande perché temiamo che la chiusura del reparto più direttamente produttivo dello stabilimento sia il segnale del primo smottamento di una frana che porterà alla chiusura dell’intera azienda, dando un colpo gravissimo all’economia e alla occupazione […]

di Gabriele Piccardo

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“Vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai lavoratori del Molino Agnesi messi in esubero dal proprietario Colussi.

A scrivere è il circolo cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà. “La nostra preoccupazione è grande perché temiamo che la chiusura del reparto più direttamente produttivo dello stabilimento sia il segnale del primo smottamento di una frana che porterà alla chiusura dell’intera azienda, dando un colpo gravissimo all’economia e alla occupazione cittadina.

Riteniamo che la chiusura del Molino si spieghi solo in parte con la specificità della crisi attuale.

Le ragioni sono da ricercare più lontano, in primo luogo nella mancanza da anni di un piano industriale da parte del management della proprietà, ma anche nella scelta, sempre confermata negli anni, dai gruppi dirigenti locali sia politici che economici, di  non offrire prospettive al presidio produttivo dell’agroalimentare, inseguendo unicamente i profitti della speculazione edilizia. L’abbandono al proprio destino del porto commerciale nel bacino di Oneglia (che poteva e doveva essere al servizio dell’agroalimentare) è un esempio evidente della politica sbagliata, legata soltanto alla rendita speculativa, perseguita dalla destra scajolana.

Tutta la città, in ognuna delle sue articolazioni politiche e sociali, ora si deve stringere intorno ai lavoratori dell’Agnesi,favorendo tutte le scelte nel campo produttivo che possano facilitare la ripresa degli investimenti e il mantenimento dell’attività dello stabilimento nella sua interezza. Lo dobbiamo fare con grande determinazione ma anche con consapevolezza della difficoltà della situazione.

Pensiamo invece che non sia accettabile mettere vergognosamente sullo stesso tavolo speculazione edilizia e sopravvivenza dello stabilimento.

Con il progetto Porta del Mare il Comune ha riconosciuto molto generosamente qualche anno fa a Colussi le enormi possibilità edificative delle antiche Ferriere, ha dato l’autorizzazione alla costruzione di enorme polo residenziale-turistico sul mare, non ricevendo peraltro nessuna assicurazione ufficiale sul terreno dello sviluppo produttivo .

Non è opportuno continuare su questa strada perché è una via senza uscita: la città ne avrebbe delle ricadute negative senza ottenere,come già è successo, nessuna reale assicurazione sul futuro dell’Agnesi. Al contrario il rischio è che la proprietà vada avanti e la prossima richiesta di Colussisia quella di tramutare in residenziale l’attuale volume dello stabilimento Agnesi, segnando la fine di un’attività fondamentale per la città”.