Home, Politica — 16 novembre 2013 alle 09:58

MENSE AI PRIVATI – IMPERIA BENE COMUNE: “AL PD SONO BASTATI UN ANNO E MEZZO E TRE POLTRONE PER RINNEGARE GLI IMPEGNI ASSUNTI CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE”

Non si placano i commenti e le polemiche a seguito della decisione dell’amministrazione Capacci di privatizzare il servizio di refezione scolastica nelle scuole imperiesi. Dopo l’intervento di Imperia Riparte e di Rifondazione Comunista anche il gruppo consiliare “Imperia Bene Comune” interviene duramente sulla vicenda. “Erano anni – scrivono Gianfranco Grosso e Mauro Servalli –  che il centrodestra imperiese tentava l’operazione […]

di Gabriele Piccardo

SERVALLI grossoNon si placano i commenti e le polemiche a seguito della decisione dell’amministrazione Capacci di privatizzare il servizio di refezione scolastica nelle scuole imperiesi. Dopo l’intervento di Imperia Riparte e di Rifondazione Comunista anche il gruppo consiliare “Imperia Bene Comune” interviene duramente sulla vicenda.

“Erano anni - scrivono Gianfranco Grosso e Mauro Servalli –  che il centrodestra imperiese tentava l’operazione di privatizzare le mense scolastiche, senza fortunatamente avere la forza e il coraggio di effettuare una scelta così impopolare e pregiudizievole della qualità di un servizio fondamentale. L’ultima volta ci aveva provato l’allora Sindaco Strescino, scatenando le ire dei genitori, giustamente convinti che la privatizzazione equivale a un aumento dei costi e una diminuzione della qualità, e dell’opposizione, che si mosse unitariamente promuovendo una petizione che raccolse centinaia di firme.

Ora, non sono serviti neanche sei mesi alla nuova Amministrazione che si sfregia del titolo progressista per portare avanti quel disegno che rischia di mettere in ginocchio un servizio già pesantemente colpito dalle precedenti scelte amministrative e dai tagli che ne hanno aumentato drasticamente il costo. Ancora una volta senza sentire la necessità di un dibattito pubblico, con una conferenza stampa dal piglio asciutto e decisionista, il Sindaco-imprenditore e l’assessore del PD hanno improvvisamente annunciato l’inaspettata decisione. Una nuova dimostrazione, dopo gli aumenti dei buoni pasto e dei servizi scolastici aggiuntivi, di quanto questa maggioranza sia lontana dalle esigenze sociali della città e della scuola in particolare. Una nuova giravolta da parte del PD che da quando è salito in Giunta stravolge l’ennesima posizione tenuta durante gli anni di opposizione al centrodestra. Era dicembre 2011 quando una delegazione dell’allora opposizione, tra cui l’attuale capogruppo Montanari, portava al Sindaco la petizione con cui si chiedeva di non privatizzare la Seris e il servizio mensa. Evidentemente, sono bastati un anno e mezzo e tre poltrone per rinnegare gli impegni assunti allora.

Noi eravamo e restiamo contrari alla privatizzazione del servizio mense perché riteniamo che la rinuncia a un settore strategico e delicato come questo rappresenta una perdita per il patrimonio pubblico di cui faranno le spese i giovani utenti e i lavoratori. E’ chiaro, infatti, che un’azienda privata mirerà alla realizzazione di profitti più che sulla qualità del servizio, abbassandone inevitabilmente il livello e aumentandone il costo.

Troppe sono le incognite di un’operazione come questa: la messa in discussione del numero di mense, la maggiore attenzione all’economicità dei prodotti a scapito della qualità, l’aumento delle tariffe, oltre che a minore impiego e condizioni di lavoro peggiori. Non è questa un’analisi che vuole vedere nero a tutti i costi, ma l’insegnamento che le esperienze di privatizzazione nel nostro Paese hanno sempre portato a un abbassamento dei servizi erogati. C’è inoltre l’aspetto dei servizi educativi (doposcuola, sostegno), verranno privatizzati anche loro?

Noi crediamo, al contrario, che ci siano i margini per ricondurre sotto una gestione direttamente comunale almeno la parte centrale del servizio, garantendo una qualità elevata del servizio e una stabilità di lavoro.

Ci auguriamo che, su una decisione fondamentale per il futuro del servizio, l’Amministrazione si prenda tempi e modi diversi rispetto ad una conferenza stampa per confrontarsi con le forze politiche e le parti sociali”.  

 
 
 
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