Attualità — 19 novembre 2013 alle 20:28

PROCESSO PORTO TURISTICO. “MORASSO, CALTAGIRONE E QUELLA BOCCETTA DI VALIUM” – La deposizione di Corrado Guidoni

Nel corso dell’udienza del processo relativo al porto turistico di Imperia in programma questa mattina presso il Tribunale di Torino, sono stati sentiti due collaboratori dello studio Morasso. L’architetto Morasso era stato investito dall’Acquamare del ruolo di direttore dei lavori. Il primo collaboratore (chiamato a testimoniare dai difensori di Morasso) a rispondere alle domande è stato Corrado Guidoni. LA DEPOSIZIONE […]

di Mattia Mangraviti

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Nel corso dell’udienza del processo relativo al porto turistico di Imperia in programma questa mattina presso il Tribunale di Torino, sono stati sentiti due collaboratori dello studio Morasso. L’architetto Morasso era stato investito dall’Acquamare del ruolo di direttore dei lavori. Il primo collaboratore (chiamato a testimoniare dai difensori di Morasso) a rispondere alle domande è stato Corrado Guidoni.

LA DEPOSIZIONE DI CORRADO GUIDONI

Caltagirone non era contento di alcune scelte progettuali. I rapporti con Morasso erano molto tesi. L’architetto Morasso era molto stressato. Ricordo che un giorno, di ritorno da Imperia in macchina, si bevve addirittura una boccetta di valium. L’episodio che fece traboccare il vaso fu lo spostamento di tutta la documentazione dalla baracca di cantiere. La porta della baracca fu forzata. I rapporti tra Morasso e Caltagirone si inasprirono molto nell’estate del 2010. Nel corso della nostra attività venne meno il supporto di tecnici fondamentali. Ad esempio non era presente uno strutturista che potesse integrare i nostri disegni. Signorelli, infatti, interruppe il rapporto con Acquamare. Lo studio Morasso iniziò ad avere grossi problemi. Ci fu una riduzione di collaboratori. Io ho lasciato nel 2011. Non era possibile proseguire. Non c’erano più le condizioni, ne economiche ne umane. Ho poi saputo da alcuni colleghi che lo studio Morasso ha chiuso nel 2012. Ho sentito poche volte Morasso al telefono. Sono che ha abbandonato la propria attività professionale. L’ultima volta che l’ho visto mi è sembrato ancora più stressato”.

Impiantisti e strutturisti cambiavano in continuazione. Signorelli cessò la propria collaborazione per i mancati pagamenti. Credo ci sia in piedi ancora un contenzioso. Signorelli lasciò nel 2008 mi pare. Da quel momento mancò un interlocutore e il nostro lavoro, come studio, si fece molto più difficoltoso. Altri professionisti realizzarono una relazione sulle linee guida da seguire per sviluppare il progetto impiantistico. Mi dissero di non essere mai stati pagati. Le opere a mare furono realizzate diversamente dal progetto? Che io sappia no. Ci fu solo qualche adattamento sotto il profilo cantieristico. Caltagirone interferiva con richieste di variazione presentate a Morasso che, a sua volta, non era per nulla contento della continue modifiche al progetto. Progetto che fu ridiscusso radicalmente per quanto concerne le opere a terra. Difficoltà nei pagamenti delle ditte esecutrici dei lavori? Si. So ad esempio che la Metroquadro non venne pagata per i lavori del molo San Lazzaro e del molo lungo”.