Entroterra, Home — 21 novembre 2013 alle 15:17

PROVINCIA CONTRO LA SOSPENSIONE DELLA CACCIA. ALBERTI: “Una cosa indecente. I cacciatori sono i veri ambientalisti” /VIDEO E FOTO

La Provincia di Imperia ha convocato questa mattina una conferenza stampa per esprimere il proprio disappunto in merito alla decisione, da parte del Consiglio di Stato, di sospendere la caccia. Oltre agli assessori Paolo Leuzzi e Alberto Bellotti, erano presenti anche dei consiglieri provinciali “cacciatori” e presidenti della Prima e Seconda Commissione GianStefano Orengo e Angelo Alberti. INTERVENTO PAOLO LEUZZI […]

di Mattia Mangraviti

Da sinistra GianStefano Orengo e Alberto Alberti

La Provincia di Imperia ha convocato questa mattina una conferenza stampa per esprimere il proprio disappunto in merito alla decisione, da parte del Consiglio di Stato, di sospendere la caccia. Oltre agli assessori Paolo Leuzzi e Alberto Bellotti, erano presenti anche dei consiglieri provinciali “cacciatori” e presidenti della Prima e Seconda Commissione GianStefano Orengo e Angelo Alberti.

INTERVENTO PAOLO LEUZZI

“Vogliamo dare respiro a tutte le istanze che stanno pervenendo, soprattutto dall’entroterra. Una cosa indecente. Si è aperta una caccia alle streghe dove i cacciatori fanno sempre la figura dei cacciati o dei cacciabili. Abbiamo chiesto un incontro al Prefetto perché non vorremmo che esagitati andassero e forzassero la mano”.

INTERVENTI ANGELO ALBERTI E GIANSTEFANO ORENGO

ALBERTI - “Ormai non abbiamo più la certezza del diritto. I cacciatori sono una categoria che paga le concessioni, perfettamente in regola con le leggi dello stato e si vede sempre bistrattata da ricorsi e sentenze per lo meno discutibili. Il nostro calendario rispecchia norme comunitarie. Entroterra penalizzato dalla sospensione della caccia. I cacciatori sono i veri ambientalisti”.
ORENGO - “Gli ambientalisti vedono nella caccia un’attività che va a ledere il territorio. Non è così. E’ anche un momento di ricreatività che molte persone usufruiscono per poter alleviare quei mali che devono sopportare per motivazioni diverse. E’ giunto che lo Stato ci consenta di non sopportare più queste angherie”.

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