Cultura e manifestazioni, Home — 26 novembre 2013 alle 10:14

INTERVISTA ESCLUSIVA A BEPPINO ENGLARO E MARCO BELLOCCHIO – “Mia figlia? Una creatura del genere era lo splendore della vita”. Il regista: “Film Bella Addormentata nato da un sentimento di stupore e di sdegno”

Ieri sera, lunedì 25 novembre, nell’ambito del Cineforum di Imperia, è andato in scena il film “Bella Addormentata” del regista Marco Bellocchio, pellicola interamente dedicata agli ultimi giorni di vita di Eluana Englaro. Alla proiezione erano presenti in sala sia Marco Bellocchio che Beppino Englaro, padre di Eluana, in virtù dell’amicizia di quest’ultimo con alcuni soci del Cineforum. ImperiaPost, grazie […]

di Mattia Mangraviti

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Ieri sera, lunedì 25 novembre, nell’ambito del Cineforum di Imperia, è andato in scena il film “Bella Addormentata” del regista Marco Bellocchio, pellicola interamente dedicata agli ultimi giorni di vita di Eluana Englaro. Alla proiezione erano presenti in sala sia Marco Bellocchio che Beppino Englaro, padre di Eluana, in virtù dell’amicizia di quest’ultimo con alcuni soci del Cineforum.

ImperiaPost, grazie alla preziosa collaborazione di Orlando Botti e del Cineforum di Imperia, ha incontrato Bellocchio e Englaro presso la hall dell’Hotel Rossini.

L’INTERVISTA

PERCHÉ IL FILM “LA BELLA ADDORMENTATA”?

Marco Bellocchio: “”Il film è nato da un sentimento di stupore e di sdegno. Da cittadino presente, testimone attraverso la televisione, dell’ultimo atto di quel dramma. La politica utilizzava un dramma umano di quella portata per un suo vantaggio. Chiaramente era prevalentemente la maggioranza che aveva come presidente Berlusconi e che contestava e si opponeva in qualche modo a una sentenza definitiva”.

IL CASO ENGLARO, LA POLITICA E IL VATICANO

Marco Bellocchio: “I partiti politici non hanno mai dato prova di essere all’avanguardia. Devo dire fa eccezione, oggi, il partito dei 5 Stelle che, io posso anche non condividere certi obiettivi, certe battaglie, mette alla base un principio di coerenza tra il dire e il fare che finora non è stato, magari pur sbagliando, contraddetto nei fatti. Credo che per questo abbia tanto successo, tra i giovani, tra i delusi, tra coloro che hanno verso la politica un sentimento, se non di disgusto, di estraneità”.

Beppino Englaro: “Io ho trovato il deserto dal punto di vista culturale e non mi è rimasta altra scelta che andare avanti. Anche la Magistratura ha avuto le sue difficoltà ad affrontare un tema del genere, poi con la sentenza del 16 ottobre ha risposto proprio come doveva rispondere. Ci sono voluti 15 anni e 9 mesi per trovare nero su bianco quello che per la mia famiglia era già ovvio nel gennaio del ’92 e cioè che l’autodeterminazione terapeutica non si può disattendere, anche se ne consegue la morte”. La Chiesa? Le gerarchie della Chiesa, veramente, peggio di così non poteva essere. Io ricordo, quando uscì questa sentenza che ha fatto il giro del mondo, Bagnasco, che era a Sidney, ha evocato l’eutanasia, quando la stessa sentenza dice che l’autodeterminazione non ha nulla a che vedere con l’eutanasia, quindi non c’è neanche il rispetto delle istituzioni italiane”.

CHE COSA HA PROVATO QUANDO HA VISTO PER LA PRIMA VOLTA IL FILM

Beppino Englaro: “Sono stato travolto dall’emozione”

IL CASO ENGLARO E L’OPINIONE PUBBLICA

Beppino Englaro: “Il film può sensibilizzare l’opinione pubblica? Altro che, solo che secondo me come tutte le grandi opere ci vorrà un po di tempo. Qualcuno dice che è il miglior film di Bellocchio, ma questo lo lasciamo dire al tempo. Non dimentichiamo i 16 minuti di applausi a Venezia”.

LE POLEMICHE CON IL FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA

Marco Bellocchio: “Spesso si trascura il film, a cui si sovrappongono giudizi ideologici. Mi ricordo, ad esempio con ‘Buongiorno Notte’, mi dicevano ‘la storia non è così’, oppure ‘Moro era una canaglia’, oppure ‘i terroristi sono stati trattati in modo troppo umano’, trascurando completamente il senso del film”.

IL CASO ENGLARO, LA CHIESA E PAPA FRANCESCO

Beppino Englaro: “Papa Francesco? Gli ho sentito parlare del dialogo e mia figlia voleva essere trattata da persona libera e responsabile. Io però non ho mai trovato il dialogo in questa vicenda. Per me il dialogo è una cosa normale, non una scoperta. Sulla sacralità, sull’inviolabilità della persona e della sua libertà. Su questi punti lo vorrei vedere”.

IL CASO ENGLARO E I MEZZI DI INFORMAZIONE

Beppino Englaro: “La Repubblica ha pubblicato per prima la notizia che esisteva questo problema. Nessun medico voleva parlare. La vicenda è stata seguita in maniera ineccepibile, anche dal Corriere della Sera, dalla Stampa, dal Messaggero di Udine, è chiaro che se poi andiamo a vedere le testate come l’Avvenire, Il Giornale, Libero, Il Foglio…”

BEPPINO ENGLARO E IL RICORDO DELLA FIGLIA ELUANA

Beppino Englaro: “Lo dico sempre, una creatura del genere è lo splendore della vita”.

I SUICIDI DEI REGISTI MARIO MONICELLI E CARLO LIZZANI

Marco Bellocchio: “Credo che vi fossero problemi di scelta personale. Monicelli era molto malato, aveva quasi 100 anni, e anche per Lizzani c’erano problemi di salute gravissimi. Non mi sentirei di affermarla come eutanasia nel senso di una persona che ha una sua integrità fisica e dice ‘io non ne voglio piu sapere niente di vivere”.

LA CANDIDATURA, NEL 2006, CON LA ROSA NEL PUGNO DI MARCO BELLOCCHIO

Marco Bellocchio: “La mia candidatura è stato semplicemente un fatto simbolico, di simpatia e di amicizia nei confronti di Pannella. Mi sono candidato, ma non è che avessi ne il desiderio e neanche la minima possibilità di essere eletto”.

LE CONCLUSIONI DI BEPPINO ENGLARO

Beppino Englaro: “Perso la speranza che il Governo faccia qualcosa? No. C’è già una sentenza. C’è un prima e dopo Eluana, indipendentemente dal fatto che siano in grado o meno di fare una legge o no. Noi abbiamo la legge principale che è la Costituzione”.