IMPERIA-KOBANE. SERVALLI: “ABBIAMO PROVATO A RAGGIUNGERE KOBANE, MA L’ESERCITO TURCO CI HA RESPINTO”

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Imperia-Kobane. Il consigliere Mauro Servalli insieme all’attivista Giovanni Vassallo e altre 150 persone, è partito con una carovana alla volta della cittadina turca di Suruc. Ecco il suo quarto breve report.

La delegazione italiana aveva in programma di raggiungere la città di Kobane ieri, 21 marzo, giorno del Newroz. Avevamo quindi presentato con anticipo richiesta ufficiale alle autorità turche.


Una volte arrivati a Suruc abbiamo immediatamente capito che l`atteggiamento delle autorità turche è tutt`altro che benevolo nei confronti della popolazione di Kobane e del Rojava e di quanti stanno cercando di portare il proprio aiuto e il proprio sostegno in queste zone devastate dall`ISIS.


Le autorità turche ci hanno infatti negato il permesso di varcare il confine per portare a Kobane gli aiuti che avevamo con noi.  Abbiamo deciso comunque di raggiungere la frontiera, dove siamo stati respinti dall’esercito turco schierato con i suoi carri armati.

La città era a poche centinaia di metri da noi, ma fisicamente irraggiungibile.

Nonostante i combattenti curdi delle brigate YPJ e YPG siano riusciti a respingere gli attacchi del Califfato, il governo turco continua a negare loro un sostegno effettivo. In particolare la necessità è quella di ricostruire la città, distrutta per l`80% e in gran parte minata, e di permettere quindi agli aiuti di poterla raggiungere.

La città di Kobane è quindi, di fatto, sotto embargo e i mezzi necessari alla sua ricostruzione vengono quotidianamente respinti. Tornati indietro, la delegazione ha quindi deciso di scrivere un documento di denuncia indirizzato alle istituzioni italiane, europee e internazionali (Onu, governi, Unione Europa, etc) per denunciare questa situazione e chiedere con forza l`apertura di un corridoio umanitario per permettere agli aiuti di raggiungere quelle terre devastate dall`ISIS.
La priorità, oggi, è sicuramente questa. Speriamo di aver dato un piccolissimo contributo in questo senso.”

Mauro Servalli