#REGIONALI2015. MANUELA PARASI (RETE A SINISTRA) SULLA BUONA SCUOLA:”STUDIAMO UN SISTEMA REGIONALE CHE RISPONDA ALLA CRISI”

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Manuela Parasi
Manuela Parasi, candidata di Rete a Sinistra per le prossime elezioni regionali liguri

“Con la buona scuola l’attuale governo ha perso una grande occasione, ascoltare il mondo vero della scuola, quella che partecipa, innova, sperimenta, quella scuola che già dal 2006 aveva prodotto una proposta di legge nata dalla consultazione “sul campo” e firmata da 100000 cittadini”.

Così Manuela Parasi, insegnante nella scuola primaria genovese Garaventa-Gallo e candidata di Rete a Sinistra per le prossime elezioni regionali liguri, sulla legge di riforma al vaglio in Parlamento.

“La Liguria – sottolinea Parasi – è l’unica regione del Nordovest che registra un incremento dell’abbandono scolastico, la formazione non è più un’eccellenza nazionale, i fondi europei hanno ormai la funzione di alimentare il sistema più che di rispondere alla loro funzione. Tali dati sono significativi di come il sistema formativo regionale sia stato incapace di idonee risposte alla situazione di crisi che investe anche la scuola”.

Rete a Sinistra raccoglie l’appello del mondo della scuola e lancia un adeguamento del sistema regionale che coinvolga tutti i soggetti nel rilancio di un settore che riguarda il futuro dei giovani liguri e quello dei professionisti che operano nel comparto.

“Il mondo della scuola, e non solo i docenti, non condivide la trasformazione voluta da Renzi – continua Parasi – e sarebbe doveroso dare ascolto e riflettere perché, evidentemente, il processo non è andato come si era ipotizzato. Coloro che tengono alla scuola non possono accettare che i privati finanzino singoli istituti, che si creino scuole d’eccellenza perché ben finanziate e scuole scarse perché povere, non si può tollerare che decidano i dirigenti e non gli organi collegiali, non è possibile che in un ambito cosi delicato si decida senza ascoltare o si discuta tanto senza poi rendere concrete le decisioni destinando risorse umane ed economiche. Dobbiamo rallentare per capire e condividere dove vogliamo andare e, soprattutto, come arrivarci senza lasciare indietro nessuno”.