IMPERIA. MATTIA, BAMBINO IPOVEDENTE DI 8 ANNI E LA SUA MAESTRA ANGELA RISCHIANO DI SEPARARSI. IL CASO A LARGO GHIGLIA/L’APPELLO DELLA MAMMA

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Una vera e propria mobilitazione per impedire la separazione tra Mattia, bimbo ipovedente di otto anni, e la sua maestra di sostegno Angela Allegro. Succede a Imperia, nella classe terza B della scuola primaria di Largo Ghiglia. Pasqualina Di Martino, mamma di Mattia, ha avuto il sostengo di tutti i genitori, formalizzato con una raccolta firme, e ha scritto una lettera/appello per chiedere al Provveditore di intervenire, per quanto possibile, per impedire che il piccolo Mattia perda la sua maestra di sostegno, con la quale si è creato “un rapporto empatico speciale“.

LA LETTERA/APPELLO

“Sono prima di tutto una mamma, la mamma di Mattia, bimbo ipovedente di otto anni che nonostante le numerose difficoltà che gli si presentano quotidianamente, affronta la sua vita con una grinta da leone. Mattia frequenta la 3°B della scuola primaria di Largo Ghiglia a Imperia e oltre alle due maestre di classe Claudia Alassio e Serena Denegri, da quest’anno è stato seguito dalla maestra di sostegno specializzata Angela Serafino Allegro, che è anche la maestra di inglese della classe. Tra Mattia e la maestra Angela si è subito creato un rapporto empatico speciale, che è cresciuto e si è solidificato giorno dopo giorno.

Desiderio di Mattia, sarebbe quello di poter continuare il proprio percorso didattico con questa maestra speciale, che tanto lo ha aiutato quest’anno, ma, purtroppo, difficilmente questo sua legittimo desiderio potrà essere esaudito. La mestra Angela, infatti, è laureata in scienze della formazione primaria, vecchio ordinamento, e come ad altre tantissime insegnanti specializzate, la legge ha negato l’iscrizione nelle GAE (graduatorie a esaurimento), rilegandola in seconda fascia dove potrà fare solo supplenza senza accedere al ruolo. Anche il nuovo DDL 2994, che ha come obiettivo dichiarato la valorizzazione del merito e la “buona scuola” ha dimenticato questa categoria di insegnanti discriminate e precarie, conseguendo probabilmente, in questo specifico caso, il risultato contrario di non garantire ne la continuità scolastica ad un bambino che ne ha il diritto, ne di permettere di essere insegnante di sostegno ad una maestra che ha scelto di esserlo.

E’ “grazie” a leggi che spesso sono distanti dai casi reali della vita che, molto probabilmente, mio figlio l’anno prossimo non potrà più essere seguito da questa maestra e sono certa che ne patirà tantissimo il distacco, con effetti negativi anche sulla sua sfera psicologica, che per tanti motivi è già vulnerabile.

Il mio appello di mamma va al Provveditore e a tutti coloro che detengono il potere di tali decisioni, affinché accolgano la mia richiesta ed esaudiscano il desiderio di mio figlio. Sono certa che se Mattia potesse continuare il percorso iniziato con la maestra Angela, ne trarrebbe giovamento sotto molteplici punti di vista e potrebbe affrontare la sua infanzia con maggiore tranquillità e serenità, grazie ad una maestra che sa valorizzarlo, facendo emergere le sue abilità, piuttosto che enfatizzare la sua disabilità, come purtroppo spesso succede nella vita quotidiana”.