Attualità, Home — 22 maggio 2015 alle 10:41

IMPERIA. CASO AGNESI, AL VIA IL PRESIDIO DAVANTI ALLO STABILIMENTO. I LAVORATORI:”SPERIAMO CHE QUALCUNO SI METTA UNA MANO SULLA COSCIENZA”

Si è tenuto questa mattina il presidio dei lavoratori dell’Agnesi, davanti al pastificio, per manifestare il loro scontento in merito al loro futuro e al futuro dello stabilimento stesso, a seguito delle ormai sempre più frequenti chiusure.

di Selena Marvaldi

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Imperia. Si è tenuto questa mattina il presidio dei lavoratori dell’Agnesi, davanti al pastificio, per manifestare il loro scontento in merito al loro futuro e al futuro dello stabilimento stesso, a seguito delle ormai sempre più frequenti chiusure. Gli operai, alla stampa, hanno dichiarato: “Speriamo che qualcuno si metta una mano sulla coscienza”.

Questo il testo del manifesto, scritto dai lavoratori, in segno di protesta:

“L’Agnesi vuole risposte. Un anno fa la città di Imperia si stringeva intorno ai lavoratori dell’Agnesi per protestare e sostenere che, l’Agnesi vive con Imperia e Imperia vive con l’Agnesi. Molti incontri sono stati fatti a vari livelli ma, oggi l’Agnesi resta ancora in attesa di risposte certe.

È stato deciso che Imperia e la Liguria perderanno un’eccellenza del territorio che va difesa, ma niente si sa di dove verrà prodotta e molto poco dei progetti di ricollocamento dei lavoratori per la salvaguardia del posti di lavoro. L’Agnesi siamo noi: i suoi lavoratori che oggi chiedono il rispetto che meritano avendo sostenuto le fortune del marchio, non parli solo la pasta. Il silenzio che accettiamo è quello dello spot pubblicitario”.

Lazzarini, della RSU è così intervenuto:

“Ci ritroviamo esattamente ad un anno dalla prima grande marcia al sindaco, per ricordare a tutte le istituzioni, a pochi giorni dalle elezioni, che noi siamo sempre in attesa di avere risposte. Risposte relative al piano industriale che continuano a non arrivare e alla nostra situazione. A questo momento è certo che l’anno prossimo quest’azienda chiuderà, ma non è stato ancora detto cosa succederà ai 103 dipendenti, più l’indotto interno ed esterno”.